Il percorso lungo la provincia di Genova visualizzato con i vari riferimenti ambientali Originali i disegni con la descrizione dei panorami Sltura e paesaggio racchiuse nelle "cartoguide" edite da Multigraphic di Firenze: è lultima iniziativa dellAssociazione Alta via dei Monti Liguri, realizzata dalla Direzione regionale della Liguria del Ministero per i beni culturali e dalla Regione, tappa di un progetto più ampio per valorizzare le risorse storico-ambientali di quellitinerario davvero unico che è lAlta Via. Per chi non lo sapesse si parla di un tracciato di circa 450 chilometri che congiunge Ceparana a Ventimiglia seguendo quasi fedelmente i crinali che dividono il versante marittimo da quello padano dellAppennino, uno spartiacque di eccezionale valore paesaggistico e geografico (basti pensare che, poco oltre il Passo del Faiallo, sopra Arenzano, raggiunge la distanza minima assoluta in Italia, circa 6 chilometri dalla costa). Riguardo lAlta Via le pubblicazioni sono numerose tra libri descrittivi e cartine topografiche, anche perché, coprendo tutto larco regionale, si incrociano moltissime realtà territoriali che a loro volta hanno sviluppato interessanti iniziative di divulgazione. Nel corso dei secoli, quando non cerano strade, e fiumi e torrenti straripando rovinavano i sentieri di fondovalle, i percorsi di crinale erano i più affidabili. Lo dimostrano i ritrovamenti in alcuni tratti dellAlta Via: gli scavi del Castellaro di Uscio hanno per esempio dimostrato che sullitinerario che congiungeva la Valle del Bisagno alla Fontanabuona, si trasportava il "metaofiolite" scavato sui monti del Voltrese, il miglior materiale europeo per armare zappe e asce prima che si conoscessero bronzo e ferro. Dal Medioevo in avanti, poi, litinerario principale appenninico era intersecato da una miriade di sentieri perpendicolari (le "vie del sale" ad esempio) utilizzati per il commercio tra la costa e la Pianura padana, e attorno ai quali si sviluppò anche un sistema agro-silvo-pastorale di cui ancora oggi si trovano testimoninanze. Attorno a tutte queste considerazioni ecco, dunque, le nuove cartoguide. Per adesso sono tre: dal Passo del Faiallo ai Giovi, dai Giovi alla Sella Giassina e da lì al Passo del Bocco. Su un fronte, quello puramente cartografico, a cura dellIstituto per la Storia della cultura materiale con la direzione scientifica di Tiziano Mannoni, è stata riportata lubicazione di 144 beni culturali e storico-ambientali: antichi nuclei rurali, depositi fossiliferi, edifici religiosi, fortificazioni, musei, siti archeologici, ecc... Un buon lavoro in parte vanificato da unindicazione sentieristica e di strade che, pur seguita da un esperto escursionista e studioso quale Andrea Parodi, non ha lattendibilità e la precisione che legittimamente ci si attendeva. Originale, sul retro della carte, il lavoro di Roberto Ghelfi, che illustra con originali disegni al semplice tratto di matita, i panorami salienti che si godono camminando e i temi edilizi più significativi (paesaggio rurale, cartiere e ferriere, castelli e torri).