CHIETI. Siamo di fronte a una delle scoperte archeologiche più rilevanti a partire dagli anni Trenta, sottolineano gli esperti. Il mosaico romano venuto alla luce durante i lavori di riqualificazione in piazza Valignani ravviva i programmi della soprintendenza e «costringe» gli archeologi a tornare alla primaria vocazione di esploratori delle nostre origini. Non solo, dunque, progettualità qualificata nella conservazione museale ma anche voglia e capacità di scoprire ancora importanti pezzi di storia di Teate. Dall'altra parte, le novità di questi giorni impongono l'amministrazione comunale a fare una scelta per così dire "illuminata": farsi parte propulsiva dell'integrale recupero del reperto e contribuire a finanziarne la valorizzazione. "La città non appartiene ad un solo uomo ma è dei cittadini". Sofocle, nell'Antigone, indica la strada giusta per una verifica nei rapporti tra palazzo d'Achille e palazzo Zambra. E la collaborazione tra i due enti, dovuta all'applicazione della legge Urbani in materia di opere pubbliche, sembra poter rimuovere incomprensioni vecchie e nuove. Non bisogna dimenticare che lo scavo in piazza Valignani è condotto a spese del Comune, compreso l'appannaggio per l'archeologa Luciana Tulipani, responsabile del saggio che viene eseguito sotto il controllo di Adele Campanelli, direttrice del museo Civitella. Una ragione in più per essere ricettivi alla domanda di quanti oggi chiedono che i reperti vengano resi visibili. Rispetto all'apertura del cantiere, l'opinione pubblica cittadina è andata modificandosi giorno dopo giorno dalle perplessità iniziali di taluni, una minoranza, fino all'aperto, unanime, plauso per il recupero dei reperti. IL COMITATO SPONTANEO. I commercianti Antonio Bellini (bar Teate) e Massimo e Marina De Pascalis (gioielleria Valignani) ne parlano con toni entusiastici, arrivando persino a proporre forme di contribuzione. L'avvocato Antonella Bosco a nome di un'ampia categoria di lavoratori e professionisti suggerisce il coinvolgimento di fondazione CariChieti, Camera di commercio e altri enti sostenendo inoltre il varo di un comitato spontaneo. Nei giorni addietro si erano pronunciati favorevolmente alla valorizzazione dell'edificio romano e dei suoi tesori il governatore della Regione, Giovanni Pace, e il presidente della Provincia Tommaso Coletti i quali avevano ribadito, tra l'altro la necessità di dar vita alla famosa società di gestione del patrimonio archeologico cittadino, così come previsto da una legge quadro regionale. Ai rappresentanti delle istituzioni e alle categorie produttive si chiede oggi un impegno diretto. IL VALORE SCIENTIFICO. In queste ultime ore si aggiusta il tiro sulla datazione del mosaico che oscilla in una "forchetta" ricompresa tra la prima metà del I e gli inizi del n secolo dopo Cristo. Ma il dato è relativo rispetto alle raffinate geometrie del manufatto la cui lettura si inserisce nell'espansione della Teate Augustea. Siamo in epoca imperiale l'antico nucleo repubblicano viene ampliato. La trasformazione urbanistica del colle attraversato dalla consolare Valerla, subisce un impulso grazie ai traffici verso l'Oriente. Teate, e il suo sbocco sull'Adriatico, ossia Ostia Aterni, l'attuale Pescara, si propone quale centro primario dell'impero e viene dotata di infrastrutture che, fatte le debite proporzioni, ricalcano l'assetto urbano di Roma. E' dagli scavi degli anni '30 che non si rileva un dato così importante. Nel '98 in piazza Barbella, ricordiamo il precedente del rinvenimento delle poderosa mura del Foro repubblicano, ma quei resti, come noto, non hanno avuto fortuna e sono stati reinterrati. LE IPOTESI DI TUTELA. Copertura in cristallo speciale, illumuiazione e impianto di deumidificazione per la salvaguardia del microclima interno allo scavo. Questa la soluzione più idonea. In alternativa qualcuno parla di una copertura con solaio tradizionale ma in questo caso lo scavo si trasformerebbe in un bunker. Probabile anche l'asportazione del mosaico e la sua esposizione al museo della Civitella: una tecnica però ormai desueta che lascerebbe orfane le mura dell'edificio romano mortificando la portata storica della scoperta.
Chieti. La scoperta più importante dagli anni Trenta
In piazza Valignani a Chieti è stato scoperto un mosaico romano, considerato una delle scoperte archeologiche più importanti degli ultimi anni. Gli esperti sottolineano l'importanza di questo ritrovamento e la necessità di una conservazione e valorizzazione adeguata. Il Comune di Chieti è stato coinvolto nella scoperta e ha deciso di finanziare il recupero e la valorizzazione del reperto. La città ha anche deciso di collaborare con il museo Civitella per la conservazione e la mostra del mosaico. Alcuni commercianti e lavoratori hanno espresso il desiderio di contribuire alla valorizzazione del reperto e hanno proposto la creazione di un comitato spontaneo.
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