Ruberti (Zètema): "I romani dellhinterland sono lunica criticità". Nel primo giorno lincasso è di 4.686 euro Roma Capitale e Zètema studiano un clamoroso dietrofront sul contributo di soggiorno nei musei, leuro aggiuntivo che i visitatori non romani pagano dal 2 gennaio per entrare in siti prestigiosi come lAra Pacis e i Capitolini. Presto lesenzione potrebbe estendersi anche ai residenti della Provincia. Albino Ruberti, amministratore delegato di Zètema, ne ha parlato ieri con il vicesindaco Mauro Cutrufo e con gli uffici comunali, e il percorso verso questa esenzione è già partito. «Dai visitatori della Provincia - dice Ruberti - è arrivato lunico elemento di riflessione e non cè dubbio che su questo si registra qualche perplessità: vi sono coppie giovani che lasciano la città per andare nellhinterland anche per motivi economici. Dallaltra parte, attraverso le biglietterie, registriamo anche che tanti turisti ci chiedono di utilizzare le risorse aggiuntive per la città con attenzione al decoro e alla cultura, attraverso la manutenzione e la valorizzazione dei musei. Sui residenti della Provincia, stiamo valutando come intervenire: il contributo di soggiorno è stato inserito tramite una delibera. Il vicesindaco si è già dimostrato sensibile verso questo tema, anche se nel complesso credo che lincidenza dei visitatori della provincia sia inferiore al 10 per cento del totale». Intanto il 2 gennaio, primo giorno di entrata in vigore, il contributo di soggiorno nei 19 siti museali gestiti da Zètema ha fruttato alle casse comunali 4.686 euro: 1.773 sono arrivati dai Capitolini, 1.171 dallAra Pacis, appena 5 dal museo Canonica. Interessante notare come il numero dei residenti paganti sia sostanzialmente pari a quello degli ingressi gratuiti: 2.576 contro 2.573 - e ben lontano dai 4.746 turisti che hanno pagato il biglietto maggiorato. Senza dimenticare che a luglio scorso anche i biglietti per i romani erano stati rivisti, «ma - dice Ruberti - questi adeguamenti non hanno penalizzato il risultato complessivo, così come la scelta di far pagare lingresso agli ultrasessantacinquenni: loro stessi si stupivano di entrare gratuitamente». Nel complesso il numero dei visitatori del 2 gennaio - 9.895 - è cresciuto rispetto allanno scorso nel confronto tra le prime domeniche dellanno: più 19,64 per cento in termini di visitatori e più 27,2 per i paganti. «Assistiamo - dice ancora Ruberti - alla continua crescita del sistema dei musei, legato a una proposta sempre più ricca e ampia: il contemporaneo con il Macro e la mostra di Chagall allAra Pacis, soltanto per fare due esempi. Anche rispetto allapplicazione del contributo di soggiorno, i flussi turistici nazionale e internazionale non registrano particolari difficoltà. I risultati confermano che promuovere unofferta museale sicuramente deccellenza con elementi di novità vince. Sono importanti anche le mostre di alta qualità, che portano nuovo pubblico e permettono di riscoprire le collezioni». Il ministero dei Beni culturali ha inaugurato nuove forme mirate di gratuità: per i visitatori nei giorni del loro compleanno e per tutti lultimo martedì del mese. «È giusto - conclude Ruberti - trovare eventi e momenti di promozione gratuita, ma non bisogna eccedere: occorre avere il coraggio di far pagare i musei come si paga il teatro, il cinema o la discoteca».
ROMA - E sui musei il Comune prepara il dietrofront per chi vive in provincia
Il contributo di soggiorno nei musei di Roma è entrato in vigore il 2 gennaio e ha fruttato alle casse comunali 4.686 euro. I visitatori che non sono residenti di Roma pagano un'ulteriore somma per entrare nei siti museali prestigiosi come l'Ara Pacis e i Capitolini. Il vicesindaco Mauro Cutrufo ha espresso interesse per estendere l'esenzione anche ai residenti della Provincia. L'amministratore delegato di Zètema, Albino Ruberti, ha affermato che il contributo di soggiorno è stato inserito tramite una delibera e che stanno valutando come intervenire sui residenti della Provincia.
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