Dopo un anno il Redentore liberato dal maxi-cartellone. Lavori mai cominciati ISCHIA. A distanza di un anno il monumento al Cristo Redentore si offre nuovamente allo sguardo dei turisti che sbarcano sul porto. Ma, fra la delusione generale, il suo stato è ancor più decadente di quando venne ricoperto dalle impalcature del cantiere e dai maxi cartelloni pubblicitari. In dodici mesi di inutile attesa infatti, i lavori di restauro - affidati in convenzione - non sono mai neppure iniziati. Alla fine, il Comune di Ischia con delibera del consiglio comunale si è visto costretto a revocare l'affidamento alla ditta. E adesso l'amministrazione Ferrandino si prepara anche a presentare il conto dei danni causati da questi continui e ingiustificati ritardi. «Perchè per tutta la durata della stagione turistica ed anche oltre - spiega il sindaco - l'unica funzione delle impalcature montate è stata quella di ospitare al suo esterno, la cartellonistica pubblicitaria, quella sì monumentale, di un noto brand internazionale di moda. Aldilà di questo però nulla è stato fatto, così come invece ci era stato promesso». Si chiude dunque in questa maniera - ma solo per il momento - la vicenda legata all'iniziativa del ministero per i beni culturali nell'ambito del programma «Progetto Monumento Italia». «Nel febbraio scorso, con apposita delibera di giunta - dice Giosi Ferrandino - abbiamo dato il via libera al progetto del ministero, concedendo alla ditta Impredcost srl di eseguire gli interventi di restauro previsti dalla convenzione stipulata con la direzione del dicastero». Per questi lavori, il Comune si è dovuto limitare al rilascio di tutti i permessi e le autorizzazioni, senza alcun tipo di onere a carico dell'ente. Allo stesso tempo, là convenzione prevedeva che alla ditta esecutrice dell'intervento fosse concesso di utilizzare per tutta la durata dei lavori (e previa autorizzazione della Soprintendenza) la struttura dei ponteggi per esporre la pubblicità dello sponsor. Nel caso del monumento sulla centralissima banchina del Redentore, quella di un famoso stilista italiano. Allestito il ponteggio e piazzata la monumentale cartellonistica pubblicitaria, la Impredcost (che nel frattempo aveva cambiato la propria denominazione in Grandi Progetti srl) ha preso poi ufficialmente le consegne del cantiere il primo giugno scorso. Circa due mesi dopo, a fine luglio, la Grandi Progetti ha affidato a sua volta i lavori ad altre due imprese, la «Vitulli Restauri sas» e la «Edil Faim srl». «I1 6 ottobre, stanchi di attendere ulteriormente l'avvio dei lavori - dice a sua volta il tecnico comunale, Silvano Arcamone - abbiamo inviato una nota di sollecito. La ditta ci ha risposto dopo quasi un mese, addebitando il tutto allo stato di precarietà nel quale versano le fondamenta del monumento sulla banchina». A dicembre, il ponteggio ha iniziato a evidenziare anche segnali di cedimento e il Comune ha deciso di intervenire senza esitazioni. Poi c'è stata la decisione di revocare l'affidamento e di procedere in danno con i lavori. «Ma non finisce qui - avverte il sindaco - perchè intendiamo capire se e quanto la ditta ha incassato dallo sponsor e segnalare la pessima condotta dei suoi amministratori al ministero e a tutti gli altri enti con i quali essi eventualmente collaborano o si apprestano a collaborare».