Ma allora non scherzavano. Non era solo una burla non riuscita, questa storia della Formula Uno a Roma. Del tenore di chi abita all'Eur, delle case che tremano, dell'acustica impazzita, del traffico sconvolto, dei turisti che scappano e tutto per l'idea puerile, inutile, devastante di motori del Gran Premio al massimo che rimbombano nel cuore dell'Urbe. Non era una trovata da epigoni invecchiati di Marinetti. No, era vero. I maniaci che vogliono fare di un pezzo di Roma un autodromo sponsorizzano l'intrattenimento Rai di Capodanno, scelgono testimonial per la loro campagna promozionale, indicano già una data per la prima gara: i1 25 agosto del 2013. Manca poco, ma c'è ancora tempo per arginare e dimenticare questa follia. Per non subire questa visione infantilmente circense della città. Per non arrendersi al fragoroso Grande Evento che cancella i piccoli eventi quotidiani dell'incuria ordinaria, di una città abbandonata a se stessa, privata della più elementare manutenzione. Dicono che con la Formula Uno a Roma ci sarebbe la festa di nuovi posti di lavoro. Magari. Ancor di più se questi posti di lavoro fossero creati per una metropolitana decente, per i parcheggi sotterranei, per grandi opere utili. O per depurare il Tevere, come hanno fatto con il Tamigi dove, nel cuore di Londra, sono tornati salmoni, sogliole e lontre. Magari. Dicono che chi si oppone alle gare automobilistiche che irromperanno con prepotenza nei nervi e nelle orecchie di una città già turbata dal suo declino sia un conservatore, un passatista, un immobilista. Ma non è vero. E' l'esperienza che rende cauti e sospettosi. Con le Olimpiadi del1'82 Barcellona ha vissuto una rinascita magnifica e duratura: beati loro. Roma ha conosciuto l'ultima rivoluzione urbanistica ed estetica legata a un Grande Evento con le Olimpiadi del '60. Poi sono arrivate le cocenti, costosissime delusioni dei Mondiali del '90, del Giubileo del Duemila, dei Mondiali di nuoto in cui hanno costruito piscine che neanche corrispondevano agli standard richiesti dalle gare sportive. Non si capisce davvero quale idea dell'amministrazione di una città capitale d'Italia possa avere una giunta che sforna miraggi di grandi e cervellotici Eventi e subisce un'umiliante capitolazione quotidiana nel confronto con le grandi metropoli europee, da Parigi a Berlino, da Madrid a Londra. E che sopperisce a questo sconfortante divario con il fracasso dei giochi, delle trovate effimere, dei motori che ululano, dei cittadini che il 25 agosto del 2013, magari tornando dalle vacanze, saranno inghiottiti da un incubo. Dai cantieri che non saranno ancora chiusi nei tempi prestabiliti, come sempre. Dai preventivi non rispettati, come sempre. Da una città ingolfata, come sempre. Dicano che è tutto uno scherzo: sono ancora in tempo. Dirottino altrove la loro creativa voglia di fare: ce n'è grande bisogno. E spengano i motori: i cittadini dell'Eur sentono già il cattivo odore che verrà.