SONO ovunque. Invadono il centro della città, si impossessano di strade e parcheggi. Anche di quelli che non gli spettano di diritto. Insomma, le auto blu la fanno davvero da padroni. Basta fare un giro nelle più importanti piazze del centro storico per accorgersene. La zona tutto intorno al Parlamento è a dir poco bollente. In piazza di Pietra e, alle sue spalle, in piazza Montecitorio le auto di stato si accalcano vicino ai paletti e alle catene che delimitano le aree pedonali un po' a tutte le ore con gli autisti schierati in attesa. A pochi passi, in piazza, della Rotonda, proprio di fronte al Pantheon, e in piazza della Minerva è da un po' invece che le cose sono migliorate, ma solo grazie alle transenne che delimitano i lavori per la ripavimentazione. Ma, assicurano i commercianti che da anni lavorano in zona, «non è sempre stato così. Qui davanti, a pochi centimetri di distanza da un monumento come il Pantheon, si affollano da anni taxi e auto blu. Sostano davanti ai parcheggi per i motorini, in mezzo alla strada e chissà quante volte, aiutati anche dalla grande quantità di pedoni che passano qui, gli autobus elettrici rimangono incastrati». Dopo la querelle dei giorni scorsi, scoppiata tra il sindaco di Roma Walter Veltroni e il ministro dei Beni culturali, Giuliano Urbani, come per magia le auto di stato sono sparite da piazza Sant'Ignazio. Non ce n'è neanche l'ombra. Ma, come i funghi, sono spuntate a soli pochi metri, in piazza di San Macuto. Allineate una di fianco all'altra davanti alla facciata di un Palazzo antico. Ma il record, in zona, spetta senz'altro a via del Collegio romano, sede del ministero dei Beni culturali, dove neanche gli stessi autisti di queste specialissime vetture riescono a trovare uno spazio per fermarsi, chi non ha pazienza è costretto ad andare a cercare altrove. Altri punti nevralgici sono piazza San Silvestre e piazza Vidoni, lo slargo affianco a corso Vittorio. La prima è invasa su tutti i lati, soprattutto verso via della Mercede. Ogni metro di asfalto è occupato. Anche i taxi vengono spodestati dalle loro aree di sosta. E non c'è neanche più una striscia pedonale su cui poter attraversare senza imbattersi in una sosta selvaggia di un'auto di rappresentanza. In piazza Vidoni, poi, la sosta di queste vetture è proprio prevista: un cartello, all'inizio di alcuni parcheggi delimitati dalle strisce gialle, avverte che quei posti sono riservati alle auto di stato in servizio. Ma delle vetture in sosta nessuna ha il contrassegno, così le stesse auto blu sono relegate e costrette a stare non in doppia, ma in tripla fila. E c'è addirittura un parcheggiatore che si occupa di spostare le macchine quando qualcuna di queste deve uscire.