Le speculazioni turistiche-alberghiere nelle Eolie passano dall'aula del Parlamento siciliano dove i politici hanno dato vita, in un blitz notturno, ad una norma che permette a otto società di realizzare, ampliare e trasformare vecchi ruderi, antiche case e piccole strutture esistenti, in grandi alberghi a tre e quattro stelle. Il tutto in barba ai vincoli di tutela ambientale che proteggono l'arcipelago. La norma, che ha provocato spaccature nella maggioranza e nel Governo regionale presieduto da Salvatore Cuffaro, prevede la possibilità di derogare al piano paesistico per consentire la realizzazione di 8 strutture ricettive (7 a Lipari, una a Vulcano). La Giunta Cuffaro, su pressione dell'assessore al Turismo, Fabio Granata (An), aveva deciso di ritirare l'articolo, caro al presidente della Commissione Territorio, Nino Beninati (Fi), il quale, dopo un lungo intervento in aula con il quale ha criticato «il can can mediatico su una norma tutt'altro che scandalosa», ha ricordato che «alcuni lavori sono solo completamenti di opere esistenti». E così, durante la notte fra giovedì e venerdì, in una seduta fiume del parlamento, un gruppo di deputati, approfittando della stanchezza dei colleghi alle due di notte, ha votato per la colata di cemento alle Eolie. Gli edifici per i quali il Parlamento siciliano ha dato il via libera sono strutture termali, residence e costruzioni a più piani per un totale di circa 300 nuovi posti letto. Il progetto più grande fa capo alla società palermitana Pietro Barbaro spa e prevede la realizzazione di un albergo termale da 150 posti a Vulcano: valore 5 milioni. Il caso è approdato al Parlamento europeo dopo che Claudio Fava (Ds) ha presentato un'interrogazione alla Commissione Ue. «La maggioranza di Cuffaro -afferma l'euro-parlamentare dei Ds- dimostra ancora una volta di considerare le risorse ambientali siciliane soltanto un fastidio e di ritenere che l'unica regola di governo sia l'assenza di regole». Questa norma, che autorizza di fatto nuove colate di cemento, peraltro, secondo più parti, potrebbe mettere a rischio la permanenza delle Eolie nella lista dei siti dichiarati dall'Unesco patrimonio dell'umanità. Legambiente ha annunciato ricorso al Commissario dello Stato. Il deputato regionale Alberto Acierno (Siciliani uniti), che sostiene il governo, ha querelato l'assessore Granata che si è schierato contro il provvedimento accusando il parlamentare di «essere un sostenitore di interessi privati». Il senatore di Fi, Carlo Vizzini, ritiene che la «norma può portare ad uno scempio ambientale», e critica la politica regionale: «Non riesco sinceramente a capire di cosa le forze politiche tutte incluse abbiano da rallegrarsi per quanto avvenuto l'altra notte all'Assemblea Regionale Siciliana». Picchia duro anche Nicola Bono, sottosegretario per i Beni e le Attività Culturali con delega per l'Unesco: «Sono stupito e disapprovo. Nei giorni scorsi avevo espresso le mie preoccupazioni e rivolte un invito non solo a non effettuare alcuna deroga al Piano Paesistico, ma addirittura ad abrogare la legge regionale n. 6 del 2001, che è un'ulteriore bomba a orologeria sul percorso dell'iscrizione dell'arcipelago nella World Heritage List». L'assessore regionale al Territorio Francesco Cascio (FI), sostiene invece che «un errore avrebbe portate all'approvazione della norma che aveva ricevuto il parere contrario del governo». DOVE SORGERANNO GLI "ECOMOSTRI" LIPARI. DITTA VILLA CORTESE Ampliamento di una struttura ricettiva su due piani. LIPARI (BALESTRIERI). DITTA ISOLE SRL Due fabbricati seminterrati a due elevazioni. LIPARI (BALISTRIERI). DITTALO SINNO Nuovo impianto turistico-residenziale. LIPARI (S.NICOLÒ). AL SARACEN PARK HOTEL Un albergo attraverso il recupero di tre fabbricati esistenti. LIPARI (CANDALI). HOTEL POSEIDON Recupero edilizio senza variazione d'uso . LIPARI (CAPISTELLO). DITTA ANTONINO RUSSO Recupero edilizio di sette fabbricati esistenti. LIPARI (S. LEONARDO). DITTA COSTA SERVICE SRL Recupero edilizio senza variazione d'uso con limitati ampliamenti. VULCANO (PORTO PONENTE). DITTA PIETRO BARBARO Un albergo termale ex novo immerso in una area verde attrezzata.
La norma approvata dalla Regione prevede la possibilità di edificare 7 strutture alberghiere a Lipari e una a Vulcano
Il Parlamento siciliano ha approvato una norma che consente l'ampliamento e la trasformazione di vecchi ruderi e strutture esistenti nelle Eolie in grandi alberghi a tre e quattro stelle. La norma, che ha provocato spaccature nella maggioranza e nel Governo regionale, prevede la possibilità di derogare al piano paesistico per consentire la realizzazione di 8 strutture ricettive. Il progetto più grande fa capo alla società palermitana Pietro Barbaro spa e prevede la realizzazione di un albergo termale da 150 posti a Vulcano. La norma potrebbe mettere a rischio la permanenza delle Eolie nella lista dei siti dichiarati dall'Unesco patrimonio dell'umanità.
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