Cattelan è uno degli artisti più brillanti comparsi sulla scena internazionale negli ultimi anni. Il suo merito massimo è quello di aver capito che un'invenzione artistica, oggi, non può prescindere dalle sue implicazioni comunicative. Ma Cattelan ha avuto un altro grande merito: quello di saper tradurre queste sue idee in immagini di grande impatto e potenza formale. Quanto alla collocazione dell'opera in questione, si è visto che lo scandalo per la cittadinanza è stato irrilevante. Neppure il pubblico meno avvertito ormai ignora che lo «scandalo» è stato il nerbo di tutte le avanguardie artistiche del Ventesimo secolo (Futurismo, Dadà, Surrealismo, fino alla Pop art, al Minimalismo, all'Arte povera eccetera) e anche del Ventunesimo. Cattelan, poi, con grande finezza abbina allo scandalo la tradizione più classica: il suo L.O.V.E. è scolpito nello stesso marmo di Michelangelo. E forse proprio in questo risiede la sua provocazione. Nulla è per sempre: neanche quella collocazione. Ma, per intanto, l'opera «comunica» bene i propri intenti lì dov'è.
Milano, Dito di Cattelan. L'avanguardia è sempre scandalosa
Cattelan è uno degli artisti più brillanti comparsi sulla scena internazionale negli ultimi anni. Il suo merito massimo è quello di aver capito che un'invenzione artistica, oggi, non può prescindere dalle sue implicazioni comunicative. Ma Cattelan ha avuto un altro grande merito: quello di saper tradurre queste sue idee in immagini di grande impatto e potenza formale. Quanto alla collocazione dell'opera in questione, si è visto che lo scandalo per la cittadinanza è stato irrilevante. Neppure il pubblico meno avvertito ormai ignora che lo scandalo è stato il nerbo di tutte le avanguardie artistiche del Ventesimo secolo (Futurismo, Dadà, Surrealismo, fino alla Pop art, al Minimalismo, all'Arte povera eccetera) e anche del Ventunesimo. Cattelan, poi, con grande finezza abbina allo scandalo la tradizione più classica: il suo L.O.V.E. è scolpito nello stesso marmo di Michelangelo. E forse proprio in questo risiede la sua provocazione. Nulla è per sempre: neanche quella collocazione. Ma, per intanto, l'opera comunica bene i propri intenti lì dov'è.
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