Tutti contro tutti. Gruppi politici trasversali sostengono o attaccano il voto con il quale l'Assemblea Regionale Siciliana consente di riaprire la discussione sulla costruzione di 8 nuovi alberghi alle Eolie. Le associazioni ambientaliste parlano di "scandalo". Legambiente suggerisce all'Unesco di cancellare "tout court le isole Eolie dalla World Heritage List" in mancanza di un ripensamento del Governo. «La Regione non sa difendere il suo patrimonio», incalza il WWF. Italia Nostra si attende l'im-pugnativa del provvedimento davanti alla Consulta. I Ds preparano un'interrogazione per Strasburgo. I Verdi auspicano che la Giunta di centrodestra presieduta da Totò Cuffaro sia commissariata. Frecciate piovono anche dalla Cdl: alle crìtiche del ministro Altiero Matteoli si aggiungono «la disaprovvazione e lo stupore» di Nicola Bono, sottosegretario ai Beni Culturali, mentre Carlo Vizzini, senatore di Fi, auspica «un pronto ravvedimento operoso». «La giunta di Governo aveva deliberato all'unanimità il ritiro della norma che consentiva la deroga al piano paesaggistico delle Eolie. Questa era ed è la linea del Governo che presiedo». Lo afferma Salvatore Cuffaro, presidente della Regione Siciliana, commentando il provvedimento approvato dall'Assemblea regionale siciliana. Prendiamo atto del fatto -aggiunge il Governatore- che il Parlamento, che è sovrano, ha deciso diversamente». «Non è stata autorizzata -aggiunge Giuseppe Naro, deputato Udc- la costruzione di nuovi insediamenti turistici», è stato invece previsto «che nuove iniziative possano essere sottoposte al vaglio di una apposita conferenza dei servizi, che dovrà tenere in conto i vincoli paesaggistici e ambientali volti a tutelare la straordinarietà delle Isole Eolie». Ed Antonio Bennati, ingegnere, deputato di Fi, che ha illustrato in aula l'emendamento relativo alle Eolie inserito nella Finanziaria regionale, rivela: «La norma approvata mi è stata chiesta dalla Sovrintendenza di Messina ai Beni Ambientali e dal sindaco di Lipari, per mettere giustizia in una vicenda bloccata da troppi anni». Bennati rivendica dunque al Governo ed a quanti hanno approvato l'emendamento di avere «riaperto la discussione»sulle 41 opere previste dal Patto territoriale per un importo di 100 miliardi di vecchie lire, finanziate al 70 dallo Stato ed al 30 da privati. Le opere «erano ferme dal '97 -spiega Bono-, il piano paesaggistico nelle Eolie è stato approvato 4 anni dopo. In ogni caso -aggiunge- 9 opere che ricadono in zona di tutela non saranno realizzate, 24 hanno avuto il sì e le 8 sbloccate con l'emendamento non interessano le aree vincolate e dunque sarebbe difficile spiegare la loro esclusione». Infine Bennati sottolinea che «la norma non prevede una deroga incondizionata, visto che occorre il parere degli assessorati al Territorio e ai Beni culturali».