«Non posso che esprimere stupore e disapprovazione per il voto dell'Assemblea Regionale Siciliana su un argomento così delicato come il Piano Paesistico delle Eolie, e preoccupazione per le conseguenze che ne potrebbero derivare». Lo dice Nicola Bono, sottosegretario di Stato per i Beni e le Attività Culturali con delega per l'Unesco, commentando l'approvazione da parte dell' Ars della deroga al piano paesistico delle isole Eolie. «Nei giorni scorsi -aggiunge- avevo espresso le mie preoccupazioni e rivolto un invito non solo a non effettuare alcuna deroga al Piano Paesistico, ma addirittura ad abrogare la legge regionale n. 6 del 2001, che è un'ulteriore bomba a orologeria sul percorso dell'iscrizione dell'arcipelago nella World Heritage List. Il voto del Parlamento regionale, la cui competenza e sovranità in materia sono fuori discussione, ma le cui scelte ho il diritto-dovere di criticare nel merito in quanto atto politico, è incomprensibile e rischia di essere un eccezionale boomerang proprio per le aspettative di sviluppo, che non possono prescindere dalla vocazione naturale delle Eolie sul versante del turismo culturale e ambientale». Bono dice di riservarsi «d'intervenire nei confronti del Commissario dello Stato, che deve esprimere una sua valutazione circa l' ammissibilità del fatto che un voto dell'Ars possa modificare le previsioni di uno strumento di gestione territoriale e di tutela del paesaggio». E aggiunge che chiederà «al presidente della Regione Cuffaro e agli assessori Pagano dei Beni Culturali e Cascio dell' Ambiente di neutralizzare il deliberato dell'Ars proprio in sede di conferenza dei servizi, cui la legge approvata rinvia per la ma-teriale concessione della deroga». «Infine -conclude- qualora nessuna delle precedenti iniziative sortisse effetti, mi riservo di valutare la possibilità di impugnare la questione, anche in sede giudiziaria, a tutela del superiore interesse dell'Italia e della Sicilia di onorare le convenzioni internazionali, e di non subire l'affronto storico, finora senza precedenti, della cancellazione dell'unico sito naturale italiano iscritto nella World Heritage List». Sulla vicenda, Legambiente ha inviato all'Unesco una lettera aperta in cui chiede «di valutare con attenzione quanto sta accadendo in Italia». «Come già in passato per la Cava di pomice di Lipari, Legambiente -spiega il presidente dell'associazione Roberto Della Seta- torna a rivolgersi direttamente all'Unesco, organismo preposto a tutelare le ricchezze paesaggistiche e storico-culturali, affinché si rivolga alle istituzioni italiane, dalla Regione Sicilia al governo centrale, per sollecitare una politica dì tutela piuttosto che l'eliminazione tout court delle isole Eolie dalla World Heritage List».