Post terremoto Il commissario ribadisce che la legge impone ai Comuni di redigere gli strumenti urbanistici Il rischio è il blocco totale del recupero degli edifici gravemente danneggiati il 6 aprile Il governatore bacchetta sindaci e tecnici per gli interventi nei centri storici È una strigliata in piena regola quella riservata a sindaci del cratere e tecnici dal commissario delegato, Gianni Chiodi. Anche lui, come tutti, si è reso conto che la ricostruzione pesante e quella dei centri storici, da cui dipendono il futuro dei territori colpiti dal terremoto del 6 aprile 2009 è ferma al palo: ma per il numero uno della Sge e della Struttura tecnica di missione, Gaetano Fontana, tutto è legato a tre semplici parole: piani di ricostruzione. Piani che la legge impone ai sindaci di redigere, come ha ricordato il commissario Chiodi «I piani di ricostruzione sono un obbligo di legge per i sindaci dei Comuni terremotati e non un atto burocratico facoltativo»; non è escluso, inoltre, che i piani possano essere utilizzati come strumenti urbanistici per occuparsi della ricostruzione a tutto tondo di un centro storico, superando, ad esempio la problematica delle seconde case, che fin qui non hanno finanziamenti. L'interpretazione su questo aspetto tecnico del piano arriverà entro la prossima settimana. Fontana ha spiegato che, redigendo il piano, «il sindaco di un Comune terremotato si impegna a restituire alla collettività non un solo immobile, ma la città nella sua interezza, formata dalla stratificazione culturale e fisica». Il commissario Chiodi ha ricordato che «la norma che regola i piani, il comma 5 bis dell'articolo 14 della legge organica sulla ricostruzione, è stata introdotta su richiesta della comunità locale. Spettano ai sindaci poi vengono sottoposti al commissario per l'intesa, e per facilitare le cose abbiamo fornito anche linee guida». E proprio in tema di ricostruzione pesante Chiodi ha voluto replicare al presidente dell'ordine degli ingegneri con un affondo rivolto all'intera categoria che aveva lamentato la complessità delle norme sulle riparazioni delle Case E, invocando la modifica del decreto 27: «Mi sono stufato - ha sbottato Chiodi - Invito tutti a fare il proprio dovere, perché tra qualche tempo ognuno verrà chiamato alle proprie responsabilità. Se non capiscono - ha aggiunto - gli ingegneri studino, perché in Italia ci sono altri professionisti, che le norme le capiscono eccome». Sulla proroga dei versamenti delle tasse non sospese, ieri mattina l'assessore Stefania Pezzopane e il parlamentare Pd Giovanni Lolli avevano adombrato dubbi di mancanza della copertura finanziaria. «La comunità aquilana è ormai stanca di due sedicenti capipopolo che evocano sempre scenari cupi e negativi che vengono poi puntualmente smentiti dai fatti. La strumentalizzazione è evidente perchè, almeno Lolli sa, o quantomeno dovrebbe sapere, come funzionano i meccanismi di bilancio. Stiano tranquilli gli aquilani che la proroga dell'inizio della restituzione sarà effettiva e non ci saranno oneri aggiuntivi».