Don Colmegna: basta alimentare la paura, mancano progetti di coesione È tempo di vedere limmigrazione come una risorsa, in una logica di legalità e non di capro espiatorio Don Virginio Colmegna, presidente della Casa della Carità, quali saranno le sfide in campo sociale? «Il tema centrale sarà quello delle periferie, da troppo tempo abbandonate, sia dal punto di vista dellabitare, sia per quanto riguarda il sostegno di prossimità, alle persone. La grande Milano è invecchiata e cè tanta sofferenza soprattutto da parte degli anziani, a cui nessuno dà ascolto e aiuto». Bisogna intervenire per evitare che le periferie "esplodano" comè successo in altri paesi europei? «Cè un problema crescente di vivibilità nelle periferie. Invece di intervenire con progetti di coesione sociale, si alimenta la paura. Questo porta le persone a chiudersi nella solitudine. Ma una città che voglia pensare in grande deve occuparsi non solo del piccolo centro storico, ma anche della grande cerchia urbana, dove vive la gente normale, da troppo tempo trascurata dalle politiche sociali». Un altro fronte sul quale lavorare? «Cè la grande questione formativa ed educativa dei giovani, una sfida trascurata. I ragazzi vivono un disagio personale e generazionale, che li porta a tante forme di dipendenza, a una lacerazione umana preoccupante. Una città che guarda al futuro non può dimenticare i giovani». Cosa si potrebbe fare per loro? «Bisogna creare opportunità di incontro, di socialità, di espressione artistica e culturale. Servono politiche giovanili vere, anche mettendo insieme tante belle esperienze che già esistono ma che non sono messe in rete. I giovani di oggi sono schiacciati da situazioni difficili nelle scuole, nel tempo libero, nelle possibilità di espressione». E la sfida nel campo dellimmigrazione? «Bisognerà imparare a vederla come una risorsa e non come unemergenza. E scoprire il volto familiare delle badanti e delle baby sitter, di chi svolge per noi i lavori difficili, faticosi e pericolosi. La sfida è creare integrazione e coesione sociale dentro a una cultura della legalità, fuori da ogni "buonismo" e pietismo sterile. Basta con la cultura del rifiuto e del capro espiatorio. Sì alla cultura della solidarietà».
MILANO - "Lemergenza sono le periferie interventi contro il rischio banlieue"
Don Virginio Colmegna, presidente della Casa della Carità, ha sottolineato l'importanza di vedere l'immigrazione come una risorsa, piuttosto che come un problema da affrontare con paura e capro espiatorio. Ha evidenziato le sfide sociali che affliggono le periferie di Milano, come la mancanza di progetti di coesione sociale e la sofferenza degli anziani. Ha anche sollevato la questione della vivibilità nelle periferie e della necessità di creare opportunità di incontro e socialità per i giovani. Colmegna ha sottolineato l'importanza di creare politiche giovanili vere e di scoprire il volto familiare delle persone che lavorano per noi, come le badanti e le baby sitter.
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