Il Cerba e i terreni nel Parco Sud lingegnere vuole allungare la città Alla fine sarà la Provincia a decidere, dopo aver strappato a Palazzo Marino la competenza sui confini Le carte spedite al Comune rivelano lobiettivo di far nascere un nuovo quartiere vicino al futuro polo scientifico Distese e distese di terre ai confini e allinterno del Parco Sud, che limmobiliarista ha accumulato nei decenni con la pazienza di un Mazzarò. Ai suoi ospiti di riguardo, si racconta che ami mostrarle lui stesso accompagnandoli in speciali pellegrinaggi. Su molte non può costruire. Non potrebbe. E anche dove - fuori dal perimetro del verde tutelato - ha acquisito diritti volumetrici ai tempi del Piano casa degli anni Ottanta, il Pgt adesso gli chiede di spostare altrove i volumi. Ma Salvatore Ligresti, allaffare del Parco Sud, non ha mai rinunciato. Anzi. E proprio ora che il documento urbanistico è arrivato al traguardo finale, vuole passare allincasso. E vuole farlo sfruttando la grande opportunità del Cerba, il polo di ricerca e cura che sorgerà su 620mila metri quadrati posseduti da una sua società. È lì, sullarea di Macconago attaccata al Centro, che Ligresti vuole realizzare un nuovo quartiere da almeno 60mila metri quadrati. Senza accettare di far atterrare sullex Macello i suoi futuri palazzi. Perché è lì che Milano si allargherà, portandosi dietro una via Ripamonti raddoppiata, il tram 24 che partirà dal Duomo, magari una metropolitana leggera se il Comune manterrà le promesse dopo aver cancellato la linea "6": un pezzo di periferia (stralciato dal Parco Sud), destinato a diventare strategico. Perché quando il Centro sarà pronto - con le sue cliniche, laboratori, strutture ricettive e residenziali per i parenti dei pazienti e i medici, i bar, i ristoranti, il parco attrezzato da 320mila metri quadrati, muoverà insieme allo Ieo 20mila persone al giorno - diventerà appetibile tirar su in zona nuove case. Una gallina dalle uova doro. A delineare la visione sono le stesse società di Ligresti: «Edificare sulle aree vicine al Cerba potrebbe contribuire a dare un assetto conclusivo a questo lembo di città e si collocherebbe lungo una direttrice di trasporto pubblico per la quale il progetto Cerba ha già previsto il relativo rafforzamento». La giunta ha appena adottato il piano del Centro per la ricerca biomedica avanzata e, a febbraio, si prepara ad approvarlo. I cantieri, che potrebbero partire in primavera, si avvicinano. Allora, le terre su cui sorgerà la cittadella scientifica e che oggi sono in pegno alle banche come garanzia per il rifinanziamento della principale cassaforte dei Ligresti, dovranno passare di proprietà. Saranno del fondo immobiliare etico che si occuperà di raccogliere i fondi necessari (1 miliardo e 226 milioni) per costruirla. Come, dovrà essere stabilito. Ma la Imco dellingegnere potrebbe o vendere subito la superficie o entrare con quel capitale (ancora da quantificare, ma sicuramente di valore) nello stesso fondo, incassando nel tempo gli utili. Si torna sempre lì, al Parco Sud. Proprio da Macconago, e da un Piano integrato di intervento rimasto per anni nei cassetti degli uffici del Comune, era partita lultima offensiva di Ligresti sullurbanistica. Per tre progetti (nella lista anche via Natta e Bruzzano) che non decollavano, ufficialmente, il costruttore aveva chiesto alla Provincia di Guido Podestà il commissariamento di Palazzo Marino. Tutto rientrato in extremis. Per via Macconago, che prevede case su oltre 20mila metri quadrati, la giunta è pronta a votare allinizio del 2011. Ma allimmobiliarista non basta. Chiede altri volumi per allargare quel quartiere con vista Cerba e Parco. Ma ad avere lultima parola sul destino della zona sarà Guido Podestà. È il presidente della Provincia che si è aggiudicato il primo round dello scontro con il Comune per decidere la competenza: sui 40 milioni di metri quadrati di verde milanesi del Parco, compreso Macconago, saranno i suoi Piani di cintura a dover valutare le "proposte" del Comune e dire cosa fare.