E' pur vero che il governo nazionale ha tagliato infaustamente tutti i fondi per formazione, università e cultura in genere. Ha anche operato ingerenze nei festival: Venezia docet con il ministro Bondi. Assente ingiustificato alla prima della Scala. Il maestro Barenboim è dovuto intervenire personalmente per ricordare la Costituzione, con applausi al Presidente della Repubblica. Ma ciò che sta accadendo a Napoli è davvero fuori dal Comune. E' impossibile, infatti, dire qualcosa su teatri, musei e cultura in genere. Prima Cicelyn, oggi Rachele Furfaro, poi... Boh? La questione del Consorzio Teatrale a Napoli: bene ha fatto la Miraglia dicendo che il merito è stato di Renato Quaglia. E' lo stesso è accaduto con il Museo MADRE. Se non si trattasse di un argomento serio, mi verrebbe voglia di dire «l'insostenibile leggerezza dell'attaccamento alla poltrona»! Ma purtroppo, così non è. Nello sconquasso causato dall'allarme rifiuti, dai crolli continui a Pompei e dell'emergenza acqua in Provincia di Salerno - fortunatamente quasi già risolta per adesso - tali posizioni sono realmente al di fuori della Grazia di Dio. Quella Grazia che vive tra golfo, Palazzo Reale e di fronte il Vesuvio. Il problema vero è, non la cultura a Napoli - nessuno ci può dare lezioni - ma la semplice gestione amministrativa della stessa. I bassolinidi sono insopportabili. Già in un'altra occasione, ho avuto modo di manifestare il mio disappunto dicendo: «non è possibile non trovare anche una sola persona», in Campania, capace di sostituirli. Naturalmente, mi autoescludevo, per ovvie ragioni. Comunque, ancora, i napoletani si trovano allo stesso punto di partenza. Non bisognerà attendere, forse, l'arrivo degli americani o dei giacobini del '99? Penso che sarebbe ora di far le valigie e di aspettare il prossimo turno. Tanto la ruota gira vita e star fermi un turno non costa molto. Il grande Eduardo, ai giovani napoletani in attesa di qualcosa, gridò qualcosa come «è meglio andar via!» Qui preferisco non impiegare la stessa espressione napoletana ben più forte. Non vorrei che, scomparso lui, qualcun altro dovesse ripetere lo stesso urlo. D'altronde, la vita non è altro che «fumo di fumi», come recita il saggio dell'Ecclesiaste, attribuito falsamente al Re Salomone. Comunque, non è un fatto personale, anche se potrebbe diventarlo, sempre auto-escludendomi.
Napoli, cultura allo sbando
Il governo nazionale ha tagliato i fondi per la formazione, l'università e la cultura. Ha anche interferito nei festival. Il maestro Barenboim ha dovuto intervenire personalmente per ricordare la Costituzione. A Napoli, la situazione è ancora peggiore. I teatri, i musei e la cultura sono stati colpiti duramente. La questione del Consorzio Teatrale a Napoli è ancora aperta. Il Museo MADRE è stato colpito duramente. La gestione amministrativa della città è considerata inadeguata. I bassolinidi sono considerati insopportabili. La città di Napoli si trova allo stesso punto di partenza.
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