CONTINUA Io scontro tra i parlamentari napoletani di Polo e Ulivo sulla vendita (ormai smentita dal Demanio) di beni paesaggistici e culturali, da Nisida alla Floridiana, dalla Certosa di San Martino al bosco di Capodimonte. «L'elenco dei beni in vendita serve solo a truccare i conti del bilancio dello Stato, cartolarizzando beni che non hanno invece alcun valore, perché incommerciabili. Tremonti gonfia così il bilancio dello Stato». È quanto sostiene il deputato ds Riccardo Marone, che è stato vicesindaco di Napoli e che dopo la notizia della vendita aveva proposto una mobilitazione degli amministrativisti napoletani per preparare un ricorso contro l'eventuale privatizzazione dei beni. Il Demanio, in ogni caso, dice che non c'è alcuna vendita, si tratterebbe nulla di più che l'inventario e la determinazione del valore dei beni dello Stato. Insomma, tanto rumore per nulla, Marone? «Questa tesi sarebbe convincente se in quell'elenco vi fossero tutti i beni pubblici e non solo alcuni. Mi chiedo, ed è legittimo che tutti ci chiediamo preoccupati, perché nell'elenco non ci sono Palazzo Reale, la Reggia di Capodimonte, Castel S. Elmo e altri? Se fosse vera la tesi del Demanio, anche questi dovevano stare nell'inventario. Se alcuni ci sono e altri no qualcosa dovrà pur significare. Una differenza ci dovrà essere?». Quale potrebbe essere? «Sono legittimato a non credere alle smentite, alla luce dell'esperienze. Ancora sino a novembre il prefetto stava lavorando per la realizzazione della cittadella della Polizia e a dicembre Tremonti, in pochi giorni, gliela ha venduta sotto il naso». Nessuna paura dunque per la vendita dei monumenti? «Questa tesi mi preoccupa ancora di più, perché significa che i futuri governi, e non quello attuale, si troveranno tra dieci anni un buco nella finanza pubblica, questo sì reale, e non quello falso, sbandierato l'anno scorso da Tremonti e che, secondo lui, ma poi smentito da tutti, avevano fatto i governi del centrosinistra. Abbiamo fatto queste domande in tutte le sedi. Nessuno ci risponde».
"Monumenti in vendita? È solo un trucco"
Il deputato ds Riccardo Marone sostiene che l'elenco dei beni paesaggistici e culturali in vendita dal Demanio è un tentativo di truccare i conti del bilancio dello Stato. Marone afferma che l'elenco serve solo a cartolarizzare beni che non hanno valore e che non sono commerciabili, e che il Demanio sta gonfiando il bilancio dello Stato. Il Demanio, invece, afferma che non c'è alcuna vendita e che si tratta solo di un'inventario e la determinazione del valore dei beni dello Stato. Marone chiede di sapere perché alcuni beni, come Palazzo Reale e la Reggia di Capodimonte, non sono nell'elenco, mentre altri sì.
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