ROMA - Uno dei primi appuntamenti della ripresa dopo la pausa natalizia sarà il voto a Montecitorio sulla mozione di sfiducia nei confronti del ministro dei Beni Culturali, nonché coordinatore del Pdl, Sandro Bondi. Un passaggio assai importante per la tenuta della coalizione di governo e per il premier stesso. Nell'ultimo voto di fiducia, infatti, Berlusconi ha ottenuto tre voti in più del fronte che lo avversava, ma per Bondi non è detto che il risultato si ripeta. Ovvio che se la mozione passasse e Bondi fosse costretto alle dimissioni, il contraccolpo politico riguarderebbe tutto l'esecutivo. Nei giorni scorsi Bondi ha ufficialmente rivolto un appello al Pd affinché non lo sfiduci. Adesso é la volta di Francesco Rutelli a prendere posizione «La Camera dovrà decidere sulle dimissioni del Ministro Bondi. E' fisiologico che le opposizioni votino la sfiducia, in casi come questo. Ma viene ora l'ultima occasione perché Bondi salvi l'onore, dopo che in questi due anni e mezzo Tremonti gli ha tolto tutto». È quanto scrive infatti il leader di Api sul suo profilo di Facebook, denunciando che «questo governo sta portando il ministero dei Beni Culturali ad uno smembramento-regionalizzazione di fatto, che va contro l'obbligo costituzionale che affida allo Stato il nostro Patrimonio e alla chiusura in massa delle attività culturali, evidentemente ritenute realtà libere, e "scomode" per l'attuale potere». «Rivolgo al mio successore, cui non ho mai riservato polemiche personali - afferma Rutelli - l'estremo appello a salvare la cultura italiana. Pretenda che il governo di cui fa parte mantenga gli impegni che ha preso e che sta calpestando. Altrimenti, si dimetta subito; salvi il proprio decoro; sollevi il caso di uno sforzo nazionale necessario per rimettere la cultura italiana sul binario della salvezza. Avrà il mio e nostro sostegno. Stiamo parlando dello 0,2-0,3 percento del Pil! Per parte mia, dichiaro oggi che non sosterrò in futuro nessun governo che non ripristini le condizioni basilari per tutelare i nostri Beni e far vivere le nostre Attività culturali».