Sull'isola Tra gli abitanti di Lipari, il timore di una devastazione «La cosa potrebbe anche essere più seria di come è stata raccontata. Ma potremo saperlo solo domani, perché finora nessuno è riuscito ancora a leggere il testo approvato giovedì notte dall'Assemblea regionale». Gianfranco Guarino, vicesindaco di Lipari, uomo di Alleanza nazionale, ci va cauto, ma non riesce a nascondere la preoccupazione: «Sembra, ma glielo dico ancora con il beneficio del dubbio, che la deroga introdotta da quell'articolo sia estesa anche a zone di tutela vulcanologica. E questo sarebbe ancora più grave...». Un piccolo mistero (che piccolo non è) nasce dal fatto che i progetti contestati in origine erano 16. E invece la denuncia-scandalo è nata soltanto su 8 progetti, tutti in zone «Ma», ovvero di mantenimento: in pratica le zone che dovrebbero fare da cuscinetto fra quelle a tutela vulcanologica (intoccabili) e i centri abitati. Domani, quando il testo sarà finalmente disponibile, si potrà avere la certezza che il piccolo golpe di giovedì avesse o meno confini ben più ampi ed inquietanti. Guarino però cerca anche di minimizzare. «Di tutti gli interventi denunciati finora forse solo quello di Balestrieri e l'albergo di Vulcano avrebbero un impatto ambientale devastante, specie se visti dal mare. Per il resto si tratta di ampliamenti di poco conto: quattro, cinque, sei stanze in più». Chissà se c'entra l'aver nominato proprio Balestrieri con il fatto che il complesso contestato è di proprietà di un noto simpatizzante di sinistra. Vulcano invece, che appartiene ad una società di Palermo, è il boccone più grosso da digerire: non a caso dovrebbe costare 5 milioni di euro, il 10 per cento di tutto il «pacchetto» previsto dal patto territoriale. Un insieme di 74 opere, fra le quali ci sono anche una quindicina di interventi pubblici: rifacimento di strade a Lipari, nuovi arredi per i porti di Panarea, Vulcano e Filicudi. Il lungo iter del «pacchetto», iniziato quando a Lipari governava ancora il centrosinistra, aveva visto l'approvazione di 34 opere, senza nessuna difficoltà. Per altre 40 erano state invece chieste delle modifiche, sempre in nome dell'impatto ambientale. E di queste solo 24 erano state approvate dopo le modifiche richieste. Altre 16, quelle dello scandalo, erano state invece bocciate da tutti gli organi di controllo: l'ultimo «no» in ordine di tempo era arrivato venerdì scorso dalla sovrintendenza dei Beni culturali. Ma i tecnici non sapevano che poche ore prima all'Assemblea regionale si era già consumato il tentativo di imbroglio. «Ma è un tentativo che non passerà mai», dice sicuro il vicesindaco. «C'è un profilo di incostituzionalità del quale dovranno tener conto. E c'è anche una violazione della legge Galasso». Sono proprio questi i cardini della richiesta di impugnativa che Nicola Giudice, l'avvocato di Legambiente, si prepara ad inviare al commissario governativo. «Abbiamo tempo fino a martedì, ci stiamo lavorando in queste ore», dice Giudice. Resta da capire perché i tre deputati siciliani si sono lanciati nell'impresa, che aveva pochissime possibilità di passare sotto silenzio. «Forse pensavano che mescolando le carte la cosa poteva passare ipotizza ora Guarino; hanno mischiato piccoli interventi con progetti molto più "pesanti", cercando di confondere... Credevano che fosse un peccato veniale, probabilmente. Ingenui? Non credo. Un onorevole della Regione Siciliana dovrebbe sapere cosa fa», il numero due del Comune alla fine regala però una parola buona anche ai progettisti e ai costruttori che avevano presentato i progetti contestati: «Nel '98, quando è stato steso il patto territoriale, si erano sentiti dire: non vi preoccupate, i vostri progetti passeranno. Adesso invece sono nell'occhio del ciclone, e si sentono presi in giro». Luigi, che vive a Lipari da sempre, è convinto anche lui che i progetti contestati non vedranno mai la luce. Ma è preoccupato lo stesso per il futuro: «L'economia turistica delle Eolie si regge su una miriade di privati che affittano una o due stanze delle loro case d'estate. E campano così. Se passa il principio che i turisti devono essere dirottati in grandi alberghi o nei residence, c'è il rischio che l'economia delle isole muoia soffocata in pochi anni».
II vicesindaco (An): Hanno approvato 8 progetti, degli altri 8 non si sa nulla. Vogliono coprire di cemento anche le zone vulcaniche?.
L'Assemblea regionale ha approvato giovedì notte un testo che prevede la deroga di 8 progetti di interventi pubblici in zone di tutela vulcanologica. I progetti contestati erano stati inizialmente presentati come 16, ma solo 8 erano stati denunciati come dannosi per l'ambiente. Il vicesindaco di Lipari, Gianfranco Guarino, è preoccupato per la possibilità che la deroga sia estesa anche a zone di tutela vulcanologica, che sarebbe ancora più grave. Guarino cerca di minimizzare, affermando che solo alcuni progetti avrebbero un impatto ambientale devastante.
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