Quando le società esplodono il potere individua l'arte: Giulio II con Raffaello e il Buonarroti o Paolo V con Caravaggio e Bernini. Quando le società implodono il potere individua e esalta la retorica, ma non più l'arte, che vive sotterranea, come nella Russia di Nicola II, nella Germania di Guglielmo II e nell'Austria di Franz Joseph, dove però si oppose al disfacimento una borghesia energica che proteggeva Klimt e produceva Wittgenstein. Nella marcescenza italiana d'oggi si esalta la retorica ma purtroppo l'alternativa sotterranea trova poca protezione perché la maggioranza della borghesia è concessionaria di favori pubblici e quindi alleata al governo che li concede. Ecco perché sono alla canna del gas gli artisti sperimentatori. Ecco perché piace Cattelan che è un retore della pubblicità. II pubblicitario è uomo di grande talento: indica la merce in vetrina. Quale esempio migliore del dito ambiguo con l'ironia da osteria veneta, che cita il gesto americano del fuck off. Indica la piazza della Borsa, ormai priva di vita perché si trattano le azioni su internet. Potrebbe indicare pure Palazzo Marino nei prossimi mesi. Fino all'avvento dell'Expo starà benissimo a Milano. Dopo ci penseremo. L'arte è altra cosa indica solo se medesima, le proprie riflessioni poetiche o ansiose. E in sé. Anche a questo ci penseremo dopo.
Milano, Dito di Cattelan. Ironia da bar Ma non è arte solo uno spot
Il testo discute la relazione tra potere e arte. Quando il potere è forte, l'arte è spesso censurata o repressa, come nella Russia di Nicola II o nella Germania di Guglielmo II. Tuttavia, quando il potere è debole, l'arte può esprimersi più liberamente. Il testo esalta la retorica e la pubblicità come forme di arte che possono sopravvivere anche in tempi di decadenza. Il pubblicitario Cattelan è citato come un esempio di artista che utilizza la retorica e l'ironia per indicare la realtà. L'arte vera, invece, è solo se medesima e non si limita a rappresentare la realtà.
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