"Il ricambio ci vuole e non mi sembra «che il centrodestra stia facendo un uso predatorio dello spoil system. Valga come esempio la nomina in giunta regionale di Trombetti, scelto per le sue competenze di ex rettore ed ex presidente della Crui e non per appartenenza. Anche per il Forum delle culture credo che si vada verso la preservazione del ruolo di Oddati». E' pacata la replica di Lucio D'Alessandro ad Achille Bonito Oliva, secondo il quale «Il centrodestra vuole la cultura ma non ha né uomini né strategie». Il critico d'arte, intervistato ieri dal Mattino sul ricambio al vertice del Madre, del Trianon e del Mercadante, ha affermato che «l'egemonia culturale della sinistra è esistita da quando c'è stato il Partito comunista, ma è finita da decenni» e ha aggiunto: «La verità è che la destra non si è mai occupata di cultura». E innegabile, tuttavia, che ci siano intellettuali di centrodestra. Tra i quali il prorettore del Suor Orsola dl ricambio ci vuole ed è normale anche che chi viene sostituito si lamenti», ribadisce D'Alessandro. Il quale ammette che il centrodestra ha difficoltà a far emergere una classe dirigente culturale: «Alcune energie sono rimaste nascoste, ma il discorso di forte appartenenza della sinistra non ne ha lasciate emergere altre perché non hanno trovato spazio. Il problema, ora, è proprio di esprimere una classe dirigente diversa Parliamo del Trianon: ho simpatia per Nino D'Angelo, ma con lui fu una scommessa, poi andata bene, perché non aveva alcuna esperienza gestionale. Sarebbe una scommessa anche con Peppino Di Capri, che non avrebbe minori possibilità. E al Mercadante mi dicono che è stato scelto un direttore artistico di grande competenza Il Madre? E' un bel museo ma non credo che dal mondo si venga a Napoli per vedere il Madre. Bonito Oliva ragiona troppo in termini ideologici». Decisamente più tranchant Luciano Schifone, consigliere regionale del Pdl e delegato dal presidente Caldoro allo spettacolo e al Tavolo del partenariato economico e sociale: "Cicero pro amici suoi», dice del critico d'arte. «La cultura non è sinonimo di corte. E da una persona di cultura come lui ci si aspetterebbe valutazioni ponderate, piuttosto che generalizzazioni indiscriminate e accuse assolutamente immotivate. Il solo dire che la destra non si occupa di cultura e che questa è patrimonio della sinistra, significa delegittimare la cultura stessa, che per essere veramente tale, non deve avere colore politico. Affermare il contrario è la conferma della concezione manichea di cultura cara alla sinistra. Una sorta di torre eburnea laddove si può essere ammessi solo se si appartiene alla corte del potente di turno. E proprio questo metodo, instaurato alla Regione Campania da Bassolino e supportato e avvalorato da suoi cortigiani, fra cui un ruolo non secondario hanno rivestito Eduardo Cicelyn e Achille Bonito Oliva, che l'attuale giunta sta cercando di superare». «La cultura non è né di destra né di sinistra concorda l'architetto-professore Nicola Pagliara anche se è vero che il centrodestra non ha una particolare propensione per un certo tipo di cultura. E' vero anche che gli intellettuali sono molto ondivaghi. Ci sono esempi clamorosi di grandi artisti che hanno lavorato per la destra mussoliniana e nel dopoguerra si sono ritrovati da tutt'altra parte. Una certa cultura ha bisogno del potere, di punti fermi. Il centrodestra non attrae perché non fa politica in questo senso, diversamente dalla sinistra, che infatti qui ha chiamato tanti artisti in piazza e nelle gallerie. In Italia è stato così dal '45 in poi per una ragione precisa dopo la catastrofe della guerra, tutti erano dall'altra parte. E l'ideologia porta a essere più radicali. Inoltre, oggi il Governo nazionale non fa politica culturale, contrariamente ai grandi Governi di destra del passato. Non ha capito il meccanismo. Eppure si potrebbero facilmente recuperare tantissime persone che potrebbero dare una mano. Basterebbe andar giù e fischiare per vederli accorrere». Eppure il governatore Caldoro ha nominato assessore all'Università Guido Trombetti, che ha radici nel centrosinistra questo dimostra apertura mentale ma fa pensare che non abbia trovato un'alternativa, non crede? «No, perché è un caso molto speciale, ha grandi competenze nella sua disciplina, la matematica, e addirittura in letteratura: è molto bello il suo libro. La verità è che siamo stati tutti costretti ad occuparci di rifiuti e di sanità, e non ci sono soldi per l'anima e l'intelligenza, che in questa situazione finiscono per diventare secondarie». Insomma, sarà anche per la crisi e le emergenze incombenti, la destra davvero è priva di strategia? «Davvero non si è occupata di cultura con la metodica attenzione della sinistra risponde il giornalista-scrittore Ruggero Guarini e davvero ha finito, senza avvedersene, con il concepire un assurdo complesso di inferiorità. Lo dimostra che il ministro Bondi vada incontro a Eco per strappare stretta di mano senza ottenerla. Però la vera cultura, la vera arte, sono premiate dal mercato. Pirandello non aveva sostegni, come il melodramma, che ha raccolto l'entusiasmo di folle sterminate nel mondo, da New York a Buenos Aires. L'arte figurativa napoletana aveva un mercato strepitoso e Gemito non è certo stato aiutato dallo Stato. Come tra il '46 e il '57 il neorealismo, grazie al genio di produttori privati come Ponti e De Laurentiis. E tutti i grandi scrittori e artisti del '900, tranne Brecht e Picasso, erano spiriti conservatori. Proust, Joyce, Mann, Kafka, i nostri Montale e Gadda, Croce, in America Faulkner. Soltanto Ezra Pound e Majakovskij credevano alla poesia come messaggio politico, i grandi spiriti non erano di destra però nemmeno hanno mai civettato con la sinistra». D'accordo, ma è vero che il centrodestra oggi in Campania non ha strategie? «I moderati d'istinto sono contrari al rapporto cultura-Stato: capisco che i liberali siano sguarniti; è vero, non ci sanno fare. Tuttavia niente dovrebbero fare. La Regione lasci l'arte al mercato. Bonito Oliva dice che non si può valutare il direttore artistico del Mercadante dal botteghino? E chi deve valutare? Quanto alla direzione del Madre, andrebbe benissimo proprio Achille. Però il mio auspicio è che spunti fuori un industriale, magari D'Amato, che compri il museo».
Gli intellettuali a Bonito Oliva: La cultura di destra non è predatoria
Il critico d'arte Achille Bonito Oliva ha affermato che il centrodestra non si occupa di cultura e che la cultura non è sinonimo di corte. Ha anche criticato la nomina di Guido Trombetti come assessore all'Università di Napoli, affermando che il centrodestra non ha una particolare propensione per un certo tipo di cultura. Il giornalista Ruggero Guarini ha risposto che la cultura non è né di destra né di sinistra e che il centrodestra non ha una strategia culturale. Ha anche citato esempi di grandi artisti e scrittori del '900 che non erano di destra ma non hanno civettato con la sinistra.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo