Dal primo gennaio sono straniero a casa mia. Il sindaco Alemanno ha introdotto la tassa di soggiorno, ma a pagarla saranno anche quelli come me, che possiedono un'abitazione e risiedono altrove, e tutti quelli tantissimi che vivono a pochi chilometri dal centro, a Tivoli, o a Fiumicino. «È peggio di un delitto, è un errore», diceva Talleyrand. La tassa alla romana non è neppure un errore, ma una grande stupidata, espressione che il nobile francese non avrebbe usato perché, al contrario di me, era un diplomatico. Più che una tassa, è un balzello. Un modo per arraffare soldi, senza pensare alle conseguenze. Si pagano 3 euro a testa in albergo, e non si ha nulla in cambio. Si versa ancora un euro se si va al museo, o se si sale su un bus turistico, su un battello che galleggia sul Tevere, o se si vuole fare un bagno a Ostia. Perché noi no? Si arrabbia il sindaco. Abbiamo il Colosseo, perché visitarlo gratis? Ma oggi è ridotto a un suk orientale, tra centinaia di vu' cumprà e falsi centurioni con la pancia. La tassa di soggiorno si paga a Parigi, o a New York, e nessuno protesta. Una mezza verità. Nella Ville Lumière la taxe de séjour esiste dal 1994, appena 20 cent, aumentati a 50 nel 2006, per migliorare i servizi di accoglienza negli aeroporti. Solo negli alberghi a 5 stelle si sborsa un euro. A New York si è esosi: il 14,5 sul conto dell'hotel, e altri 3,5 dollari a testa. Ma vogliamo paragonare il letamaio della mia Trastevere con Manhattan? A Londra i musei sono gratis, da sempre, per residenti e forestieri. A Basilea, a chi arriva in albergo consegnano una tessera di libera circolazione sui mezzi pubblici. In Germania, la tassa si chiama Kurtax, e il nome rivela l'origine,1a riscuotono le località di cura. Nel mio albergo nella Foresta di Teutoburgo, dove duemila anni fa Varo perse le sue legioni, mi fanno pagare 1,5 euro: per la piscina comunale, dove non vado, e per l'orchestrina che come nella Belle Epoque rallegra i pomeriggi nel parco cittadino. Perché lamentarsi? L'altra mia città, la Berlino dalle finanze disastrate, progetta di imitare Roma. Con prudenza: 2 euro a testa. Ma i servizi sono perfetti, in un albergo a tre stelle si sborsa per una doppia 65 euro, e all'Adlon, uno degli hotel più belli ai mondo, se non ci sono fiere, si ottiene una matrimoniale per 160. A Roma ne spillano almeno 500, e ora 503. A Berlino si raggiunge l'aeroporto di Schoenfeld in metro, con 2,80 euro per 30 chilometri, e i treni hanno una frequenza da tre a 10 minuti, a seconda delle ore. Fiumicino è l'unico aeroporto al mondo senza un bus che lo colleghi al centro. Così desiderano i tassisti. Il trenino, inaffidabile, costa 14 euro. Se non si sta attenti, si può finire a Orvieto. Non si segnalano le stazioni, e le vetture sono invase dai ladri. L'aeroporto di Ciampino è ostaggio di una tribù di 30 o 40 tassisti, che taglieggiano i viaggiatori ignorando la tariffa fissa di 30 euro. E rifiutano di prendere a bordo gli italiani. Alemanno è stato eletto dai tassisti? Ma quei pochi di Ciampino sono odiati da seimila colleghi di Roma, che per timore evitano di sostare allo scalo, e tornano in centro vuoti. Per la verità non sono riusciti a domarli nemmeno Veltroni e Rutelli. E sono convinto che anche Walter avrebbe votato la Kurtax alla vaccinara. Il guaio è che Firenze e Venezia vogliono seguire l'esempio romano. Per far cassa. Ma i turisti sono clienti, da invogliare a tornare, non da indispettire. Alemanno calcola di incassare almeno 80 milioni di euro. Scommetto una cena che non arriverà alla metà. Lascio a lui la scelta delle armi, cioè del ristorante. Anche uno di quelli che hanno fatto pagare 800 euro un piatto di fettuccine ai giapponesi. Tanto vinco io.
Ma all'estero, almeno, in cambio offrono servizi
Il sindaco di Roma, Alemanno, ha introdotto la tassa di soggiorno, che si applica a tutti i turisti che soggiornano in città. La tassa è di 3 euro a testa e si paga in albergo, al museo, o su un bus turistico. Il giornalista lamenta che la tassa sia un errore e un modo per arraffare soldi senza pensare alle conseguenze. Paragona la tassa romana con quelle di altre città, come Parigi, New York, Londra, Basilea e Berlino, che sono più basse o gratuite. Afferma che la tassa romana è un balzello e che i servizi non sono adeguati.
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