Il vicepresidente della regione Sicilia si giustifica: «Non abbiamo capito che stavamo approvando la norma che da il via libera alla costruzione degli alberghi». Il caso finisce alla Ue La giustificazione, in qualche modo, è peggiore del male. Già, perché se è esecrabile -e infatti ha provocato un putiferio- il fatto che il Parlamento siciliano, con un emendamento inserito nelle pieghe dell'assestamento di bilancio, abbia dato il via libera alla costruzione di otto alberghi in quel paradiso terrestre ancora quasi incontaminato costituito dalle isole Eolie, ancora più esecrabile è l'ipotesi che i deputati dell'Assemblea regionale siciliana abbiano dato il «disco verde» alla cementifìcazione di Lipari e dintorni senza neanche rendersene conto, nel marasma della maratona d'Aula notturna. Eppure, è esattamente questa la giustificazione che ieri è stata addotta da un esponente autorevole della maggioranza di governo, il vicepresidente della Regione Francesco Cascio (Fi), che ha anche la delega al Territorio. Una precisazione, accompagnata dall'assicurazione che nessuno scempio edilizio toccherà le Eolie, che pure non è bastata a mettere a tacere le polemiche che divampano, furiose, su questo tema e che adesso approderanno all'Ue, cui si sono rivol-ti diversi eurodeputati. «Ai voti -ha spiegato Cascio- doveva essere messo l'emendamento che sopprimeva l'articolo. In realtà, nella concitazione dei lavori d'aula, il presidente ha chiesto di votare sul mantenimento dell'articolo. Ecco perché anche esponenti dell'op-posizione, presi alla sprovvista, hanno votate a favore della deroga. Comunque, stiano tutti tranquilli, non verrà autorizzato alcuno scempio. Tutto infatti verrà demandato ad una conferenza di servizi alla quale l'assessorato al Territorio sarà presente e vigilerà, perché mai alcun intervento che deturpi il territorio possa essere autorizzato. Più che a parole, tutti coloro che dicono di essere a favore dell'ambiente e di voler tutelare il territorio devono dimostrare con i fatti i loro propositi. A cominciare, ad esempio, dalla presenza in Aula quando si discutono questi argomenti». Ma la presidenza dell'Ars smentisce la tesi dell'errore nella conduzione d'Aula: «Né la presidenza dell'Ars -afferma il vicepresidente del Parlamento siciliano, l'onorevole Salvo Fleres, replicando alle accuse dell'onorevole Santo Liotta (Prc)- né la stessa Assemblea tutta possono farsi carico delle disattenzioni di qualche deputato che non conosce le procedure. Nel caso specifico è stato rispettato il regolamento alla lettera, ma ciò non toglie che, qualora si fossero verificate perplessità, e non è accaduto, si sarebbe potuta chiedere la controprova del voto. La verità è che l'Ars, a torto o a ragione, ha voluto quella norma, votata ad ampia maggioranza». Al di là del rimpallo di responsabilità sul voto, le polemiche divamparlo, furibonde. E spaccano la stessa maggioranza di centrodestra. Fortemente critico l'assessore regionale al Turismo, Fabio Granata (An), che ha preso le distanze dal provvedimento lanciando accuse. Contro di lui ha annunciato querela un altro parlamentare di centrodestra, l'onorevole Alberto Acierno (Siciliani uniti). Durissimi anche il ministro per l'Ambiente, Altero Matteoli, e il sottosegretario per i Beni e le Attività culturali con delega all'Unesco (in caso di cementificazione le Eolie potrebbero essere depennate dalla lista di siti patrimonio dell' umanità) Nicola Bono: «II voto del parlamento regionale -afferma quest'ultimo- è incomprensibile e pericoloso per il futuro delle Eolie».