Ligresti e Cabassi: bisogna costruire di più in zona Ripamonti e a Rho-Pero Lassessore Masseroli dice no alle modifiche Tra le richieste anche un aumento del residenziale a Stephenson È partito lattacco dei costruttori al Piano di governo del territorio del Comune. Sommerse fra le oltre 4.700 osservazioni che sono state presentate in novembre al documento urbanistico, ci sono anche quelle depositate da due tra i maggiori immobiliaristi della città: Salvatore Ligresti e i Cabassi. Entrambi proprietari di aree strategiche nella Milano del futuro, i costruttori battono cassa e chiedono a Palazzo Marino - come rivela lagenzia Radiocor - piccole, ma sostanziali modifiche al Pgt. In una parola: volumetrie per costruire, nel caso di Ligresti, in terreni che con il Pgt entrerebbero nel Parco Sud, in quello dei Cabassi nellarea Expo. In un gruppo di osservazioni presentate dalle holding della famiglia dellingegnere Immobiliare Costruzioni (Imco) e Altair viene contestato uno dei punti cardine del nuovo Piano di Masseroli: il trasferimento dei diritti volumetrici di Ligresti (con indice 0,50) dalle aree Ticinello, Macconago, Vaiano Valle sud e Bellarmino a quelle dellex Macello dietro Porta Vittoria. Stando al Pgt, quindi, lImco perderà la proprietà di questi terreni - che una volta passati al Comune verranno annessi al parco e quindi non saranno più edificabili - per acquistare, attraverso il meccanismo della perequazione, volumetrie altrove. Loperazione non piace a Ligresti. La sua contestazione riguarda sia la «serie di vincoli» da rispettare (una strada storica e la previsione di alcuni collegamenti a verde) che caratterizza lex Macello, sia «levidente problema di densità edilizia dellarea» (qui verranno costruiti anche nuovi edifici della Sogemi). Quindi chiede di riportare i suoi diritti volumetrici nella zona di Macconago, cioè vicino ai terreni (sempre di sua proprietà) dove sorgerà il Cerba. La risposta dellassessore allUrbanistica è secca: «Quelle aree fanno parte del Parco Sud e, in quanto tali, saranno governate dai Piani di cintura urbana della Provincia. Losservazione verrà respinta e rinviata alla discussione sui piani». Ma le critiche di Ligresti non si fermano qui. Lingegnere chiede anche di applicare le nuove regole del Pgt ai terreni del Cerba che, essendo un servizio pubblico per la città, dovrebbe produrre volumetrie da trasferire altrove. Anche in questo caso la risposta degli uffici è dura: «Non è possibile applicare in maniera retroattiva le regole del Pgt. Il Cerba dipende da un accordo di programma antecedente e quello verrà rispettato». Infine, sempre tra le recriminazioni dellImco, cè quella di avere una maggior destinazione residenziale (quindi più redditizia) in via Stephenson, larea periferica con un indice di densificazione molto elevato (2,7) che Masseroli vuole trasformare nella Défense milanese. La risposta dellassessore è: «Il Pgt segue il principio della flessibilità e quindi non dà alcuna destinazione duso alle aree. In via Stephenson il nostro orientamento è che diventi zona del terziario, ma non imponiamo nulla». Ma non è solo Ligresti a voler costruire di più di quanto previsto nel Pgt. Anche Matteo Cabassi ha presentato una richiesta di modifica al Piano per avere un indice di edificabilità sulle aree Expo pari a 1 metro quadrato per metro quadrato, invece di 0,50. «Anche questa osservazione verrà rifiutata - risponde Masseroli - perché il consiglio comunale ha stabilito che sulle aree Expo il riferimento è laccordo fatto dalla società e non il Pgt».