Corriere della Sera - Milano 31122010 Rischi. Il soprintendente Artioli: marmo e bronzo intaccati da decenni di degrado xDa Verdi a Cavour, via ai restauri di quattro monumenti Sono anneriti, consumati, monumenti alla gloria eppure dimessi, quasi irriconoscibili, proprio adesso che dovrebbero simboleggiare la rinascita, testimoniare la forza della storia. Marmi, pietre e bronzi aggrediti dallo smog e avvelenati dalle piogge: «Li restituiamo integri alla città», annuncia il soprintendente Alberto Artioli. L'anniversario dell'Unità d'Italia sarà scandito dai cantieri di restauro dell'arte patriottica di Milano: il monumento equestre di Vittorio Emanuele II in piazza Duomo, la statua di Cavour nella piazza omonima, quella di Giuseppe Verdi in Buonarroti e il monumento dedicato alle Cinque Giornate. I lavori saranno affidati alle imprese ad inizio 2011. L'investimento complessivo è di 645 mila euro. II programma di pulizia, recupero e consolidamento dei monumenti è stato inserito nel piano delle opere per i 150 anni dell'Unità d'Italia, finanziato dal governo e coordinato dall'Unità di missione della presidenza del Consiglio dei ministri (a Roma sarà la stazione appaltante). «Sono interventi delicati spiega l'architetto Artioli su beni che non vengono restaurati da decenni». Il cantiere più «complesso» oscurerà statua di Vittorio Emanuele II in piazza Duomo: «Alcune parti sono pesantemente ammalorate, il guano dei piccioni e il "cancro del marmo" hanno aggravato e accelerato il processo d'invecchiamento». La scultura creata da Ercole Rosa venne inaugurata il 24 giugno 1896, anniversario della battaglia di San Martino (i due leoni proteggono lo stemma sabaudo e lo scudo con la scritta Roma): il cardinal Ferrari, in segno di protesta, lasciò Milano. Storie nella storia. La statua di Camillo Benso conte di Cavour (firmata da Tabacchi e Tantardini) risale al 5 giugno 1865, mentre l'obelisco delle Cinque Giornate, progettato da Giuseppe Grandi, adornò la piazza solo trent'anni dopo, a partire dal 1895. L'opera commemorativa di Giuseppe Verdi, scolpita da Enrico Butti, fu inaugurata nel 1913, nel centenario della nascita del compositore: per celebrare l'evento, Arturo Toscanini diresse alla Scala «La Messa da Requiem». «Nel corso del tempo conclude il soprintendente Artioli le opere sono state segnate da un degrado non uniforme, che rendono gli oggetti meno leggibili». Nel 2011, ripuliti, torneranno a raccontare ai milanesi la storia dell'Italia unita. x