Linaugurazione di Palazzo Branciforte restaurato da Gae Aulenti, lapertura del Diocesano di Monreale e i nuovi libri in uscita: dodici mesi ricchi di novità Ad Aidone una sala per la Venere di Morgantina Riapre il teatro Garibaldi salvatore ferlita paola nicita Lapertura di Palazzo Branciforte, completamente restaurato per diventare un museo da quattromila pezzi, larrivo della Venere di Morgantina al museo di Aidone, e ancora un nuovo museo diocesano a Monreale, Palazzo Ajutamicristo che diventa spazio espositivo per le opere darte della Regione e la Palazzina Cinese che vede tornare i suoi arredi: il 2011 accende i riflettori su tanti spazi nuovi e sulle opere recuperate. Arte. Sarà uno dei fiori allocchiello della città, destinato ad accogliere collezioni numismatiche, pittoriche, archeologiche, atelier per artisti e una biblioteca: per il restauro di Palazzo Branciforte, Giovanni Puglisi, presidente della Fondazione Banco di Sicilia, ha chiamato larchitetto Gae Aulenti - lautrice del Museo dOrsay di Parigi - che entro lestate consegnerà lo storico edificio totalmente rinnovato. «Il progetto dellarchitetto Aulenti è straordinario - spiega il professore Puglisi - Posso dire che ci saranno la parte destinata ad accogliere la raccolta archeologica e quella destinata alla biblioteca che sorprenderanno con veri e propri colpi di scena. La struttura museale sarà un contenitore da incanto, che speriamo riuscire ad inaugurare tra giugno e settembre, con le raccolte di archeologia, maioliche, francobolli, disegni». Villa Zito, sede attuale della Fondazione, rimarrà comunque spazio espositivo, manterrà il piccolo museo futurista e la raccolta di Pippo Rizzo, oltre alle nuove opere recentemente recuperate dalle varie filiali, tra le quali una scultura del Canova e un disegno di Chagall. Il budget per il recupero è di 8 milioni e mezzo di euro, per intervenire su una superficie di 5 mila metri quadrati che nel corso dei secoli ha subito numerosi danni e interventi: dallincendio scoppiato per le bombe del 1848, poi da quelle del 1943, che provocò la caduta del loggiato superiore. Il progetto di Gae Aulenti prevede interventi mirati alleliminazione delle aggiunte realizzate impropriamente realizzate nel corso degli anni, e al ripristino di spazi e parti architettoniche perdute. Previsti anche atelier per artisti, della durata di sei mesi ciascuno: uno destinato ad un nome già affermato, uno per un giovane artista. Uno spazio sarà destinato ad accogliere una biblioteca di rappresentanza nella parte centrale del primo piano, con spazio a doppia altezza ricavato dallabbattimento della soletta intermedia esistente, caratterizzato da grandi librerie e un ballatoio sospeso che permette di percorrere tutto il perimetro della sala. Cambiamenti anche per lingresso, con la strada interna che verrà inglobata e liberata dagli spazi chiusi, realizzati di recente. Dal portone di via Bara allOlivella si accederà così ad una strada vera e propria, coperta solo dalla loggia centrale, che dividerà in due ali distinte il palazzo. Percorrendola tutta, si uscirà sul lato opposto, in via Monte Santa Rosalia. La strada interna consentirà di raggiungere tutte le parti delledificio che risulteranno indipendenti ma collegate. Nellala orientale del palazzo, verranno demolite le murature costruite dopo lincendio del 1848, creando così un unico spazio colonnato. Larchitetto Gae Aulenti ha individuato come luogo per le esposizioni quello dellantica scuderia, e accanto ha posto la caffetteria e la sala conferenze da 108 posti. Sul lato opposto dello spazio mostre, attraversando la strada interna, si arriverà al cortile della parte occidentale, che ritroverà la sua funzione di spazio aperto e darà spazio alla riproposizione di un giardino segreto. A primavera si attende il ritorno della Venere di Morgantina, destinata al Museo di Aidone, dove già sono esposti i preziosi argenti, anche questi recuperati dai musei americani. Per loccasione si attende anche il capo dello Stato, che ha manifestato il suo desiderio di essere presente, e che verrà presto invitato, secondo protocollo, dal presidente Raffaele Lombardo. Dice il direttore del museo, larchitetto Enrico Caruso: «A gennaio smonteremo la sala degli argenti, per dedicare maggiore spazio alla statua della dea, Demetra probabilmente, e non Venere, secondo liconografia. La grande sala, insieme alla statua che andremo a prendere a metà febbraio a Malibu, ospiterà unaltra statua, quella di una musa, datata terzo secolo. Una presenza importante, perché è proprio grazie al confronto effettuato con un frammento lapideo di questa statua che si è potuto accertare che la scultura esposta nel museo americano provenisse esattamente da questa zona, ed entrambe fossero realizzate in pietra degli Iblei». Le altre novità le svela il soprintendente Gaetano Gullo: «A Monreale aprirà un museo diocesano a Monreale. Sarà uno spazio straordinario, tutto da scoprire, che si affaccerà sui mosaici, guarderà in faccia il Pantocratore, per intenderci. E mostrerà pitture importanti, come le grandi tele di Pietro Novelli, arredi e oggetti preziosi. Palazzo Ajutamicristo sarà la sede per esporre le opere della Regione, dislocate al momento in varie sedi. Per la Casina Cinese, infine, oltre che prolungare lapertura a tempo indeterminato, il progetto è di far tornare gli arredi che sono stati distribuiti in vari contesti: il tavolo della sala di Federico, allArs, proviene proprio da lì, e lo vorrei riportare nella sua sede originale». Letteratura. Non si ferma nemmeno un secondo Andrea Camilleri, che già annuncia una prossima uscita: «Il 2011 porterà un bastimento carico di racconti - confessa sornione lo scrittore empedoclino - due volumi che pubblicherà Sellerio. Si intitoleranno "I racconti di Vigàta", ambientati tra Ottocento e Novecento. Molto divertenti: almeno io, scrivendoli, mi sono scialato. Spero che i miei lettori si divertano alla stessa stregua». La materia che sostanzia le storie raccontate, sulla scia di opere come "Il birraio di Preston" e "La concessione del telefono", è di sana pianta inventata, precisa Camilleri: e qui casca lasino, viene da dire, perché quando il padre del commissario Montalbano dice così significa che ha attinto da storie vere. Mentre una storia vera da capo a fondo sarà quella raccontata da Roberto Alajmo nel suo nuovo libro, in uscita a giugno con Laterza, dal titolo "Un galantuomo di meno". «In esso - precisa Alajmo - racconto la storia di un uomo, un magistrato: Luca Crescente. Un libro sul ruolo della borghesia e sul destino in generale». Scomparso tragicamente nel 2003 a trentanove anni, nella sua brevissima eppure fulminante carriera Crescente ebbe modo di occuparsi di diversi fenomeni criminali, dalla pirateria informatica alla criminalità mafiosa, che condusse con straordinario rigore, affermandosi in questo settore come uno dei magistrati più apprezzati. Il 2011 sarà inoltre lanno dellattesissimo ritorno di Santo Piazzese, da tempo alle prese col suo quarto romanzo, con al centro il commissario Spotorno: «Ci sarà stato - ironizza il biologo-scrittore - chi ha dato per smarrito questo mio romanzo più volte annunciato. Il 2010 è stato per me un anno pieno di impegni, ora finalmente posso tornare a riprenderlo. Spero proprio che possa uscire entro lanno nuovo: si intitolerà "La morte di Totò Ivanovic" e uscirà con Sellerio. Lindagine è legata alla vicenda degli italiani che, alla fine della campagna di Russia della seconda guerra mondiale, scelsero di fingersi dispersi rifacendosi una vita in Unione Sovietica». Nuovo romanzo anche per Giuseppina Torregrossa che dopo lexploit de "Il conto delle minne" lancia una nuova eroina con "Manna e miele, ferro e fuoco", che uscirà a marzo per Mondadori. «È una saga familiare nella Sicilia risorgimentale e post unitaria, quando il mondo dava laddio al feudalesimo che da noi, invece, si radicalizzava come sistema, diventando dinamica di relazione a tutti i livelli - dice la scrittrice palermitana - Luogo dellazione sono le Madonie, dove ci sono la manna e il miele». Anche la regista Roberta Torre pubblicherà un libro (a marzo per la Tartaruga) che ricalca il titolo del suo ultimo film girato in Sicilia, "I baci mai dati": «Verrò a scriverlo a Catania per intervistare la gente di Librino sui miracoli che vorrebbero avere. Poi entro settembre girerò una docufiction assieme a Mila Spicola, "Conversazioni in Sicilia", storia di un giovane cervello in fuga che torna in Sicilia per una visita ai parenti e si ferma più del dovuto». Infine lattore Davide Enia pubblicherà un romanzo per Baldini e Castoldi che ripercorre cinquantanni di storia di Palermo, dalle campagne dAfrica fino ai primi anni Novanta. Teatro e musica. Quella del primo luglio dovrebbe essere la data siciliana del tour di Vasco Rossi: Messina sembra in vantaggio su Palermo. Tutti in giro per lItalia o addirittura allestero gli attori palermitani che non metteranno piede a Palermo: da Vincenzo Pirrotta, che porterà "Sacre-stie" in Libano e a Parigi, a Emma Dante che, tra Liegi e Bucarest, farà tappa a Noto con la sua "Trilogia degli occhiali". Il nuovo anno, infine, porterà la riapertura del teatro Garibaldi, con le poltroncine nuove di zecca e i nuovi corpi illuminanti. adesso lassessore alla Cultura e quello al patrimonio dovranno decidere cosa farne e a chi affidarlo, probabilmente attraverso un bando. (hanno collaborato Giusy La Piana e Laura Nobile)