Sgarbi telefona a Roma: gli avevo suggerito una sovrintendenza piena Interim? Al ministero cadono dalle nuvole. Il capo di gabinetto Salvatore Nastasi vorrebbe telefonare subito a Caterina Bon Valsassina, direttore della Lombardia, per bloccarla. Per dirle che basta toppe, Mantova merita un sovrintendente titolare. Così racconta Vittorio Sgarbi, sovrintendente a Venezia. Peccato che sia troppo tardi, che Stefano Casciu abbia già firmato. Ormai tre settimane fa. Soluzione ignota al ministro al capo di gabinetto e al sottosegretario. È stata Bon Valsassina Per la presidenza del Centro Te ho già indicato il nome di una persona capace di portare fondi privati La dicitura esatta è "soprintendente speciale per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico del polo museale della Città di Venezia e dei Comuni della gronda lagunare". Quasi uno scioglilingua. Ma Sgarbi è anche molto altro. Critico d'arte, sindaco di Salemi, giù nella Sicilia più aspra, polemista mediatico, curatore del padiglione italiano alla Biennale, consigliere personale del ministro Bondi. Appunto. Qualcuno ha azzardato che dietro all'interim di Mantova ci sia proprio Vittorio pigliatutto. Per avere le mani libere anche sulla nostra zona, che Sgarbi conosce e frequenta spesso. Malelingue o ben informati? La risposta al diretto interessato, insolitamente morbido nei toni. Allora, Sgarbi, è lei il regista dell'operazione interim? «Sono il regista di un altro film. Ovviamente mi sono occupato di Mantova, Cremona e Brescia, ho parlato a lungo con il ministro, ma la mia soluzione non era un interim. La mia proposta era molto più alta». Quanto alta? «La proposta di una sovrintendenza piena, valorizzando sia Mantova con Palazzo Ducale sia Brescia con Santa Giulia. Ne stavo ragionando con Bondi prima che la situazione lo travolgesse. Di Mantova gli ho parlato almeno quindici volte, in tutti i sensi e modi». D'accordo, ma siamo già al quarto interim. Perché? «Questa soluzione non ha nulla di politico, potete scriverlo tranquillamente. L'amministrazione degli interim e la decisione sulle persone è ignota al ministro, al suo capo di gabinetto e al sottosegretario. Lo stesso direttore generale ha soltanto un ruolo di passacarte, a decidere è il direttore regionale Bon Valsassina. Un meccanismo vagamente leghista». E ora come se ne esce? «Nonostante la mia insistenza sono rimasto inascoltato, l'efficienza burocratica ha schiacciato la mia regia. Insomma, l'interim di Mantova è frutto di una distrazione politica. Scrivete pure che Sgarbi si metterà in mezzo per una cucitura. Comunque Casciu è bravo, quello che gli manca è un rapporto politicamente forte con il mondo, alla Elkann». A proposito, si dice che lei sia stato il regista anche di quest'altro film: ha mandato avanti il suo amico Elkann per mettere le mani sul Centro Te. È così? «La nomina di Elkann era un'opportunità, ma lui si è mostrato abbastanza distante. Il vero problema è che manca un motore al Centro Te. Proverò a parlarne con il premier». Che cilindrata dovrebbe avere questo motore? Ha già in mente qualche nome per la poltrona di presidente del Centro Te? «Ho indicato un nome sia a Bondi sia al sindaco Sodano, non dico di chi si tratta per non bruciarlo. Comunque ha già dimostrato la capacità di portare fondi privati per le iniziative, che in situazione di crisi è preziosa». Come finirà la mozione di sfiducia a Bondi? «Lui ha annunciato che si dimetterà, io spero di no. Vorrei che desse i1 segnale di un nuovo impegno facendo tre o quattro cose forti. La sovrintendenza di Mantova potrebbe essere una di queste». IN CONSIGLIO COMUNALE - Spunta la mozione delle opposizioni Annunciata dal deputato del Pd Marco Carra, l'interrogazione sulla sovrintendenza ad interim ha già sortito un effetto a livello locale. Benedetta Graziano (gruppo misto), Claudio Bondioli Bettinelli (Insieme per Brioni) e Fausto Banzi (Sinistra unita) hanno depositato una mozione perché il consiglio comunale solleciti "il ministro dei beni culturali a tutelare il territorio mantovano, nominando un sovrintendente a tempo pieno per le città di Mantova, Brescia, Cremona". Appellandosi al titolo di patrimonio Unesco. «Queste co.co.co culturali confermano che l'amicizia con il ministro Bondi, tanto sbandierata dal nostro sindaco, non sortisce alcun effetto attacca la Graziano . A meno che l'intento sia tutt'altro. Non vorrei che l'interim fosse funzionale ad avere un controllore meno presente ed efficace, visti gli istinti cementificatori dell'amministrazione e ciò che è capitato il mese scorso, quando un edificio è stato abbattuto in zona vincolata senza che il Comune battesse ciglio. L'assessore alla cultura Sodano dovrebbe indignarsi e sottoscrivere la mozione con noi». «La "vacanza" dei sovrintendenti deve unire le fa eco Bondioli Bettinelli , Mantova non merita questa indifferenza. Bondi è troppo impegnato con i pompeiani o con le mozioni di sfiducia contro di lui?». «È necessaria una presenza stabile sul territorio per conoscerlo in maniera approfondita osserva Banzi , perché il sovrintendente possa anche lavorare in sinergia con gli enti pubblici per la tutela e la valorizzazione del patrimonio. Oltre a far fronte rapidamente a richieste spesso ferme, in attesa di una risposta da parte degli organismi preposti. Sovrintendenza inclusa». «Mantova meriterebbe un titolare solo suo» Scatto d'orgoglio per il vicesindaco Cappellani: siamo patrimonio Unesco Sgarbi punta il dito contro la burocrazia meccanica che si annida nelle pieghe della politica, gettando la croce dell'interim a Mantova sulle spalle del direttore per i beni culturali e paesaggistici della Lombardia, Caterina Bon Valsassina. «Meccanismo vagamente leghista», chiosa. In realtà la nomina di Stefano Casciu, sovrintendente al cubo e a intermittenza, sembra contraddire la snellezza federalista. E la Lega cosa ne pensa? A parlare è Alessandra Cappellari, ma in veste di vice- sindaco: «Mi auguro che l'interim di Casciu sia breve, non per assenza di fiducia nella sua persona, al contrario per rispetto della sua professionalità. L'impegno che gli viene richiesto è troppo gravoso. Già la sola città di Mantova, patrimonio dell'umanità Unesco, meriterebbe un sovrintendente dedicato». Invece a Casciu tocca dividersi anche tra Brescia e Cremona (secondo i confini "naturali" della sovrintendenza), Reggio e Modena (dov'è dirigente titolare).