Gennaio è i1 mese per varare il Comitato promotore delle Olimpiadi del 2020 che Roma vuole ospitare. Da quel momento si partirà con un progetto importante, che toccherà i siti sportivi ma anche la città. L'occasione per la Capitale non è solo legata allo sport e agli impianti, ma consentirà a Roma di ammodernarsi sotto il profilo dei trasporti e della viabilità. Pechino per ospitare le Olimpiadi del 2008 ha speso 28 miliardi di euro per gli interventi sulla città. Roma prevede di spenderne 13 di miliardi (altri 2 per l'organizzazione sportiva) e non chiederà tasse ai cittadini. Per la candidatura una serie di progetti per ristrutturare la città: dal prolungamento della metro B1 fino al Parco fluviale sul Tevere. Ma anche tre impianti sportivi a Pietralata, Cesano e Corviale L'Olimpiade è la festa planetaria dello sport, il palcoscenico sul quale si esibiscono, tutti insieme, i migliori atleti del mondo, campioni da godere per le loro gesta che verranno ricordate per sempre. Ugualmente per sempre la città ospitante potrà godere delle innovazioni realizzate peri Giochi. Ecco la grandezza di un'Olimpiade, manifestazione che va oltre lo sport con le sue eredità strutturali e che è, anche, il più grande business del mondo per l'impatto economico. L'evento dei cinque cerchi è l'occasione per ridisegnare e ammodernare, riportando anche un po' di ordine, nella sede ma, anche, per avere importanti ritorni economici e lavorativi. Roma, in corsa per le Olimpiadi del 2020, sogna tutto questo per essere di nuovo, sessant'anni dopo la splendida edizione del 1960, la capitale dello sport mondiale e rinfrescare i suoi impianti. Gli interventi "olimpici" prevedono, però, un progetto che va al di là dell'aspetto sportivo. Per questo motivo occorre distinguere, nelle previsioni di spesa, il costo per le opere sportive e l'organizzazione da quelli per ammodernare la città. Non ci sono, difatti, solo gli impianti, stadi e palarsi, nelle priorità per i Giochi: occorre ristrutturare la città. Trasporti e riqualificazione sono punti fondamentali che danno un'enorme spinta per il turismo, presente (alle Olimpiadi) e futuro. Atene, per la sua edizione del 2004, ha varato una metropolitana che ha risolto gran parte dei problemi del suo caotico traffico. La stessa Roma, nei 1960, ha creato la via Olimpica ancora oggi importantissima arteria di scorrimento. «Noi abbiamo rea1izzato progetti interessanti in vista del 2020 - osserva Alessandro Cochi, delegato allo sport del Comune - per potenziare le nostre metropolitane. Vogliamo prolungare la linea B 1, varare la linea C arrivando fino a Conca d'Oro e al centro della città. Per realizzare queste opere, perle quali esiste un progetto di fattibilità, attingeremo agli stanziamenti per Roma Capitale». La città di Pechino in vista del 2008 ha speso, per costruire e ammodernare le strutture olimpiche, 1,3 miliardi di euro andando, come spesso accade, ben oltre la stima iniziale. La parte più consistente della spesa della Cina, quella utilizzata per i lavori di ammodernamento durati sette anni (dal 2001), è invece rilevante: 28 miliardi di euro, cifra importante considerando che laggiù la mano d'opera ha un'incidenza minore. Quattro anni prima, ad Atene, erano stati spesi oltre 10 miliardi di euro per gli stessi lavori. Il Villaggio Olimpico in Grecia, costruito nella piana di Maroussi, è costato 600 milioni ma la città si è dotata anche di un nuovo aeroporto, l'Elefetherios Veniselos situato nella parte opposta rispetto al Pireo, per il quale sono stati spesi oltre 1,5 miliardi di euro. e, grazie anche al contributo europeo, della citata metropolitana il cui costo è stato pari a quello dello scalo aeroportuale. La sola organizzazione delle Olimpiadi de1 2004 è costata 2 miliardi e la spesa ha inciso profondamente sul bilancio statale. «A Roma - spiega Cochi tranquillizzando tutti - non ci sarà alcuna tassa olimpica per i cittadini. Il nostro esempio è Barcellona». Dicevamo dell'ammodernamento della città. Intere aree vengono riqualificate e il passato olimpico insegna. Abbiamo detto di Barcellona che per il 1992 ha letteralmente trasformato la città realizzando lo splendido Porto Olimpico a Barceloneta, ancora oggi punto di ritrovo per la città. Pechino si è estesa a nord realizzando nel Parco Olimpico importanti strutture, il Nido d'Uccello, ossia lo stadio Olimpico, l'Aquatic Center, ovvero il bellissimo Cubo, il Villaggio olimpico, un palazzo dello sport oltre al centro stampa e al centro della televisione. Quella zona era già stata scelta all'inizio degli anni Novanta in previsione dell'edizione del 2000 (poi andata a Sydney) e poi tenuta in serbo per il tentativo successivo, quello per il 2008. Lo stesso, ossia riqualificare un'area, sta facendo Londra per il 2012 spingendosi in una zona degradata che i Giochi trasformeranno. I costi di realizzazione stimati dagli inglesi sono di 11,7 miliardi di euro e saranno coperti per il 64 dal governo, il 23 da lotterie nazionali e il 13 dal comune di Londra. A Roma lo stanziamento olimpico per il 2020 prevede un bilancio iniziale di 13 miliardi di euro. Questo budget è riferito alle spese relative alla realizzazione delle opere, dal Villaggio olimpico (600 milioni) agli aeroporti (3,5 miliardi) alle infrastrutture di collegamento (6 miliardi) fino al Parco fluviale del Tevere (550 milioni). Per quanto riguarda l'organizzazione, il comitato avrà a disposizione, nelle previsioni, 2 miliardi di euro. «Il nostro è un programma importante - continua Cochi - e prende in considerazione il parco olimpico, un'area che va da Saxa Rubra al Foro Italico. Inoltre, vogliamo valorizzare i dodici chilometri del parco fluviale per uri rilancio definitivo del Tevere». Roma città olimpica con il polo della Nuova Fiera di Roma dove si svolgeranno le gare di diverse discipline, l'Eur che sarà importante con le sue strutture, e Ostia. «Realizzeremo tre impianti per gli allenamenti, a Pietralata, Cesano e Corviale mentre stiamo lavorando per aumentare la capienza dello stadio Flaminio fino a 42 mila posti. I lavori cominceranno dopo il Sei Nazioni del 2012». All'Eur i progetti marceranno parallelamente all'evolversi della situazione legata al gran pre-mio di Formula 1. A Est, Roma avrà se non un polo centrale per i Giochi come si voleva realizzare in vista del 2004, nuove strutture. A Tor Vergata, dove l'impegno economico previsto è di 400 milioni di euro, sorgeranno due palazzi dello sport, uno di grandi dimensioni (15 mila posti e, indispensabile per la città, al di là delle Olimpiadi) sul quale si sta operando per apportare qualche modifica al progetto iniziale in accordo con l'architetto Calatrava. «Ci sarà anche un altro palazzetto, più piccolo, che sarà gestito dall'università - osserva Cochi - e rimarrà un patrimonio della città. Roma 2020 per l'organizzazione delle Olimpiadi spenderà, come abbiamo detto, 2 miliardi di euro e il Comitato organizzatore non prevede alcun finanziamento pubblico da parte di Governo, Comune, Provincia e Regione Lazio. Comitato promotore da definire entro luglio L'attuale situazione politica non permette la definizione del comitato promotore. Roma, che è l'unica città al mondo ad aver ufficializzato la candidatura per le Olimpiadi del 2020 (anche se adesso si è fatta avanti Valencia), rimane così in stand by, sempre in attesa di un presidente, con Gianni Letta nel ruolo di capo onorario. La definizione del Comitato dovrebbe avvenire entro il 25 di questo mese. Comune e Coni insistono: non c'è fretta, il Comitato internazionale olimpico aprirà la candidatura il prossimo luglio ma partire in anticipo con un progetto sarebbe una mossa importante. Sul piano delle scelte, quindi, si deve dire che qualche errore si sta commettendo. Una struttura con compiti assegnati avrebbe la possibilità fin da ora di operare anche sul piano dei rapporti internazionali. Roma deve diventare simpatica nel mondo evitando qualsiasi errore o svista. Due mesi fa, durante la visita in Cina del sindaco Gianni Alemanno, non c'è stato alcun contatto da parte del primo cittadino della Capitale con il membro del Cio cinese. Un errore tattico che, con un comitato promotore in essere, poteva essere evitato. Per vincere, nel 2013 quando si sceglierà la sede del 2020, servono i voti dei membri del Cio che devono essere convinti della validità del progetto attraversa un lungo e paziente lavoro di lobby.