«UN SALASSO alle famiglie»: così i turisti considerano la tassa sui musei. Il nuovo anno si apre con un euro in più sul costo dei biglietti delle pinacoteche comunali. Così dai Capitolini all' Ara Pacis, dal Macro al Planetario, dai Mercati di Traiano al Napoleonico: il ticket d' ingresso è più caro. «Sono già troppo costosi i musei nella Capitale - dice Jean Francois Pulvenis, francese - La cultura è un servizio pubblico, così invece diventa un obolo che si ripercuote sulle categorie più deboli come giovani e nuclei familiari». Insomma chi è in visita nella città eterna storce il naso all' idea di dover pagare di più l' ingresso in un museo, ma quasi tutti non sanno del balzello. «Alla biglietteria nessuno ci ha detto niente, davvero costano di più? A me già sembrano tanti 11 euro per i capitolini, figuriamoci 12 - spiega Carlo Petrucci da Valmontone che ha scelto di trascorrere la domenica in giro per i musei romani con tutta la famiglia - Siamo in sei, un salasso. Poi ogni luogo ha le sue regole, da una parte gli over 70 pagano il costo intero, da un' altra ridotto. Dovrebbe esserci uniformità». Nelle biglietterie c' è scritto soltanto il nuovo prezzo e accanto quello per i residenti che a Roma che resta invece invariato rispetto a prima, ma occorre presentare un documento d' identità che attesti la residenza. I turisti, dunque, sono ignari della nuova tassa. Delusi anche i più giovani. «Un euro non sembra molto, ma se poi se ne visitano 4 o 5 diventano parecchi soldi in più - commenta Daniel Torrent, spagnolo - Anche a Barcellona vogliono fare una cosa simile, spero almeno serva per mantenere le bellezze che ci sono all' interno». E c' è anche chi proprio non ci sta a dover pagare per la cultura: «Assurdo. Il governo aveva detto che con la cultura non ci si mangia, ma loro mi sembra che ci guadagnano moltissimo», ammette sconfortata Carla Mattioli.