Timori per il ripristino delle aree fra venti anni. E molte imprese arrivano a speculare da fuori Maremma Non nel mio giardino. E neppure in quello del vicino... L'invasione dei fiori di metallo destinati a trasformare i raggi solari in energia buona non fa discutere solo a Scansano. Nelle ultime settimane del 2010 anche a Roccastrada e a Civitella si sono registrati dibattiti accesi, riunioni istituzionali e le immancabili chiacchiere in libertà. Dopo la zona del Morellino, infatti, sono le colline ardenghesche l'area più appetita e vocata per impianti di questo tipo, con richieste che, per dimensione e localizzazioni, destano preoccupazione nella cittadinanza e perfino qualche frizione di campanile. L'antefatto. A Roccastrada è in fase istruttoria un progetto di investimento milionario di 100 ettari in località Collelungo, al confine con il territorio di Civitella-Paganico. E' prevista la valutazione di impatto ambientale dove potranno dire la loro anche i cugini confinanti. Intanto, però, di recente - soffia qualche maligno - Civitella ha autorizzato due impianti di evidente impatto sfuggendo alla via grazie a dimensioni ad hoc. Roccastrada non ha potuto dire nulla ma, a guardare il paesaggio, sono forse più impattanti i due mini impianti civitellini (uno nella piana di Aratrice, l'altro sul crinale che degrada dal borgo e penalizza, da Roccastrada, la vista dell'Amiata) dei 100 ettari di Collelungo al centro di polemiche, assemblee e prese di posizione traversali, sia politicamente che geograficamente. Perplessità. Ma il problema è un altro. Secondo i comitati locali dietro a questa ondata di richieste per l'installazione di impianti di fotovoltaico industriale in molti casi si nasconde la speculazione. «Come si superano i 10 ettari - dicono in molti - ci sono sempre di mezzo società estranee alla Maremma, che produrranno una scarsa ricaduta lavorativa catalizzando sia gli interventi di costruzione che la manutenzione specializzata; società che avranno difficoltà a mantenere gli impegni economici con gli enti locali e soprattutto, tra venti anni, se ancora saranno sul mercato, con le fideiussioni accese oggi, non potranno sopportare i costi di ripristino dei terreni e lo smaltimento dei materiali usati». Un problema già sollevato, peraltro, sia a Scansano che a Manciano. Partita a scacchi. La Regione Toscana nei prossimi giorni dovrebbe varare una legge per scoraggiare le realizzazioni superiori a quattromila metri quadrati, e quindi lo stesso Collelungo, mentre il governo non manterrà gli incentivi riducendoli gradualmente del 6 ogni quadrimestre, fino ad arrivare ad un abbattimento complessivo rispetto all'attuale conto energia del 33 circa. Ma in Comune, a Roccastrada, il percorso è già tracciato. L'idea è gestire le richieste attraverso varianti, facendo in modo che - abbandonata la vocazione agricola - i successivi accatastamenti siano non proprio industriali ma quasi. Una "E" speciale, sul tipo delle cave. Aree che, concluso lo sfruttamento, ritorneranno terreni agricoli. La variante bypasserebbe così il bastone tra le ruote ideato a Firenze e in più costringerebbe la ditta a pagare l'Ici.
ROCCASTRADA. Fotovoltaico, è scontro fra vicini. Si discute per Collelungo. E a Civitella spuntano altri due impianti
In Maremma, ci sono preoccupazioni per il ripristino delle aree dopo venti anni. Alcune imprese stanno speculando con progetti di impianti di fotovoltaico industriale. A Roccastrada, un progetto di 100 ettari è in fase di valutazione di impatto ambientale. A Civitella, invece, sono stati autorizzati due impianti di piccola scala. I comitati locali temono che questi progetti siano legati alla speculazione e che le società coinvolte non abbiano la capacità di mantenere gli impegni economici e di ripristinare i terreni dopo venti anni. La Regione Toscana sta valutando una legge per scoraggiare le realizzazioni superiori a 4.000 metri quadrati.
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