Governatore Enzo Ghigo, allora oggi sapremo finalmente la verità sui conti del Toroc dalla viva voce del presidente Castellani. «Mah, non credo che una conferenza stampa sia il luogo più adatto per comunicazioni di questo tipo. Il consiglio di amministrazione è già convocato per il 24 novembre, il bilancio va discusso lì. E va sottoposto ai revisori. Posso pensare che Castellani voglia intervenire sulle polemiche giornalistiche, non sul bilancio. Sarebbe irriguardoso se facesse considerazioni o fornisse cifre differenti da quelle presentate al Cda. Se l'entità del buco fosse diversa dai 180 milioni di euro, vorrei saperlo in consiglio di amministrazione, non da una conferenza stampa. E se chiamasse i cronisti soltanto per rispondere alle considerazioni svolte dal Giornale, sarebbe una mossa che non ritengo opportuna. Certe volte la soluzione migliore è stare fermi». Ma non giudica anche lei incredibili le cifre e le voci che abbiamo pubblicato ieri? «Bisogna leggerle bene. Il vostro è un giusto stimolo per avere risposte dal Toroc. Non ho elementi per dire, per esempio, se le spese di viaggio siano spropositate o no. Magari quegli spostamenti hanno portato buoni risultati». E i 76mila euro per i gelati in pieno inverno e in alta montagna... «Ad Atene ho visto frigoriferi pieni di gelati Unilever, è il classico prodotto da sponsor. Obiettivamente, i ghiaccioli non sono un genere di largo consumo sulla neve. Qualcuno ipotizza che certe voci di spesa siano state inserite per coprirne altre. Io non faccio illazioni, leggo le notizie e le approfondisco nelle sedi competenti». L'altro giorno lei ha giudicato uno «sgarbo istituzionale» il vertice del centrosinistra con Castellani. «È la prova che l'Ulivo gestisce il Toroc come cosa sua. Se Castellani deve saltare, lo deciderà il consiglio di amministrazione, non i capigruppo dell'Ulivo. Le riunioni di partito le facciamo tutti, ce lo ha rinfacciato lo stesso sindaco Chiamparino. Ma è da arroganti diramare le convocazioni in pubblico e chiudere con un comunicato stampa. Non riesco a capire questo comportamento della sinistra torinese, così poco attento verso le istituzioni. L'Agenzia che si occupa delle opere ha creato un comitato di sorveglianza, una cabina di regìa, ha fatto modificare leggi in Parlamento, ha collaborato con il ministro Frattini. Invece la sinistra ha voluto il Toroc come ente privato per distinguere le opere dall'organizzazione. Mi sembra sia ora di prendere atto che questa sinistra ha sbagliato e parecchio». Il buco maggiore riguarda i mancati sponsor. «Se c'è un punto dove il Toroc ha fallito è proprio questo: la proposta commerciale verso gli sponsor non è stata accattivante, la vendita del prodotto Olimpiadi al mercato italiano non è stata adeguata. È vero che l'11 settembre ha ridotto le capacità di finanziamento delle aziende, ma bisognava modificare in corsa le politiche di marketing, fare aggiustamenti, applicare nuove idee. Invece si è tirato avanti nella convinzione che gli sponsor sarebbero arrivati dalle aziende di Stato, anche se ora sono diventate autonome. Dovevano essere loro a fornire le risorse necessarie». Non è contraddittorio che il Toroc proclami la sua natura di ente privato e poi invochi i soldi da società pubbliche? «È tutta una contraddizione. A suo tempo avevamo impegnato il Toroc a privilegiare le aziende piemontesi. Invece il megastore in piazza Vittorio è stato assegnato a una ditta australiana e la gestione della biglietteria a una società americana, anche se a Torino la Juventus gestisce ogni domenica decine di migliaia di tagliandi. Queste cose fanno male a chi ha una responsabilità nella gestione del territorio. Abbiamo voluto le Olimpiadi invernali anche per le ricadute locali. Non credo che il nostro know-how sia così scarso per dover ricorrere a quello straniero». Che cosa pensa dell'accoglienza riservata da Chiamparino a Pescante? «Non hanno fatto una bella figura confondendo la cabina di regìa guidata da me con quella del ministro Frattini. Se la tiene il governatore Ghigo non va bene, se è quella di Roma invece sì. Non si accetta così l'aiuto del governo». Castellani deve lasciare o no la guida del Toroc? «Paradossalmente oggi Castellani rappresenta un punto di equilibrio tra il governo e il Comune. Io ripeto che non sono favorevole a soluzioni traumatiche che rischiano di far grippare la macchina organizzativa. Forse quello che serve è unire le figure di presidente e amministratore delegato, trovare una linea di comando più diretta, e, decisa per dare una scossa ad una struttura fatta di persone che credono nell'evento olimpico e hanno le professionalità per condurre in porto l'impresa».
Olimpiadi, la sinistra ha sbagliato tutto
Il governatore Enzo Ghigo ha espresso le sue preoccupazioni riguardo ai conti del Toroc, sostenendo che la conferenza stampa del presidente Castellani non è il luogo più adatto per comunicare sulla situazione finanziaria. Ghigo sostiene che il consiglio di amministrazione dovrebbe discutere del bilancio e che Castellani dovrebbe fornire cifre e considerazioni in quel contesto. Il governatore ha anche criticato la sinistra torinese per aver voluto il Toroc come ente privato, anziché un'agenzia pubblica, e ha sostenuto che la proposta commerciale verso gli sponsor non è stata adeguata.
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