Imballata nei teloni da cantieri, la pensilina di piazza Piemonte è ancora in attesa dell'ok della Soprintendenza per la parziale demolizione. La pensilina-mostro di piazza Piemonte, il parallelepipedo di vetro e cemento che copre l'ingresso del parcheggio interrato da 600 posti inaugurato all'inizio dell'anno, fa ancora bella - si fa per dire - mostra di sé davanti alla facciata del teatro Nazionale. E chissà ancora per quanto. Per ora è lì, mezza imballata dai teloni da cantiere, in attesa del via libera della Soprintendenza dei Beni culturali all'abbattimento di un terzo della struttura e alla risistemazione della piazza, così come era stato deciso dal Comune per alleggerire l'impatto ambientale. In realtà, per cercare di attutire il pugno nell'occhio che la pensilina - piazzata proprio in faccia al teatro appena restaurato - tira regolarmente a chi se la ritrova davanti. L'ultimo annuncio di palazzo Marino - dopo che anche il sindaco Letizia Moratti l'aveva bocciata, «così come è non va bene» - aveva posto la dead-line per la demolizione a settembre, salvo posticiparla. Impegno ampiamente non osservato a causa delle lungaggini burocratiche che rallentano l'iter peggio di una lumaca. «Non possiamo fare niente, abbiamo le mani legate» dice l'assessore al Decoro Maurizio Cadeo, «in attesa della decisione della Soprintendenza che si fa aspettare. Sarebbe tutto pronto, la fontana c'è già, e anche le quattro statue di Aligi Sassu che il proprietario del teatro Nazionale ha deciso di regalare alla città, una delle quali dovrebbe essere collocata proprio al posto della porzione di pensilina da abbattere». Stessa affermazione di impotenza arriva dai Lavori pubblici, dove l'assessore Bruno Simini ribadisce: «Finché non arriva un parere dai Beni culturali, non si può muovere una pietra». Intanto la piazza e i negozianti fanno i conti con un il casermone. Che alcuni interventi - vedi le piante sul tetto, o l'istallazione di pannelli di vetro satinato ai lati - hanno cercato di rendere più gradevole alla vista, con scarsi risultati però. D'altra parte, tolta la porzione da abbattere, che nel frattempo è diventata la parete preferita da writer e attaccatori di cartelli abusivi, non si potrà fare molto di più: la struttura è un tutt'uno con gli ascensori del parcheggio, e quelli non si potranno toccare. Con buona pace dei commercianti di via Cuneo, i quali si sono visti azzerare la vista sulla piazza, e non è un caso che i commenti più benevoli sull'opera si risolvano in «è una grandissima ca-volata». Anche i residenti della Zona 7 hanno fatto sentire la propria voce al Comune. «Abbiamo votato» dice il presidente di Zona Pietro Accame, «e a maggioranza abbiamo approvato una mozione a favore dell'abbattimento. Tanto più che ci è arrivata voce che all'interno della porzione di pensilina in o :etto potrebbero entrare uno e due negozi». In ogni caso, il futuro della piazza è avvolto ancora nell'incertezza. E un anno è bello che passato.
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La pensilina di piazza Piemonte, un parallelepipedo di vetro e cemento che copre l'ingresso del parcheggio interrato da 600 posti, è ancora in attesa dell'ok della Soprintendenza per la parziale demolizione. La struttura è stata mezz'imballata dai teloni da cantiere e attende il via libera per l'abbattimento di un terzo della struttura e la risistemazione della piazza. Il Comune aveva fissato un termine per la demolizione a settembre, ma è stato posticipato a causa delle lungaggini burocratiche. L'assessore al Decoro Maurizio Cadeo dice che non possiamo fare niente fino a quando non arriva un parere dai Beni culturali.
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