Nonostante le critiche e le proteste della comunità finanziaria l'amministrazione comunale decide di mantenere l'opera in Piazza Affari. Acqua sul fuoco dal sindaco: non c'è mai stata l'intenzione di insultare il mercato Altro che sei mesi di proroga, per il Dito di Cattelan a Piazza Affari. I manager della Borsa Italiana e gli uomini di finanza e di economia che frequentano Palazzo Mezzanotte dovranno ammirare (o detestare, a seconda dei gusti) l'enorme mano di marmo di Carrara con le dita mozzate tranne il medio, alta 11 metri, per altri nove mesi, fino al 30 settembre 2011. La decisione è stata presa ieri dalla giunta comunale guidata dal sindaco Letizia Moratti. E se pure l'orientamento era di puntare a una proroga, dunque a un provvedimento temporaneo che evitasse di spaccare ulteriormente l'amministrazione comunale tra favorevoli e contrari all'installazione, fino alla vigilia il tempo sembrava concentrato in sei mesi, vale a dire fino a giugno. Così aveva detto ancora lunedì l'assessore alla Cultura, Massimiliano Finazzer Flory, grande sostenitore dell'opera di Maurizio Cattelan. Ieri invece su impulso della stessa Moratti, anche lei a favore di L.O.V.E. (questo il titolo dato dall'artista alla scultura, ma da tutti conosciuta come il Dito), la proroga è stata concessa per un periodo ancora più lungo. E alla fine del periodo il Dito di Cattelan sarà rimasto a Piazza Affari per un anno intero. La scultura era arrivata in Piazza Affari il 24 settembre 2010, in occasione dell'esposizione di alcune opere del controverso artista milanese. e avrebbe dovuto restare davanti a Palazzo Mezzanotte fino al 3 ottobre. Poi era stata prorogata una prima volta fino al 24 ottobre, poi ancora fino al 9 gennaio. Insomma, dovevano essere inizialmente sette giorni che si sono trasformati in tre mesi e mezzo. Ora l'ulteriore allungamento. Una situazione che ha scatenato molte critiche da parte della comunità finanziaria, a cominciare dal ceo di Borsa Italiana, Raffaele Jerusalmi, per l'immagine negativa che l'installazione proietta su tutto il mercato italiano rappresentato dalla borsa stessa: «Se penso che tra i principali sostenitori di questa bella impresa c'è anche il sindaco Moratti, donna che sa di economia e di finanza perché da quel mondo viene e lì è cresciuta e s'è formata, fatico a credere a ciò che vedo...», si è sfogato in privato nei giorni scorsi. E ieri altri esponenti della finanza si sono aggiunti alle critiche rappresentate nei giorni scorsi da MF-Milano Finanza: «Come amante dell' arte moderna dico che considero l'installazione del tutto fuori luogo e di cattivo gusto», ha per esempio dichiarato Fabrizio Viola, amministratore delegato della Bper (e prima dg della Popolare di Milano). Da Palazzo Marino gettano acqua sul fuoco, di fronte ai «no» arrivati dalla business community: «Non è mai stata intenzione della Moratti insultare Piazza Affari», sostengono fonti vicine al sindaco, «altrimenti l'opera non sarebbe mai stata messa lì neanche per la prima settimana. Al contrario, l'intenzione della Moratti è di collocarla al Museo d'arte contemporanea, è quella la sua destinazione naturale. L'esposizione in Piazza Affari vuole essere il trampolino di lancio del Mac». C'è però il problema della condizione posta da Cattelan: l'artista ha concesso gratuitamente L. O. V.E. al Comune di Milano a condizione che la statua resti in Piazza Affari, il luogo per il quale l'opera è stata concepita. Ieri Cattelan ha scritto una lettera al sindaco, in cui ringrazia l'amministrazione per la scelta di prolungare l'esposizione: «È un'opera provocatoria, ma è comunque un simbolo di arte contemporanea e di libertà d'espressione», avrebbe fra l'altro scritto Cattelan alla Moratti secondo fonti di Palazzo Marino, peraltro senza fare riferimenti alla condizione della permanenza dell'opera a Piazza Affari. In ogni caso, a occuparsi della questione della collocazione definitiva di L.O.V.E. sarà la nuova giunta che si insedierà dopo le elezioni amministrative, che dovrebbero tenersi 1'8 maggio prossimo. Chi può cavalcare la proroga dell'installazione come una propria vittoria è l'assessore alla Cultura, Finnazer Flory, che ha voluto l'esposizione di Cattelan in città: «Sono entusiasta. Questa proroga ci permetterà di rafforzare durante tutta l'estate quel programma di iniziative dedicate all'arte contemporanea in vista dell' apertura del museo milanese di arte contemporanea nel 2013». Alla riunione comunque non hanno partecipato gli assessori più contrari, a cominciare dal responsabile dell'Urbanistica, Carlo Masseroli (assente perché fuori città), che ha affidato a una lettera il suo totale dissenso verso l'opera di Cattelan a Piazza Affari, che crea un grave danno d'immagine alla comunità degli affari.
Milano. Clamoroso, a qualcuno piace il Dito
La giunta comunale di Milano, guidata dal sindaco Letizia Moratti, ha deciso di mantenere l'installazione del Dito di Cattelan a Piazza Affari per altri nove mesi, fino al 30 settembre 2011. La scultura era stata prorogata già due volte, e la decisione è stata presa nonostante le critiche della comunità finanziaria, che ha accusato il sindaco di insultare il mercato italiano. L'artista Maurizio Cattelan aveva concesso gratuitamente la scultura al Comune di Milano a condizione che restasse in Piazza Affari. La proroga è stata vista come un successo dal sostenitore dell'opera, l'assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory, che ha voluto l'esposizione in città.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo