«L'evento del 2011 ? Una mostra in contemporanea con le altre città d'Italia» MILANO - «Il 2011 della cultura a Milano? Molto vivo e articolato». Il presidente della Triennale Davide Rampello, che molti vorrebbero vedere all'assessorato alla Cultura, ci regala il suo pronostico d'arte. Come sarà quest'anno culturale meneghino? «Con appuntamenti di primissimo livello: basti pensare solo alla mostra che Palazzo Reale farà sull'Arcimboldo in programma dal 10 febbraio, o a quella dedicata ad Alberto Savinio». L'evento dell'anno in programma alla Triennale? «La grandissima mostra finale sull'arte povera che sarà la mostra dell'autunno. E poi quella sull'Unità d'Italia che faremo in contemporanea con gli altri musei italiani, primo fra tutti Torino» I vostri progetti? «Sicuramente rilanceremo la Bovisa, avremmo dovuto stabilirci nella nuova sede, ma visti i ritardi nel progetto abbiamo pensato a un rilancio per i prossimi tre anni finché non sarà pronta la sede definitiva. Intensificheremo il rapporto con università e istituto Mario Negri, visto che siamo diventati anche sede universitaria. Lavoreremo per l'Expo e faremo della Bovisa un'anti Triennale, nel senso che organizzeremo lì tutte le mostre sperimentali che non potremmo mai fare nella sede centrale. Proseguirà anche il progetto Vision Lab messo in piedi più di un anno fa, in cui sono coinvolti Politecnico, Statale con la facoltà di Agraria, EuroMilano, Intesa San Paolo e la Scala. Ci sarà un laboratorio permanente per la creazione di nuovi linguaggi scientifici e artistici in previsione del tema dell'Expo». La Cultura milanese del nuovo decennio? «Io penso a sempre maggiori aree di discussione: non più solo mostre ma incontri diretti, workshop, dibattiti, lectio magistralis. Mettere assieme persone non solo per vedere le opere ma anche per parlarne, oggi è fondamentale». Con i tagli alla cultura come la mettiamo? «Guardi, ormai bisogna tenere conto del fatto che il pubblico sarà sempre meno». Largo agli sponsor quindi? «Per carità, non voglio più sentir parlare di sponsor, ma di partnership. Va studiato attentamente il mercato, va fatta un'operazione di marketing strategico molto forte. Anche perché, parliamoci chiaro, è l'impresa che ci insegna dove sta andando il mondo. Bisogna saper coniugare gli interessi culturali con quelli di alcune grandi imprese». NUOVI MODELLI Basta sponsor Per il presidente della Triennale Davide Rampello, i tagli alla cultura si arginano «studiando attentamente il mercato, va fatta un'operazione di marketing strategico molto forte»
Milano. Rampello punta sui 150 anni dell'Unità
Il presidente della Triennale Davide Rampello ha espresso le sue previsioni per l'anno culturale 2011 a Milano. Ha menzionato diverse mostre e eventi, tra cui la mostra sull'Arcimboldo e quella sull'Unità d'Italia. Ha anche parlato del progetto Vision Lab, che coinvolge diverse istituzioni e università, e della creazione di un laboratorio permanente per la creazione di nuovi linguaggi scientifici e artistici. Rampello ha anche sottolineato l'importanza di coniugare gli interessi culturali con quelli delle grandi imprese, suggerendo l'idea di "partnership" invece di "sponsor".
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