E' fondamentale che le misure adottate siano accompagnate da strumenti operativi che facilitino la convergenza delle risorse di privati e fondazioni bancarie con quelle statali e regionali Il nuovo Piano Casa approvato dal Consiglio Regionale della Campania elimina una serie di divieti e semplifica le procedure previste nella legge 192009 dello scorso anno che di fatto ha disincentivato l'intervento dei privati. Il testo approvato, anche se suscita qualche perplessità in merito ad alcuni riferimenti normativi relativi agli ampliamenti ed alle aree agricole, può rilanciare il settore edilizio tra i più colpiti da questa crisi. Prendiamo atto con soddisfazione che il nuovo Piano Casa ha dato centralità all' edilizia sociale e alla riqualificazione urbana integrata. Già all'atto della prima stesura della legge 192009, le cooperative avevano sottolineato la necessità che avvenisse un'inversione di rotta rispetto ai provvedimenti del passato e che si affrontasse il problema sociale per la risoluzione nell'immediato dei veri bisogni dell'abitare, con la realizzazione della prima casa soprattutto per i giovani e le famiglie che non possono accedere all'acquisto e alla locazione di case nel libero mercato. Nel nuovo Piano Casa approvato c'è la possibilità per i Comuni di individuare, anche in variante agli strumenti urbanistici, ambiti da destinare all' edilizia residenziale sociale, in aggiunta alla dotazione minima di spazi pubblici, purché subordinata alla cessione da parte dei proprietari di aree o immobili. Questa norma rappresenta una concreta possibilità di localizzare nuovi interventi di edilizia sociale, soprattutto nei Comuni sprovvisti di tale strumentazione urbanistica e in presenza di emergenza abitativa. L'altro elemento di rilievo del Piano Casa approvato è la possibilità di riqualificazione delle aree urbane degradate, con interventi di sostituzione edilizia per immobili dismessi, anche con cambiamento di destinazione d'uso, che prevedano la realizzazione di una quota non inferiore al 30 per cento per l'edilizia sociale. Anche in questo contesto normativo, la quota parte della destinazione all'edilizia sociale, fortemente richiesta dall' AGCI (Associazione Generale delle Cooperative di abitazione), è una soluzione alla esigenza sociale e contemporaneamente potrà contribuire ad incrementare gli interventi per le fasce deboli. Anche l'estensione degli interventi di edilizia sociale, da realizzare con una aliquota non inferiore al 35 per cento nella trasformazione degli edifici alberghieri, allarga il campo dell' edilizia abitativa di prima casa. E' comunque fondamentale che le misure adottate nel nuovo Piano Casa sull'edilizia sociale per poter innescare una rapida concretizzazione dei progetti cantierabili, secondo Agci, siano subito accompagnate anche dalla messa in campo di strumenti operativi che combinino, nella realizzazione di programmi integrati di edilizia residenziale (edilizia sociale, libera ed infrastrutture), la convergenza di risorse private, unitamente a quelle di Fondazioni Bancarie, ai cofinanziamenti statali e regionali e alle risorse della Cassa Depositi e Prestiti, come già sta avvenendo nel resto Paese in relazioni ai Piani Casa già approvati. Solo in presenza di capacità operative e sinergiche pubblico private che rendano immediata la fattibilità dei programmi di edilizia sociale si potrà incidere, nelle condizioni di crisi complessiva, sulla ripresa dei processi produttivi del settore e cominciare a ridurre l'emergenza abitativa. presidenza nazionale Agci - Abitazione con delega per il Mezzogiorno
Il nuovo Piano casa rilancerà le costruzioni
Il nuovo Piano Casa della Campania elimina divieti e semplifica procedure per l'intervento dei privati. Il testo centralizza l'edilizia sociale e la riqualificazione urbana. Il Piano Casa prevede la possibilità per i Comuni di individuare aree per l'edilizia residenziale sociale e la riqualificazione delle aree urbane degradate. La quota di destinazione all'edilizia sociale è di almeno il 30% e la trasformazione degli edifici alberghieri con una aliquota non inferiore al 35%. È fondamentale che le misure siano accompagnate da strumenti operativi che combinino risorse private, statali e regionali.
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