Mentre a Firenze si cercano da decenni le tracce della Battaglia di Anghiari, l'affresco di Leonardo da Vinci realizzato nel Salone dei Cinquecento di palazzo Vecchio e probabilmente «coperto« da Vasari, ad Arezzo è in atto una partita che nel 2011 potrebbe conoscere il suo epilogo: quella per la proprietà dell'Archivio Vasari. Come si ricorderà - l'avvocato Guido Cosulich, legale della famiglia Festari, proprietaria della preziosa documentazione custodita ad Arezzo - ormai dovrebbe mancare pochissimo alla firma del contratto che, di fatto, trasferirà la proprietà del prezioso archivio (che comunque è vincolato dallo Stato e quindi inamovibile da Casa Vasari dove attualmente si trova) dai Festari agli acquirenti russi. Questi sono i responsabili di un'azienda, la Ross Engineering, che é pronta a sborsare la bellezza di 150 milioni di euro pur di aggiudicarsi l'archivio Vasari. Si tratta indubbiamente di una cifra considerevole che lo Stato dovrebbe mettere in campo per far valere il suo diritto di prelazione. Casomai, in tutta questa vicenda, che presenta anche dei lati grotteschi e dimostra una volta di più come lo Stato non riesca ad assumersi fino in fondo le responsabilità nei confronti del patrimonio culturale - che la Costituzione impone, tra l'altro -, manca la presenza di quegli istituti locali che avrebbero potuto almeno avanzare un'offerta per impedire che, appunto, la proprietà del prezioso archivio finisse in mani diverse da quelle che il buon senso imporrebbe. Questo non è avvenuto negli scorsi mesi e difficilmente potrà avvenire nei prossimi giorni ed è una situazione che in molti giudicano con rammarico. L'unico che in queste ore ha cercato di testimoniare una precisa volontà di «salvataggio» dell'archivio, è il direttore della Camera di Commercio aretina, Giovanni Tricca, il quale ha affermato che il suo ente si sta attivando affinché, pur in presenza di un trasferimento di proprietà dell'archivio, sia garantita la libera consultazione dei documenti. Ciò nonostante, secondo Cosulich - «Non c'è più nulla che impedisca di firmare il contratto. Si firmerà nei prossimi giorni e, da quel momento, scatterà il periodo di 60 giorni in cui lo Stato italiano potrà far valere il diritto di prelazione. Trascorso questo periodo, se il diritto non sarà stato esercitato, l'archivio Vasari sarà di proprietà dell'imprenditore russo. Con il Comune di Arezzo, peraltro, si sono già discussi i termini del contributo che la società russa metterà a disposizione per alcuni importanti interventi in città e mi pare che l'amministrazione sia soddisfatta«.
Archivio Vasari: il 2011 sarà l'anno della verità?
L'Archivio Vasari, custodito ad Arezzo, potrebbe cambiare proprietario. La Ross Engineering, un'azienda russa, è pronta a pagare 150 milioni di euro per l'acquisto. Lo Stato italiano ha il diritto di prelazione, ma non ha ancora espresso interesse. Il Comune di Arezzo ha già discusso con la società russa i termini del contributo per interventi in città. Il contratto di acquisto potrebbe essere firmato nei prossimi giorni, e se non lo Stato esercita il diritto di prelazione entro 60 giorni, l'archivio sarà di proprietà russa. L'archivio è vincolato dallo Stato e non può essere spostato.
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