E' stata una ristrutturazione rigidamente conservativa con il placet del Ministero dei Beni Culturali quella che ha consentito di trasformare in albergo e centro congressi il Molino neogotico costruito nel 1895 dall'architetto tedesco Ernst Wullekopf, su un'area di 189 mila metri cubi e 51 mila metri quadrati di superficie. Trasformato in hotel di lusso un terzo dell'edificio, che si affaccia sul canale della Giudecca e ricavato nell'area interna all'ex pastificio il centro congressi più grande della città. La scommessa fu vinta dall'Acqua Marcia una spesa superiore ai 200 milioni di euro, con la rinascita del Molino, il più importante monumento di archeologia industriale conservato a Venezia, eretto sull'isola della Giudecca nel 1895 per volontà dell'industriale Giovanni Stucky e che dal 1955 aveva subito un progressivo degrado strutturale, dopo che, nel periodo di maggior splendore, dava lavoro 24 ore su 24 a 1500 operai, attivi non solo nei quattro silos per la lavorazione dei grani, ma anche negli annessi pastifici e biscottifici. Ricavati, oltre a un centinaio di alloggi, un albergo da 380 camere gestito dall'Hilton e un centro congressi da circa 1500 posti. Ma ora, a pochi anni dalla sua apertura, il nuovo Molino Stucky potrebbe già essere messo in vendita.