L'anno si chiude con una mini rivolta. Pacifica, per fortuna. E doverosa. A testimonianza del senso civico dei cittadini che vivono a piazza Navona e nei suoi dintorni che non ne possono più di vedere il salotto romano degradato dall'abuso del suolo pubblico da parte di locali che occupano coni loro tavolini tutto l'occupabile. E' partita perciò una class action. Dopo le tante denunce contro gli illeciti nei luoghi più suggestivi di Roma, sembra che soprintendenza e comune se ne siano dimenticati. E allora, i residenti esasperati protestano civilmente con gli strumenti che la legge gli consente. È assurdo che la delibera comunale, approvata nel 2006, sui piani di massima occupabilità, non venga tenuta in considerazione dai gestori dei locali e chi dovrebbe vigilare fa finta che non esista. La deturpazione di piazza Navona, ma anche di altri luoghi, avanza nel disinteresse di chi dovrebbe provvedere alla loro salvaguardia. E ciò è grave. Se lo appunti nell'agenda il sindaco Alemanno e cerchi di provvedere al più presto poiché venga messa fine allo scempio dei "tavolini selva ", a meno di non veder riconosciuta da una sentenza del tribunale le buone ragioni di coloro che hanno tutto il diritto di protestare. Roma, come documentato tante volte, è diventata una città quasi invisibile, nel senso che edifici, monumenti, iscrizioni di pregio sono scomparse sotto l'avanzare impetuoso della cartellonistica pubblicitaria e dell'occupazione scriteriata di strade e marciapiedi. Le autorità preposte, anche l'estate scorsa avevano promesso interventi drastici: non ne conosciamo gli esiti. Ci auguriamo pertanto che fin da subito si intervenga affinché cessi l'abuso. E subito dopo, speriamo, che dal Campidoglio partano i progetti annunciati nel corso dell'anno che se ne va. Se alle promesse di modernizzazione della città non dovessero fare seguito atti concreti, vuol dire che Roma Capitale è fallita sul nascere. Se, al contrario, come crediamo, Alemanno e la sua giunta si attiveranno per procedere sulla strada dell'innovazione e della vivibilità cittadina, i romani guarderanno a questa amministrazione ambiziosa con crescente simpatia. Dalla conclusione del tratto di metro che porta a Montesacro ai progetti per Tor Bella Monaca, dalla riqualificazione delle periferie ad uno scatto di orgoglio nel realizzare un polo culturale, dalla viabilità da rivedere per ridurre i disagi dei cittadini al maggiore impegno per garantire la sicurezza, c'è molta carne al fuoco e tante sono le aspettative. La speranza è che anche l'opposizione collabori costruttivamente. Buon anno.