Il caso «Eolie», dopo l'approvazione della norma che prevede la costruzione di otto alberghi (7 a Lipari, uno a Vul-cano) suscita un vespaio di polemiche, divide la Cdl e approda al Parlamento Europeo. Il coordinatore dei Verdi Angelo Bonelli ha inviato una denuncia all'Ile affinché intervenga e Claudio Fava, deputato europeo Ds, ha presentato un'interrogazione, denunciando che «la maggioranza di Totò Cuffaro dimostra di considerare le risorse ambientali siciliane solo un fastidio». La maggioranza di Centrodestra è spaccata. Il ministro per l'Ambiente Altero Matteoli sbotta: «Ma come hanno potuto farlo?», e Vizzini (Fi) parla di «degrado che potrebbe portare ad altri scempi». Il governatore Cuffaro si affanna a promettere che «non ci saranno abusi», e nega ogni responsabilità: «La giunta voleva ritirare la norma spiega- ma il parlamento ha deciso diversamente». Nicola Bono, sottosegretario ai Beni culturali con delega per l'Unesco, parla di «bomba a orologeria sull'iscrizione dell'arcipelago nella lista dei patrimoni dell'umanità». E minaccia di «impugnare la questione in sede giudiziaria». L'aria, ma soprattutto i profumi, ti stringono alla gola. La luce, poi, è quasi irreale. Ti prende e sembra trascinarti in una sorta di gorgo gigantesco. Sempre più dentro quel, mare che, per quanto ti sforzi, non riesci a capire quando diventa cielo. Sai solo, anzi senti, che lì, in un punto indefinito, vicino o lontano non importa, c'è Eolo che regala a Ulisse l'otre con tutti i venti. Lo zeffiro leggero e il maestrale impetuoso, che è come dire tutto il bene e il male del mondo. Arrivare alle Eolie, a Lipari, o a Salina, Vulcano, Stromboli, Panarea, Filicudi, Alicudi fa lo stesso, è quasi come sbarcare nell'«ìsola che non c'è». Quell'isola custodita dentro ciascuno dì noi, in cui si sogna di respirare aria e non smog, in cui il mare ha il colore del mare, i fiori sono tanto vivi da sembrare finti, il traffico (con l'eccezione dì Lipari ad agosto) che in pratica non esiste. E, soprattutto, quella sottile sensazione di poter parlare con se stessi, finalmente sentendosi in modo netto e cristallino. Sìa chiaro, le Eolie di oggi non sono il paradiso terrestre. Nel corso dei secoli, e soprattutto negli ultimi decenni, di ferite ne hanno accumulate tante, troppe. Chissà, forse, si avvicinavano all'esempio di quanto la natura possa essere affascinante ed esplosiva, ai tempi in cui l'uomo non era entrato nell'età del ferro e le ìsole erano luogo di commercio della pietra ossidiana. Un via vai. che ha lasciato testimonianze durevoli. Così, a Lipari, nella zona dell'antico Castello, e'è un museo di arte micenea tra pìù illustri d'Europa. Le Eolie non sono mai state ai margini della civiltà. Certo, ci sono stati periodi di splendore e altri di crisi. A cavallo tra ottocento e novecento l'emigrazione (in particolare verso Stati Uniti e Australia) è stata la risposta dolorosa per chi partendo portava con sé luce, profumi e speranze. Agricoltura, pesca, lo sfruttamento della pomice, hanno sostenuto la popolazione nella buona sorte e in quella meno buona. Tra gli anni sessanta e settanta è arrivato il turismo. Prima pochi curiosi, poi tanti, poi sempre di più. E' indubbio che le isole ne abbiano sofferto, ma non sarebbe giusto condannare il turismo. Ha portato ricchezza, benessere in strati sempre più diffusi della popolazione. Sono nate nuove strade, le case si sono moltiplicate, intere porzioni dì isole (il pro-montorio di Vulcanello, l'alta collina dell'Osservatorio a Lipari) hanno pagato duramente. Sono state coperte di cemento dove prima c'era un mare giallo dì ginestre. Tutti si sono buttati sul turismo. In troppi hanno vagheggiato una Montecarlo in quei piccoli puntini in mezzo al Mediterraneo. I prezzi sono diventati da capogiro. Risultato: (escluso il mese di agosto) i turisti sono diminuiti. Aumentare gli arrivi con otto nuovi alberghi? Se questa è la ricetta, allora perché non trentotto o ottantotto? La risposta è semplice: perché si ucciderebbero le Eolie. Quelle isole sono uniche perché ancora oggi è possibile trovare luoghi oltre che puliti, isolati, in cui ci si può sentire parte di panorami mozzafiato. Non è importante che si rischi di perdere l'etichetta dell'Unesco di «patrimonio culturale e paeseggistico dell'umanità». L'importante è non perdere la sostanza.
La guerra delle Eolie approda in Europa: No agli scempi. L'ira del ministro dell'Ambiente Matteoli: Perché l'han fatto? La difesa di Cuffaro: Giunta contraria
Il caso Eolie, dove è prevista la costruzione di otto nuovi alberghi, suscita polemiche e divisioni all'interno del Cdl. Il governatore Totò Cuffaro si affanna a promettere che non ci saranno abusi, ma il ministro per l'Ambiente Altero Matteoli lo accusa di non aver capito il problema. Il coordinatore dei Verdi Angelo Bonelli ha inviato una denuncia all'Ile per intervenire, mentre il deputato europeo Ds Claudio Fava ha presentato un'interrogazione. La maggioranza di Centrodestra è spaccata, con alcuni che considerano le risorse ambientali siciliane solo un fastidio. Il governatore Cuffaro nega ogni responsabilità e afferma che la giunta voleva ritirare la norma.
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