VERONA Ai miracoli, ormai, ci credono in pochi. Ma un appello che arriva direttamente dalla voce di Ennio Morricone non può restare inascoltato. «Cantanti, direttori, registi, vi chiedo: per quest'anno lavorate in Arena con un cachet ridotto». E' questa l'accorata richiesta del compositore premio Oscar, che interviene al capezzale di Fondazione Arena dopo la cancellazione dal decreto «milleproroghe» della norma per il reintegro al Fondo unico per lo Spettacolo, con lo spettro di commissariamenti e cassa integrazione per i dipendenti non solo dell'Arena ma di tutte le quattordici Fondazione liriche italiane. Il maestro: più coproduzioni. Ricciarelli: tagliamo le scenografie. Battistoni: scommettete sui giovani Se avessi mano libera sui contratti li porterei ai livelli medi del pubblico impiego. Così come sono gravano troppo sul bilancio E' triste vedere che anziché. fare una battaglia comune per difendere un bene di Verona, il Pd se la prenda solo con il sottoscritto VERONA Ai miracoli, ormai, ci credono in pochi. Ma un appello che arriva direttamente dalla voce di Ennio Morricone non può restare inascoltato. «Cantanti, direttori, registi, vi chiedo: per quest'anno lavorate in Arena con un cachet ridotto». E questa l'accorata richiesta del compositore premio Oscar, che interviene al capezzale di Fondazione Arena dopo la cancellazione dal decreto «milleproroghe» della norma per il reintegro al Fondo unico per lo Spettacolo. Soppressione che potrebbe diventare causa di ulteriori tagli, con lo spettro di commissariamenti e cassa integrazione per i dipendenti non solo dell'Arena ma di tutte le quattordici Fondazione liriche italiane. La cultura, forse, è in agonia. «Siamo in una situazione gravissima e non posso certo essere d'accordo con le scelte governative - continua Morricone -. E' necessario che tutti si mettano una mano sul cuore e accettino di lavorare con un compenso più basso». Ma se questo non bastasse, il compositore che tante volte ha incantato il pubblico areniano dirigendo le sue indimenticabili colonne sonore ha in tasca un'altra proposta. «In questo momento di crisi le Fondazioni liriche non devono isolarsi ma piuttosto unire le forze: incrementare le coproduzioni è l'unica soluzione per sopravvivere alla scure economica». Morricone si augura che questi accordi siano già nelle trattative segrete di sovrintendenti e direttori artistici, ma lo dice quasi sottovoce «perchè i governanti potrebbero approfittarne come scusa per ripetere i tagli in futuro». Molto pragmatica sulla questione è Katia Ricciarelli, numerose volte protagonista sul palcoscenico areniano: «Bisogna che qualcuno si rimbocchi le maniche, non possiamo solo aspettare le istituzioni che in questo momento versano in un palese stato di difficoltà. Devo ancora sentire qualcuno che, invece di lamentarsi della mancanza di fondi, partorisca delle proposte concrete per realizzare la migliore offerta con le risorse a disposizione». E sprona a darsi da fare: «Abbiamo l'obbligo di inventare qualcosa per superare questa crisi, la musica deve continuare a vivere e a brillare di luce propria». E un fiume in piena il soprano veneto che ha recentemente condotto come madrina gli «Oscar della Lirica»: «Quella sera mi sono ricreduta sul fatto che scenografie spettacolari siano indispensabili in Arena: abbiamo come sfondo naturale uno degli anfiteatri romani più suggestivi al mondo. Il coro, l'orchestra, i ballerini e tutto il personale che lavora dietro le quinte della messa in scena sono indispensabili. Le scenografie no. Sono anni che dico che non si può spendere una fortuna per certe regie. Proprio nel momento di difficoltà bisogna essere essenziali e soprattutto credere nei giovani». Lasciare spazio alle nuove generazioni di artisti sembra essere una questione su cui Katia Ricciarelli non transige: «Se non avviene un ricambio generazionale, allora sì che sono cavoli amari per tutti. Vogliamo puntare alla qualità senza spendere troppo? Investiamo nei giovani». Lo ha fatto Fondazione Arena, che non si è lasciata scappare un giovane talento come Andrea Battistoni affidandogli nel prossimo cartellone areniano la direzione de «Il Barbiere di Siviglia», oltre al «Rigoletto» e a un concerto del «Ciclo Beethoven» al Teatro Filarmonico. Con piglio deciso e carisma da vendere, a dispetto dei suoi soli 23 anni, il direttore veronese ha stregato pubblico e critica ed è stato appena nominato primo direttore ospite al Teatro Regio di Parma. Battistoni ha le idee chiare anche quando non ha la bacchetta in mano, e nella tristezza di un'Italia che mortifica il suo patrimonio culturale invidiato da tutto il mondo riesce a trovare una nota positiva: «Spero almeno che questo momento di difficoltà possa diventare proficuo per noi giovani. Non è bello arrivare a toccare il fondo per scoprire che esistono artisti giovani di talento, ma la storia insegna che dai momenti bui si esce innestando nuova linfa vitale. E forse è questo il modo giusto di reagire alla crisi, perchè il teatro e la musica non meritano di morire così».
L'appello di Morricone: Artisti, riducete i cachet la situazione è gravissima
Ennio Morricone, compositore premio Oscar, ha inviato un appello ai cantanti, direttori e registi per lavorare in Arena con un cachet ridotto. La Fondazione Arena, che gestisce il Teatro Arena di Verona, ha ricevuto il decreto milleproroghe della norma per il reintegro al Fondo unico per lo Spettacolo, con lo spettro di commissariamenti e cassa integrazione per i dipendenti. Morricone propone di aumentare le coproduzioni per sopravvivere alla crisi economica. Katia Ricciarelli, soprano, sostiene che bisogna "rimbocchiarsi le maniche" e trovare proposte concrete per realizzare la migliore offerta con le risorse a disposizione.
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