Capodanno napoletano. Dopo 65 anni di restauri la chiesa richiude per petardi Sessantacinque anni. Tanto c'è voluto per restituire ai fedeli, ma pure ai turisti e al pubblico in generale, l'incantevole chiesa dei Girolamini di via dei Tribunali, cuore del centro storico di Napoli. I bombardamenti della seconda guerra mondiale l'avevano danneggiata, andava pertanto restaurata. Ma, dal momento che siamo pur sempre in Italia, per rimetterla a posto è stato necessario tutto quel tempo: c'è chi sostiene che, in realtà, gli anni dell'attesa siano stati al massimo trentacinque, ma il risultato non cambia dinanzi agli effetti collaterali dell'altra guerra che Napoli conduce ogni 31 dicembre che Dio manda in terra. Quella dei botti di fine anno che, stavolta, oltre a un morto e al solito pacco di feriti, ha aggiunto al carnet la devastazione della facciata e di parte degli interni della struttura: al punto da causarne un'altra chiusura a meno di sei mesi dalla riapertura. Una chiusura, ovviamente, a tempo indeterminato. Niente male come esordio. La storia l'ha raccontata ieri l'edizione napoletana del Corriere del Mezzogiorno. Durante la "notte delle bombe" nel quartiere che circonda il complesso monumentale, dirimpettaio della cattedrale dedicata a San Gennaro (parliamo quindi del cuore pulsante della Napoli antica), qualcuno avrà probabilmente fatto esplodere una serie di "cipolloni" Bin Laden o Maradona: cioè qualcosa che avvicina Napoli più a Kabul che a Roma. Risultato: due vetrate rotte e stucchi del Settecento della terza campata della navata sinistra sbriciolati. Non solo, ma il contraccolpo degli ordigni ha causato anche il distacco di un pezzo del rosone che, una volta caduto a terra, ha lasciato in evidenza una brutta lesione nel frontale della chiesa. Che, giocoforza, dovrà essere puntellato e stabilizzato prima che la crepa inizi a camminare per proprio conto. Con tutti i rischi connessi. Fortunatamente l'interno della chiesa, dove sono custodite opere d'arte di inestimabile valore (dalle sculture di Bernini agli affreschi di Luca Giordano, dai dipinti di Bernardino Azzolino e Belisario Corienzo ad un quadro di Guido Reni e molto altro ancora) è stato risparmiato dalla deflagrazione. Ma lo spettacolo che sabato mattina s'è parato dinanzi agli occhi di padre Sandro Marsano, rettore dei Girolamini, era di certo sconfortante. Soprattutto per lui, uno dei principali artefici della rinascita della struttura. Il quale, in un guizzo di ponderata arrabbiatura "monacale", ha esposto un cartello all'esterno della basilica con sopra scritto: «A causa dei botti la chiesa monumentale ha riportato gravi danni alle vetrate e agli stucchi e pertanto rimarrà chiusa. Un grazie agli irresponsabili». Irresponsabili che sembra abitino nei paraggi, nell'omonimo (piccolo) vicolo Girolamini, almeno stando a quanto sarebbe emerso dopo il primo sopralluogo effettuato dagli uomini della Polizia scientifica di Napoli, accorsa sul posto su sollecitazione della Questura e della Soprintendenza nell'immediatezza dell'allarme lanciato da padre Alessandro. Sperare di risalire a chi materialmente sia stato è difficile, anzi impossibile: il caos della notte napoletana di San Silvestro scoraggerebbe qualsiasi detective. Il sopralluogo effettuato dalla Scientifica è però riuscito a ricostruire almeno la dinamica dei fatti: le maxi cipolle sono state con ogni probabilità lanciate da un terrazzino del vicolo adiacente alla chiesa, una balconata cioè posta più o meno alla stessa altezza della copertura della navata. Facile che la "genialata" di qualche bombardiere su di giri abbia avuto come obiettivo proprio quella parte del complesso monumentale. È l'ultimo capitolo di un Capodanno segnato ancora una volta da feriti gravi, incendi, menomazioni e una vittima. Con la morte del trentanovenne di Crispano, in provincia di Napoli, anche per la notte di San Silvestro 2010 la Campania vince il premio per il maggior numero di feriti di incidenti e feriti (oltre ottanta) legati ai botti, legali e non.
Napoli. Idioti col botto
La chiesa dei Girolamini di Napoli è stata chiusa per il Capodanno a causa dei danni causati dalle "botti" di fine anno. La chiesa, che era stata restaurata dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale, è stata nuovamente danneggiata. La facciata e parte degli interni sono stati danneggiati, causando una chiusura a tempo indeterminato. La polizia scientifica ha ricostruito la dinamica dei fatti e ha scoperto che le "botti" sono state lanciate da un terrazzino adiacente alla chiesa. La chiesa, che custodisce opere d'arte di grande valore, è stata risparmiata dall'interno.
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