Riceviamo da Vittorio Emiliani: care amiche, cari amici, alcuni esponenti del mondo dell'arte e della tutela - i quali avevano con Antonio Cederna un lontano rapporto di amicizia - hanno promosso l'appello che vi invio per stigmatizzare civilmente e però fermamente l'iniziativa assunta da Italia Nostra in Lombardia di pubblicare una antologia di scritti di Antonio interpolata da testi di altre persone che - vedi il caso dell'arch. Gigi Mazza teoricopratico dell'urbanistica contrattata - sono stati su posizioni antitetiche alle sue o che ne hanno contestato - per esempio Ferruzzi - le ultime iniziative polemiche contro il parcheggio interrato davanti a Sant'Ambrogio a Milano. Idea quanto mai peregrina e improvvida: nessuno di noi ha mai pensato di "celebrare" retoricamente un personaggio come Antonio, ma da qui ad impastare una antologia di suoi scritti con giudizi fortemente critici di altri, vicini o lontani nel tempo che siano, ce ne corre. I tre figli Cederna hanno già reso pubblica una lettera di indignata e civile protesta. Alcuni di noi - Maria Pia Guermandi, Marina Foschi, Pier Luigi Cervellati, Andrea Emiliani - hanno ritenuto necessario sostenere tale protesta con questo appello aperto all'adesione di quanti continuano a ritenere Antonio Cederna uno dei maestri della tutela storico-artistica e paesaggistica del '900. Chi vuol firmare questo appello, scriva a v.emilianivirgilio.it o più direttamente Maria Pia Guermandi mpguermandigmail.com. Il pensiero di Cederna Da qualche settimana è stato pubblicato un volume che raccoglie gli scritti di Antonio Cederna sulla Lombardia, a cura del Consiglio regionale lombardo di Italia Nostra. Giulio, Camilla e Giuseppe, i figli di Cederna, ne hanno criticato radicalmente l'impostazione come distorsiva del pensiero del loro padre. A nostra volta riteniamo che questa operazione nella quale le idee di Antonio Cederna sull'urbanistica e le sue analisi, limpidamente espresse in decine di articoli quasi sempre di drammatica lungimiranza, appaiono distorte o criticate senza contraddittorio, sia da respingere con fermezza. Ancor più perchè si ammanta delle insegne dell'Associazione che Antonio Cederna, forse più di ogni altro, contribuì a sviluppare e che nel suo pensiero e nelle sue battaglie moltissime delle quali di assoluta attualità si dovrebbe riconoscere. La critica, anche radicale, del pensiero è esercizio legittimo e incoercibile: la distorsione e falsificazione di tale pensiero per incapacità, ignoranza o faziosità non lo è affatto. Il testo reca come autore Antonio Cederna, mentre riteniamo al contrario che egli non l'avrebbe mai licenziato come tale: la selezione dei suoi scritti occulta molte delle posizioni espresse dal giornalista sui temi dell'urbanisitica e della tutela del centro storico e le fa addirittura introdurre da almeno due interventi di esponenti di posizioni antitetiche, mentre nessuno degli urbanisti a lui legati è chiamato almeno all'espressione di un dibattito degno di questo nome. Unendoci alla comprensibile indignazione dei figli di Antonio Cederna richiediamo pertanto all'editore che provveda al ritiro immediato del volume come doverosa tutela postuma e a Italia Nostra che lo smentisca nei contenuti, ricollocandosi nel solco della tradizione cederniana. Oltre che indispensabile atto riparatorio, un'azione di questo tipo appare peraltro un riconoscimento seppur tardivo alla preveggenza di chi, come Antonio Cederna, aveva puntualmente previsto i disastri che l'urbanistica contrattata sta infliggendo alla sua amatissima terra lombarda, da Milano alla Valtellina.
Polemica su un volume con scritti di Antonio Cederna: l'appello di Vittorio Emiliani
Un gruppo di esponenti dell'arte e della tutela, tra cui i figli di Antonio Cederna, hanno criticato l'antologia di scritti del giornalista lombardo pubblicata da Italia Nostra. La critica sostiene che l'antologia distorce il pensiero di Cederna e lo presenta in modo distorto, con testi di altre persone che hanno criticato le sue idee. I figli di Cederna hanno già espresso indignazione e hanno richiesto il ritiro del volume. Un gruppo di amici e sostenitori di Cederna ha risposto con un appello aperto all'adesione, sostenendo che l'antologia è un atto di falsificazione e distorsione del pensiero di Cederna.
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