La salvezza è inventarsi accordi internazionali E guardare a modelli che funzionano Davide Rampello, presidente della Fondazione Triennale dal 2003 e ancora in carica grazie al decreto Milleproroghe, i contributi pubblici si assottiglieranno nel 2011. La Milano della cultura è destinata a grandi rinunce? «Non è detto. Certo, bisogna lavorare di più e ingegnarsi per trovare il modo di sopravvivere senza conseguenze. Alla Triennale il taglio si aggira sul 6, vale a dire entreranno 200mila euro in meno. Ma noi già per il 58 ci autofinanziamo. Nulla dovrà deprimere i nostri progetti, quindi coinvolgeremo maggiormente i partner privati». Sponsor e cultura possono andare daccordo? «La sponsorizzazione non rende per niente ed è obsoleta. Una volta chi faceva cultura diceva allo sponsor: ti metto il marchio da qualche parte ma il creativo sono io e faccio ciò che voglio. Ora bisogna essere partner con le imprese, ragionare insieme sui progetti culturali. Nel design, soprattutto, il legame con le imprese è fortissimo». I partner privati disposti a finanziare, però, bisogna trovarli. Non sarà semplice, la crisi economica è ancora profonda. «Per questo in Triennale investiremo ancora di più: marketing, comunicazione e formazione anche su coloro che già lavorano nello staff. La cultura deve farsi conoscere e inventare nuove alleanze anche internazionali, specie in vista dellExpo. LAuditorium di Roma, per esempio, è diventato profittevole perché è il luogo di riferimento per tante attività, non è solo un teatro dove si fa musica». Intanto però, almeno a Milano, grandi progetti come la Biblioteca europea sono stati accantonati. «La Beic prevedeva un costo di realizzazione pesante e un costo di mantenimento ancor più ingente. Nessuno ha pensato che potesse essere unimpresa capace di dare profitti. Le biblioteche, ancor più dei musei, raccolgono tutto il sapere. E il sapere, per tradizione, mal si concilia con il denaro, come se si svilisse. Così Brera, il Museo diocesano o la Biblioteca ambrosiana potrebbero fare di più. Manca spirito di collaborazione tra i diversi enti e il singolo museo, ancora oggi, rimane attaccato al proprio orto. E la creatività ne risente».
MILANO - Davide Rampello: i musei e le biblioteche imparino a fare rete. "A caccia di partner privati per sopravvivere ai tagli"
La Triennale di Milano, presieduta da Davide Rampello, dovrà affrontare tagli di 6 milioni di euro nel 2011. Tuttavia, la fondazione già autofinanzia il 58% dei progetti. Per coprire il resto, si recheranno più partner privati e si cercherà di coinvolgere le imprese nel settore della cultura. La sponsorizzazione non è considerata obsoleta, ma bisogna ragionare insieme con le imprese per creare progetti culturali efficaci. La Triennale investirà in marketing, comunicazione e formazione per promuovere la cultura e creare nuove alleanze internazionali.
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