Tredici domus vietate ai turisti negli Scavi più visitati al mondo: mancano i fondi per i custodi Crolli, sequestri, chiusure per mancanza di soldi e personale ecco la mappa dei tesori negati. È dal 6 novembre del 2010 che a Pompei non c'è più pace. All'alba del novembre. l'edificio pubblico di via dell'Abbondanza, sede della scuola d'armi della gioventù aristocratica pompeiana, si ridusse in briciole. Il sabato successivo giù anche un muro della taverna vasaria appartenente al complesso della Casa del Moralista. Il 30 novembre un nuovo crollo alla Schola Armaturarum. Il primo dicembre altri due cedimenti: una bottega di via Stabiana e la domus del Piccolo Lupanare. Il 2 dicembre cede il muro del peristilio della Casa di Trebio Valente. Tutte le aree interessate dai crolli e dalle inchieste giudiziarie sono state poste sotto sequestro. E come se non bastasse dal 2 gennaio 13 domus sono state interdette al pubblico per carenza di personale e i fondi. Le case non più visitabili sono: Amorini dorati, Menandro, Sallustio, Marco Lucrezio Frontone, Obellio Firmo, Ara Massima, Quattro Stili, Casca Longa, Giulio Polibio, Casti Amanti, Fontana Piccola a Mosaico, Foro Boario e Termopolio. Da Pompei ai Campi Flegrei dove si allarga la mappa dei tesori negati. Il Rione Terra di Pozzuoli è inaccessibile per lavori in corso. Stessa sorte per lo Stadio di Antonino Pio che, restituito due anni fa ai cittadini dopo un restauro da otto milioni di euro, presenta ora cancelli sbarrati. Da Pozzuoli a Bacoli: le Centum Cellae, un impianto idrico noto come Prigioni di Nerone che dopo un cedimento dell'intonaco 5 anni fa e il mancato del recupero sono inaccessibili. Nello stesso quartiere, un altro gioiello dell'ingegneria idraulica romana, la Piscina Mirabilis, risulta ai turisti di non facile accesso. Per una visita alla cisterna imperiale bisogna rivolgersi alla custode. Atteso un programma di ristrutturazione invece per le Grotte dell'Acqua sul lago Fusaro e per i colombari in via Miliscola. Visite su prenotazione al parco archeologico di Monte Procida: per entrare nella necropoli dei militari della flotta imperiale, nella piazza di Cappella, bisogna rivolgersi agli anziani del centro sociale.