Dopo le polemiche dei giorni scorsi l'organizzazione spiega la sua filosofia L'Unesco: non svuotate le piazze. Ztl riaperte? Non diciamo no a priori L'Unesco ci va sempre di mezzo. C'è una buca che fa inciampare in un marciapiede? Una piazza dove i ragazzini bivaccano? Delle bancarelle poco curate? Le parole di chi si lamenta o fa proposte, ultimo l'assessore Freddi con le minacce di trasloco per libreria del Festival e ambulanti, si assomigliano tutte: «Non è possibile che nella città dell'Unesco...», «E l'Unesco che chiede di...». Ma l'Unesco cosa dice? Manuel Guido, responsabile per l'Italia, chiarisce in poche parole: «A Mantova serve equilibrio tra tutela del patrimonio e dinamismo. Non è un museo». L'organizzazione aveva dato le sue indicazioni due anni e mezzo fa, quando Mantova e Sabbioneta vennero nominate patrimonio mondiale dell'umanità. Un lunghissimo documento conteneva la filosofia dell'organizzazione, il senso della tutela e riferimenti, non troppo specifici, alla realtà locale. L'architetto Guido, che lavora per il ministero dei beni culturali ed è responsabile per l'Italia dell'ufficio Unesco, si tiene lontano dalle polemiche delle ultime settimane sulla gestione delle piazze del centro. Ma accetta di spiegare lo spirito del dettato accettato da Mantova quando, erano i tempi di Fiorenza Brioni, si portò a termine lo sbarco nella lista dei siti protetti. «L'Unesco non fa mai interventi su singoli problemi a meno di casi clamorosi come accadde a Tivoli, dove vennero piazzate bancarelle proprio all'ingresso di Villa d'Este precisa a Mantova siete ben lontani da questi livelli e mi pare abbiate un discreto equilibrio. La nostra linea non prevede una protezione del patrimonio artistico e naturale a priori, senza considerare null'altro. Il concetto fondamentale è l'equilibrio: i meravigliosi beni che avete vanno difesi, ma resta il fatto che Mantova è una città e non un museo. Dunque deve vivere, non va svuotata. Perché ci sono le esigenze dei turisti, ma anche quelle dei residenti. C'è un tessuto sociale che fa parte di quel patrimonio esattamente come i monumenti». Bancarelle sì o bancarelle no? «Ripeto, non voglio entrare nel merito risponde Guido certo è che le brutture in centro non vanno bene, ma ciò non significa che ci sia bisogno di spostarle. Basta tenerle in uno stato adeguato a un posto meraviglioso qual è piazza Erbe. Le esigenze dei commercianti ambulanti devono trovare un equilibrio con quelle del decoro». Non ci sono solo le bancarelle. L'Unesco viene tirata in ballo anche quando si parla di raffineria alle porte della città e di ztl riaperte. «La Ies è fuori dalla zona protetta quindi la questione non ci riguarda direttamente» spiega Guido. Che poi, quando si parla di auto in centro, risponde a sorpresa: «Nemmeno in questo caso possono esistere dei no a priori. L'Unesco dà indicazioni sul traffico ma la logica è la stessa: serve equilibrio. Allontanare le auto non sempre è necessario e può nascondere il rischio di chiudere troppo la città in se stessa». E l'Unesco non vuol vedere musei a cielo aperto. Patrimonio dell'umanità da due anni e mezzo insieme a Sabbioneta Quebec City, nell'omonimo stato canadese, 7 luglio 2008, 12.20 ora locale (18.20 in Italia): Mantova e Sabbioneta diventano ufficialmente patrimonio mondiale dell'umanità. A decretarlo fu l'Icomos, l'organismo tecnico che lavora per l'Unesco. Sotto la tutela dell'organizzazione sono andate, con gradi diversi di attenzione, due zone della città. In quella di massima protezione il centro storico e i principali monumenti: è l'area tra viale Pitentino, via Giulio Romano e i laghi, con dentro palazzo Ducale, il percorso del Principe, palazzo Te, il quartiere di San Leonardo, porto Catena. Qui il Comune si è impegnato alla massima «valorizzazione». Poi una seconda cintura, più ampia, ingloba le sponde dei laghi, Cittadella (con Porta Giulia), il Gradaro e Borgo Angeli vecchio. E' la fascia tampone, per la quale serve attenzione sotto il profilo urbanistico ma senza nuove prescrizioni. Nove mesi dopo, i festeggiamenti in città e a Sabbioneta. In centro l'allora sindaco Fiorenza Brioni scoprì una targa in piazza Broletto.