Boom di visitatori in un anno di permanenza a Palazzo Campanella dov'è stato eseguito il restauro Entro marzo rientro al Museo Nazionale ristrutturato con criteri antisismici REGGIO CALABRIA. Il tempo trascorre ma i Bronzi esercitano sempre un richiamo straordinario. Il trasferimento a Palazzo Campanella, dov'è avvenuto il restauro delle due magnifiche statue mentre si lavorava alla ristrutturazione del Museo Nazionale, si è rivelato un'operazione di successo. In un anno sono state contate oltre 100 mila visite. Un segnale forte e chiaro dell'interesse verso i Bronzi. Già nei primi tre mesi di permanenza nella sala "Monteleone", iniziata il 23 dicembre 2009, le visite si sono moltiplicate per quattro. Cifre da record mantenute durante il resto dell'anno da poco consegnato agli archivi: «All'inizio di agosto sottolinea Simonetta Bonomi, soprintendente per i beni archeologici della Calabria eravamo a circa 80 mila presenze. Negli ultimi mesi non ci sono state flessioni e in dicembre abbiamo registrato un'ulteriore crescita andando abbondantemente oltre le 100 mila visite». Adesso è cominciato il conto alla rovescia per il rientro dei due capolavori nelle sale di un Palazzo Piacentini completamente ristrutturato. I Bronzi saranno collocati in ambienti radicalmente trasformati e su nuove basi realizzate con criteri antisismici. In fila per vedere i Bronzi. Anche a Natale e Capodanno i Guerrieri di Riace hanno esercitato un fortissimo richiamo. La sala "Monteleone" a Palazzo Campanella è stata meta di turisti giunti in riva allo Stretto. Ma anche i reggini hanno approfittato dei giorni di festa per rifarsi gli occhi con lo spettacolo delle statue dal valore inestimabile che il mondo ci invidia. Dal 23 dicembre 2009, giorno del trasferimento, sono state contate oltre 100 mila presenze. Un segnale forte e chiaro dell'interesse che i Bronzi continuano ad esercitare. Un interesse che il trascorrere degli anni non ha fatto scemare e che avrà nuova linfa con il ritorno delle statue al Museo Nazionale previsto entro il mese di marzo. Simonetta Bonomi, soprintendente per i Beni archeologici della Calabria manifesta soddisfazione per il boom di presenze: «Durante le festività di fine anno è andata decisamente bene. Anche se si trattava di un periodo difficile, con la gente impegnata con lo shopping o alle prese in ambito domestico con pranzi e cenoni. Il numero delle presenze è stato elevato e la gente ha manifestato, come sempre, grande interesse». Tracciando un bilancio, il trasferimento temporaneo dei Bronzi a Palazzo Campanella si è rivelato, dunque, un'operazione di successo. I Guerrieri erano stati costretti a varcare la porta del Museo Nazionale il 23 dicembre del 2009, in vista dell'inizio dei lavori di restauro di Palazzo Piacentini. Sarebbe stato rischioso farli rimanere nello storico edificio di via De Nava, esposti alle sollecitazioni dei mezzi meccanici impiegati nei lavori. Nella sede transitoria le statue hanno ricevuto le cure necessarie per bloccare qualsiasi processo degenerativo. La sala "Monteleone" è diventata la "clinica dei Bronzi". Al capezzale dei due capolavori di epoca magnogreca, adagiati su lettini speciali, hanno operato con strumenti sofisticati e tecnologie all'avanguardia gli esperti del laboratorio di restauro della Soprintendenza archeologica della Calabria e quelli dell'Istituto Superiore per la Conservazione e il restauro di Roma. Un lavoro portato avanti in mezzo a fili, sonde di Tac e di strumenti d'indagine diagnostica, con monitor e argani di sollevamento in un ambiente separato solo da una vetrata dal pubblico dei visitatori. E già nei primi tre mesi di permanenza a Palazzo Campanella le visite si erano moltiplicate per quattro. Cifre da record. Mantenute anche durante l'estate: «All'inizio di agosto sottolinea Simonetta Bonomi eravamo a circa 80 mila presenze. Negli ultimi mesi non ci sono state flessioni e in dicembre abbiamo registrato un'ulteriore crescita andando abbondantemente oltre le 100 mila visite da quando sono sbarcati nella sede attuale». Tracciando un bilancio dell'ultimo anno la soprintendente ricorda le dichiarazioni del direttore generale per la valorizzazione del Patrimonio Culturale del Ministero per i Beni e le attività Culturali, Mario Resca che a metà estate, ignorando la straordinaria rinascita di interesse in atto verso i due capolavori, avevano innescato una dura polemica. Resca aveva affermato che i Bronzi di Riace dovevano andare in giro «perchè a Reggio Calabria stanno solo a prendere polvere». Un'uscita fuori luogo che ha trovato la risposta nell'attenzione enorme riservata ai Guerrieri da un anno a questa parte. Adesso è cominciato il conto alla rovescia per il rientro dei due capolavori nelle sale di un Palazzo Piacentini completamente ristrutturato: «Si è detto sempre a marzo ricorda la soprintendente e questa scadenza sarà rispettata. Adesso non è possibile dare una data precisa ma gli accordi presi con il Consiglio regionale saranno rispettati e non si andrà oltre marzo». I tempi non brevi della durata della permanenza a Palazzo Campanella sono legati alla preparazione della nuove basi per la collocazione dei Bronzi, realizzate con criteri antisismici: «Si è lavorato e si sta lavorando spiega la Bonomi alla realizzazione di un sistema innovativo e tecnologicamente avanzato progettato dall'Enea per basi antisismiche di nuova concezione. L'Enea ha proposto una soluzione accolta da tutti e che adesso è in via di definizione. Un bel lavoro. Una cosa fuori dall'ordinario come, d'altronde, tutto ciò che riguarda i Bronzi. E poi non si deve trascurare che si è operato per la messa in sicurezza dell'intero edificio sempre tenendo presente il discorso antisismico». La soprintendente è convinta che quanto realizzato in piena collaborazione con il Consiglio regionale sia stata un'operazione di successo: «Ovviamente si tratta spiega di un'operazione da non ripetere se non in caso di eccezionale. Siamo stati alle prese con un cantiere complesso portato avanti con ritmi sostenuti. Non si poteva fare più in fretta. Abbandonate le ultime sale del Museo, nel gennaio 2010 sono cominciate le demolizioni. In meno di un anno è stata rifatta la struttura, cambiandola come il pubblico potrà vedere quando sarà riaperta. Vi assicuro che dentro è tutta un'altra cosa». Per informare la cittadinanza sui lavori e fornire particolari sul progetto, così come sull'utilizzazione dei fondi regionali e statali per i 150 anni dall'Unità, la soprintendente ha chiesto al prefetto Luigi Varratta ospitalità in Prefettura: «Entro gennaio contiamo di fare una conferenza stampa. Forniremo particolari su quanto è stato fatto e su ciò che deve essere ancora realizzato. Speriamo che la Regione sia disponibile a sostenerci ancora. Il Museo Nazionale è il più importante della Calabria e fa da straordinaria calamita sia per il discorso culturale, sia per quello turistico».