Brutta sorpresa per i contributi di Palazzo Vecchio. Un coro di proteste Brutto colpo per tante associazioni culturali che confidavano nei contributi comunali per chiudere i loro bilanci del 2010. I soldi sono arrivati, ma non certo tutti quelli sperati. Tira da una parte, tira dall'altra, i tagli agli enti e istituzioni che svolgono attività nel campo storico culturale, dell'arte e dello spettacolo sono di oltre 260mila euro in meno rispetto a quanto erogato nel 2009. In quell'anno l'assessorato alla cultura aveva assegnato 659mi1a euro agli enti e istituzioni con i quali esiste una diretta convenzione con l'amministrazione comunale. Più altri 166mila erano stati concessi ad altri soggetti senza una specifica convenzione: Teatro Puccini 37mila 700; Comune di Chiusi della Verna mille e 500; Fondazione Orchestra Regione Toscana (Ort) 116mila e 700, Fondazione Primo Conti 10mila e 700. Nel 2010, invece, dalle casse comunali sono usciti complessivamente 563mila euro. I sacrifici però non sono stati per tutti uguali e fra le circa trenta realtà che figurano nella lista dei destinatari dei fondi comunali, ci sono coloro che hanno avuto veri e propri salassi e chi invece ha subito solo qualche limatura. Tra i più penalizzati c'è proprio l'Ort a cui sono stati destinati appena 30mila euro rispetto ai passati 116mila. Nel loro piccolo si lamentano Chille de la Balanza che vede ridotto a un terzo il suo contributo; e Pupi e Fresedde del teatro di Rifredi che passa da 75 a 50mila euro. Un ritocco più o meno significativo ha interessato ben dodici enti o associazioni, fra cui l'Accademia Musicale Fiorentina che nel 2010 vede dimezzata la cifra dell'anno prima: da 10 e 5mila euro. Un taglio di quasi 10mila euro anche per la Fondazione Scuola di Musica di Fiesole (da 49mila 900 a 40mila) alla fondazione Flog (da 34 a 28mila). Un sacrificio è stato imposto anche a Casa Buonarroti che perde 4mila euro e al Festival dei Popoli che ne diminuisce di quasi 2mila cinquecento, e di quasi 5mila Elsinor. E ancora qualche spicciolo in meno per la Fondazione Michelucci e la Fondazione Horne. Ma non sono mancati coloro che invece riescono a mantenere intatti i contributi dell'anno precedente e addirittura coloro che hanno beneficiato di cifre ben più consistenti del 2009. Passano indenni l'annata dei grandi tagli la Filarmonica Gioacchino Rossini che conferma i 10mila euro così come restano invariati i 20mila del New Italian Cinema Events (Nice). Nelle scelte dell'assessorato alla cultura fanno un passo avanti l'associazione Firenze dei teatri che aumenta lo stanziamento da 39 a 48mila euro. Mille euro in più (da 7 a 8mila) per l'Ensemble Nuovo Contrappunto e soprattutto significativo aumento per il Musicus Concentus che passa da 24 a 40mila euro. In un anno di tali ristrettezze finanziarie non sono mancate comune tre new entry, a cominciare dalla Santa Maddalena Foundation che organizza il Premio internazionale Vallombrosa «Gregor von Rezzori» e a cui sono stati assegnati 40mila euro. Un riconoscimento anche per l'Associazione Schermo dell'Arte a cui sono andati per la prima volta mila e 200 euro e 2mila all'associazione Nuovi eventi musicali. Dalle casse del comune non si riusciva a tirare fuori neanche un altro euro. E per fortuna sono venuti in aiuto i fondi di «Arcus», la spa del ministero dell'economia e delle finanze creata proprio quale strumento di intervento a favore dei beni culturali. Per il biennio 2010-2011 al Comune di Firenze sono sati concessi un milione e mezzo di euro da spendere uno nell'anno appena concluso e il mezzo in quello cominciato da pochi giorni. Gran parte di questi fondi sono però destinati al progetto di restauro del «Tepidarium» per il quale serve appunto circa un milione di euro. Ma da quel budget sono stati prelevati 200mila euro da destinare a una serie di associazioni culturali ritenute di particolare significato per la città e che già nel 2010 hanno svolto una serie di attività legate alle celebrazioni per i 150 anni dell'Unità d'Italia. Alla Fondazione Spadolini Nuova Antologia sono stati assegnati così 25mila euro (22mila nel 2009); 3mila 500 all'Istituto Gramsci (invece di 3.400); 22mila 500 alla Fondazione di Studi Storici Filippo Turati (erano stati 7.900 euro); 19mila alla Fondazione La Pira (più o meno lo stesso contributo); 30mila alla Bottega del Cinema (nel 2009 erano stati 18mila 900); 80mila invece di 66mila alla Compagnia di Virgilio Sieni e infine 20mila all'Accademia della Crusca (17mila l'anno prima). Queste le scelte dell'amministrazione comunale, rispetto alle quali non sono certo mancate le recriminazioni. Tra le molte critiche c'è quella dei responsabili di Chille de la Balanza, sorpresi sia per l'entità sia per i tempi: «Ci aspettavamo alcuni tagli afferma il regista Claudio Ascoli ma non così pesanti e non con questo ritardo. Siamo inoltre molto amareggiati dal fatto che si penalizzano spettacoli e realtà che la scorsa stagione hanno avuto un grandissimo successo. Parlo dei nostri cartelloni ma anche quelli di Pupi e Fresedde. L'unica spiegazione è che non ci sia stata da parte dell'amministrazione comunale una giusta lettura della città e delle iniziative che hanno ottenuto il consenso dei cittadini». IN ARRIVO DA ROMA Un milione di euro da «Arcus» Il restauro del Tepidarium ora è realtà Grazie ai fondi dello Stato che arriveranno attraverso «Arcus», sarà finanziato gran parte del progetto di recupero del Tepidarium del Giardino dell'orticoltura, in modo che possa essere riaperto al pubblico in modo permanente. Il progetto esecutivo è già pronto e prevede un investimento di quasi un milione di euro. L'obiettivo è riportare la struttura alle funzioni originarie, quelle di esposizioni e manifestazioni legate alla natura e alla scienza per cui era stata pensato e realizzato alla fine dell'Ottocento dall'ingegnere e architetto Giacomo Roster. Attualmente il Tepidarium versa in condizioni di degrado. Lungo quasi 40 metri e largo 17, alto 14 metri, l'edificio è a pianta rettangolare ed è stato costruito in ferro e vetro. All'interno ci sono 24 colonne portanti entro le quali confluivano le acque piovane, con decori in ghisa, e due vasche con nicchie e spugne minerali addossate alle due torrette che contengono le scale di accesso ai ballatoi. Roster si ispirò al Palazzo di Cristallo di Joseph Paxton (1851) e al Giardino d'Inverno della Royal horticultural society di Londra (1860). L'inaugurazione si tenne ne11880 e fu subito un successo, tanto che la serra venne usata per manifestazioni di vario tipo, da concerti a mostre d'arte a esposizioni varie. Nel 1930 il Tepidarium passò dalla Società di Orticoltura al Comune di Firenze, che lo acquistò per aprirlo al pubblico.