Il Maschio Angioino? Monumento storico insigne meta di turisti, ma non solo: sotto le mura spunta una tendopoli. Ed ecco il parco dei senza fissa dimora, con i senzatetto che dormono su giacigli di fortuna ma c'è anche chi ha improvvisato tende d'emergenza. E va da sè che in assenza di servizi igienici, tutto avviene a cielo libero. L'Associazione «No comment» ha inviato una nota a sindaco Iervolino e assessori con tanto di filmato su YouTube. Tra topi ed escrementi intere famiglie accampate sui giardini nella zona turistica del capoluogo. Scatta la denuncia Maschio Angioino, il rifugio dei senza-dimora. Tende e giacigli di fortuna così di notte il degrado assedia il monumento-simbolo della città Sotto le mura del Maschio Angioino, è spuntata una tendopoli: senzatetto vivono tra rifiuti e topi. Dormono su letti di cartone e giacigli all'addiaccio, stretti tra il monumento simbolo della città, la sede del Comune, il punto di ritrovo dei turisti, i giardini di Palazzo Reale. E' la nuova cartolina di Napoli: con vista sul degrado, che torna a imperversare, ancora una volta, in coincidenza con la visita del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Già un anno fa, una bidonville abitata da famiglie dell'Est Europa, con annessa discarica a cielo aperto, era infatti stata segnalata più o meno nella stessa posizione al ministro peri Beni e le attività culturali Sandro Bondi che, attraverso una circolare (protocollo numero 6540) del 26 febbraio 2010, indirizzata alla soprintendenza ai Beni architettonici e ambientali, aveva sollecitato la bonifica del sito. Intervento effettuato un paio di settimane più tardi su disposizione dell'amministrazione comunale. Operazione-lampo ma, a giudicare dagli effetti, senza permanenti conseguenze. E così all'alba del 2011 lo scenario desolante, evidentemente favorito dalle maglie larghe di controlli e manutenzione, si ripropone sul versante opposto al fossato del castello. A dare l'allarme è stata l'associazione «No comment» che, già dodici mesi fa, aveva inviato la prima segnalazione alle autorità competenti, mettendo in moto la procedura di sorveglianza da parte dei dirigenti del ministero e degli altri enti locali. I volontari partenopei ieri hanno inviato una nota al Comune (agli indirizzi del sindaco Rosa Russo Iervolino e degli assessori Paolo Giacomelli, Diego Guida, Graziella Pagano, e alla soprintendenza partenopea). E alla lettera hanno allegato il link di un filmato della durata di cinquantaquattro secondi, pubblicato su Youtube e sul sito internet dell'associazione, per mostrare lo scempio con «La tendopoli di senza fissa dimora», piantata tra le aiuole del monumento che risale alla dominazione francese. La denuncia è corredata anche da una serie di fotografie che documento le sequenze del degrado. Per gli attivisti di "No Comment" il caso dipende da «una realtà sociale disagiata», ma non solo: un anno dopo, sottolineano nel documento i volontari dell'associazione, la baraccopoli «rimette in evidenza anche le carenze degli uffici pubblici preposti alla cura dei giardini, dell'arredo urbano, alla tutela dei beni culturali e all'immagine della città». Dunque all'amministrazione comunale. Patrizia Bussola, coordinatrice del progetto di vivibilità urbana dell'associazione, lancia un appello accurato: «Confidiamo in un concreto interessamento, sia solidale, a favore dei disagiati ospiti della tendopoli, sia amministrativo, per ridare dignità a uno dei simboli più importanti della storia e della cultura napoletana». Senza tralasciare «l'aspetto sanitario», conclude Bussola, «visto che parte dell'insediamento è utilizzato come servizio igienico all'aperto degli improvvisati residenti». E i vespasiani all'ombra dei monumenti, chiaramente, scatenano un coro di proteste anche da parte di operatori turistici e commercianti. Sasso lanciato nello stagno, dunque, in attesa dell'intervento che possa raggiungere il duplice obiettivo indicato dall'associazione di volontariato.
Napoli. Maschio Angioino, baraccopoli sotto gli spalti
Il Maschio Angioino, un monumento storico di Napoli, è stato trasformato in una tendopoli con senzatetto che vivono tra rifiuti e topi. Le famiglie si accampano sui giardini e utilizzano il monumento come servizio igienico all'aperto. L'Associazione No comment ha inviato una nota al sindaco e agli assessori con filmati e fotografie che documentano lo scempio. Gli attivisti sostengono che il problema è una realtà sociale disagiata, ma anche una questione di manutenzione e cura dei beni culturali. Chiedono un intervento concreto per ridare dignità al monumento e risolvere il problema sanitario. I turisti e i commercianti protestano contro la presenza dei senzatetto.
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