Primo giorno di aumenti. Il caso dei residenti in provincia: «Anche noi stranieri?» Al Museo con i documenti: "Ingiusto far pagare la cultura» La discussione più lunga c'è stata al museo Napoleonico. «Sono residente a Fiumicino, non devo pagare l'euro in più sul biglietto di ingresso». Ma con il sorriso sulle labbra la ragazza addetta ai biglietti è inflessibile. Fiumicino è un altro comune, non è Roma, quindi non c'è nulla da fare: l'ingresso è 5.50 non 4.50 euro. E così per poco più di venti chilometri entrata con «tassa di soggiorno» nel museo di via Zanardelli. Mentre gli stranieri pagano l'extra senza battere ciglio: tanto sono abituati a pagare», è il commento più diffuso. Primo giorno con la novità del doppio biglietto, residente o non residente, turista o meno nei musei comunali. Tutto scorre con grande cortesia «Residente a Roma?»: è la prima domanda che al momento di fare il ticket il visitatore dell'Ara Pacis si sente rivolgere. C'è chi è arrivato preparato e consapevole della novità; chi meno, ma mostra senza grandi lamentele o difficoltà il documento che attesti che è un abitante della capitale e quindi non avere l'euro di tassa. «Non è un'iniziativa giusta - commenta una coppia in fila per entrare al museo Meier a vedere la mostra su Chagall - sarebbe meglio far pagare un euro in più a tutti i turisti che entrano in città o nel centro storico con un "Suv"». Anche l'amministratore delegato di Zetema Albino Ruberti ha compiuto un sondaggio fra il personale delle biglietterie dei musei comunali: «Abbiamo avuto un buon afflusso di visitatori - racconta - e non si registrano particolari disagi tra i turisti vista l'esiguità dell'incremento. Mentre i romani apprezzano il mantenimento del costo dell'anno precedente. L'unica perplessità registrata è proprio quella tra i cittadini della Provincia di Roma: vedremo di valutare qualche accorgimento, magari estendendo agli abitanti della Provincia la tariffa dei cittadini di Roma: tutto andrà valutato in accordo con l'amministrazione. E resta valida - aggiunge - l'offerta della Roma pass il cui costo resta a 25 euro, e che mantiene invariata per i turisti anche tutta l'offerta per culturale». E che la «tassa» non sia giusta lo pensano in molti. «Quando si va in giro si spende e basta - afferma Alessandro, in fila per visitare i musei Capitolini e che arriva da Bologna - ma la cultura non viene mai agevolata». Matteo Carbone, di Milano, anche lui in attesa di entrare ai Capitolini afferma di «essere al corrente della novità», perché «è stato avvisato dall'albergo». E che ne pensa? «Capisco che il Comune ne possa avere bisogno - risponde - Non mi lamento perché in questa città ho avuto tutti servizi ottimi ed ho visto cose meravigliose. L'unica difficoltà è stata muoversi con i mezzi pubblici». «Abbiamo subito precisato di essere romani" - raccontano Giampiero e Ninina, anche loro in visita ai Capitolini - E non c'è stato nessun problema, sono tutti molto gentili». «Bisognerebbe cercare di trovare i soldi altrove, non facendo pagare la cultura - aggiunge Giuseppe, accanto nella fila - sono residente ma "tassare" i musei mi sembra assurdo». In molti arrivano preparati. Come Massimo, anche lui di Roma, che prima di venire per la seconda volta nella sua vita a visitare il Marco Aurelio e il Campidoglio si è informato la sera prima su internet. «Arrivo preparato - afferma serio Massimo - e rivedo molto volentieri questi museo . E che ne pensa della «tassa di soggiorno» sull'ingresso? «Lo fanno in tutti i paesi - risponde. - non vedo perché non farlo. L'importante è come vengono poi spesi questi soldi, se per il bene della città». Favorevole anche Francesco Varlotta, pittore di professione, ai Capitolini con la moglie Tecla Maria: «La ritengo giusta - dice - purché poi serva ad aiutare effettivamente il decoro e la bellezza della città».
Roma. Aumenti al via. Nei musei con la carta d'identità
Il primo giorno di applicazione della tassa di soggiorno sul biglietto di ingresso dei musei comunali a Roma è iniziato. I residenti della Provincia di Roma hanno espresso perplessità e lamentele riguardo a questa novità. Alcuni hanno affermato che è ingiusto far pagare la cultura con un extra, mentre altri hanno espresso il loro sostegno alla tassa, sostenendo che serve per mantenere la bellezza e il decoro della città. I turisti stranieri hanno pagato l'extra senza difficoltà, mentre i residenti di Roma hanno potuto entrare gratuitamente. L'amministrazione comunale ha confermato che la tassa non sarà estesa agli abitanti della Provincia di Roma, ma che sarà valutata la possibilità di estenderla in futuro.
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