Basta con le mostre-evento: dalla spettacolarizzazione dell'arte si è tornati alla riflessione. Con allestimenti estivi e grande successo di pubblico DA VEDERE In Friuli oggetti della tradizione popolare, a Lucca otto sale per gli artisti contemporanei ORIGINALI A Salemi Vittorio Sgarbi ha aperto il «museo della mafia», a Mondovì in scena le ceramiche più belle Basta con le mostre-evento, nel 2011 torniamo tutti al museo. La proposta è ovviamente provocatoria, fatta solo per contrastare la tendenza attuale alla spettacolarizzazione dell'arte che intorno alla figura di ogni singolo artista fa ribollire curiosità e interessi ben lontani dal desiderio di conoscenza che dovrebbe muovere il visitatore, neofita o esperto che sia. Il museo è invece un momento di quieta riflessione che consente collegamenti anche personali ed esaltanti scoperte. Soprattutto nei musei di recente o recentissima costituzione, realizzati in base a criteri moderni di lettura e fruibilità. Ottimo esempio in questo senso è il più giovane dei musei appena inaugurati, cioè il Museo del Novecento di Milano che ha il doppio pregio di esporre una parte (piccola ma significativa e finalmente visibile) delle collezioni civiche e di avere riportato a nuova vita uno dei due eleganti edifici della fine degli anni Trenta che costituiscono l'Arengario milanese. Inaugurato ufficialmente il 6 dicembre scorso, il nuovo museo è visitabile gratuitamente fino al 28 febbraio grazie all'intervento di Bank of America (info: www. museodelnovecento.org) e ha già attirato oltre centomila visitatori, accolti al piano terra dal grandioso «Quarto Stato» di Pelizza da Volpedo (che idealmente chiude l'Ottocento e apre il nuovo secolo) e salutati all' ultimo piano dalla splendida sala dedicata a Lucio Fontana. Sugge- stivo l'allestimento dell'architetto Italo Rota che ha creato spazi privi di barriere architettoniche, consentendo bellissimi squarci su piazza del Duomo, dalle grandi finestre ad arco. Le opera esposte sono solo quattrocento su quasi quattromila possedute dal comune, ma l'amministrazione cittadina già pensa ad un possibile ampliamento, recuperando anche il secondo dei due edifici monumentali progettati dagli architetti Portaluppi, Muzio, Magistretti e Griffini. E' in progetto anche una sala interamente dedicata a Marinetti. Per il momento il visitatore può spaziare da Boccioni a Balla, da Casorati a Morandi, da de Chirico a Melotti, da Burri a Fontana. Le collezioni esposte si fermano agli anni Settanta, rimandando ai futuri spazi l'ultimo trentennio del Novecento e i primi anni del Duemila. Di poco più «vecchio» del museo milanese è il Maxxi di Roma, aperto nel maggio 2010, dopo dieci annidi lavori, 150 milioni di euro e la firma prestigiosa dell'architetto iraniano Zaha Hadid che ha ristrutturato le ex caserme di via Guido Reni. In uno spazio fluido e continuo senza pareti, lo spettatore si avventura lungo i percorsi dell'arte più recente, introdotte dalle mostre inaugurali dedicate a Gino De Dominicis, Kutlug Ataman e Luigi Moretti (info: www.fondazionemaxxi.it). Fino al 20 marzo è possibile visitare la mostra dedicata a Pier Luigi Nervi e quella del Premio Italia Arte Contemporanea 2010. A marzo si aprirà anche la nuova mostra dedicata a Michelangelo Pistoletto, seguita dalla rassegna MAXXIYAP (Young Architects Program) in collaborazione con il MoMa di New York Uscendo dalle grandi capitali dell'arte, ecco il Lu.C.C.A. che significa Lucca Center of Contemporary Art nella affascinante città toscana ed è ubicato, con bel contrasto, nel cinquecentesco Palazzo Boccella, dove sono state ricavate otto sale espositive (info: www. luccamuseum.com). Di tutt'altro argomento si occupa il Nuovo Museo ,delle Arti e Tradizioni Popolari o Museo Etnografico del Friuli, che nello scorso ottobre ha riaperto nella nuova sede espositiva di palazzo Giacomelli a Udine in via Grazzano 1 (info: www.sistemamuseo.it). Senza trascurare i suoi compiti primari di raccolta e conservazione di migliaia di oggetti della tradizione popolare provenienti da donazioni e acquisizioni decennali, il museo si avvale anche della scrittura, della fotografia e degli audiovisivi. Da est a ovest, ecco un altro museo fresco fresco: il Museo della Ceramica di Mondovì (Cuneo) aperto in dicembre nel prestigioso palazzo Fauzone di Germagnano e nato dalla collaborazione tra il Comune di Mondovì e la Fondazione Museo della Ceramica «Vecchia Mondovì». Seicento pezzi esposti documentano il mutare del linguaggio in due secoli di arte ceramica con il sostegno di un accattivante allestimento (info: info museoceramicamondovi.it). Ne è possibile dimenticare un museo del tutto particolare. Piombiamo dal nord in Sicilia per visitare il nuovissimo Museo della Mafia, fortemente voluto da Vittorio Sgarbi a Salemi, la bellissima città arabo-normanna che il critico d'arte ha voluto strappare al degrado. Introdotti dal logo di Oliviero Toscani (una macchia di sangue triangolare come la Sicilia) e dalla dedica a Leonardo Sciascia, si visitano le sale in cui artisti contemporanei rappresentano la perenne minaccia mafiosa (Collegio dei Gesuiti, via d'Aguirre 1, aperto da venerdì a domenica). Inaugurato dal presidente della Repubblica lo scorso maggio, in agosto il nuovo museo ha avuto «l'onore» di un attentato intimidatorio di stampo mafioso.