A otto giorni dalla approvazione da parte del consiglio dei ministri, ancora non è stato pubblicato il testo del decreto legge «milleproroghe»: tutto è ancora vago. L'unica certezza è il mancato rinnovo del blocco degli sfratti per il 2011: vista la pesantezza della crisi economica decine di migliaia di famiglie rischiano di essere gettate sulla strada. La misura più reclamizzata è quella che prevede altri 300 milioni (100 ne erano stati stanziati con la legge di stabilità) a favore del cinque per mille dei quali 100 milioni destinati a interventi in tema di sclerosi laterale amiotrofica (Sla) per ricerca e assistenza domiciliare dei malati. Lo stanziamento dei 300 milioni scatena, però, una guerra tra poveri. Parte dei soldi, infatti, saranno reperiti «alleggerendo» il fondo sociale contenuto nella legge di stabilità e in parte scippati all'editoria, alle emittenze tv e radio. In particolare 50 milioni arriveranno dal taglio del sostegno all'editoria, altri 45 milioni dalle risorse per l'emittenza tv e radio. Altri 50 milioni dovrebbero essere scippati ai comuni dal fondo a loro destinato per « agevolare i piani di rientro dei Comuni per i quali sia stato nominato un commissario straordinario». A questo governo non piacciono cultura e spettacoli. Una conferma arriva dagli incentivi al cinema: Bondi ha confermato solo la proroga «al 30 giugno 2011 delle misure di tax credit e tax shelter», ma ha anche annunciato che dal Milleproroghe è saltato il reintegro per il Fondo unico dello spettacolo (Fus), che resta dunque alla cifra di 258 milioni di euro. Come al solito, invece, i soldi per le missioni all'estero (si tratta di circa 900 milioni per il secondo semestre) sono stati trovati, anche se da dove salteranno fuori non è dato sapere. Il governo ha deciso anche il rifinanziamento degli interventi di cooperazione allo sviluppo e a sostegno dei processi di pace e stabilizzazione, nonché le missioni internazionali delle forze armate e di polizia. A proposito di cultura e di difesa dei beni artistici, è stato stralciato dal testo approvato il piano straordinario per Pompei presentato dal ministro Bondi. Il motivo risiederebbe nel carattere «troppo ordinamentale» del provvedimento. Bondi si è augurato che il Piano possa essere velocemente convertito in sede di discussione alla Camera e al Senato. Il piano prevedeva, fra l'altro, la proroga di un anno per assorbire dalle graduatorie valide ed entro certi tetti di spesa, nuovo personale per il sito archeologico di Pompei. Altro capitolo: le case «fantasma»; per la regolarizzazione il termine slitta al 28 febbraio 2011, mentre resta ferma la facoltà per l'agenzia del territorio di procedere, a partire dal 2 gennaio 2011, con tutte le azioni propedeutiche all'attribuzione della rendita presunta, con oneri a carico dell'interessato. Non slitta, al contrario (ma in passato era slittata abbondantemente) la data del gennaio 2011 prevista per la messa al bando dei sacchetti di platica. Altro slittamento previsto (giustamente questa volta) è quello al 30 giugno 2011 dei versamenti fiscali per gli alluvionati del Veneto. Silenzio totale, invece, per le popolazioni terremotate dell'Aquilano. Altra proroga (al 31 dicembre 2011) è quella che riguarda gli «Studi di settore». ll termine del 31 dicembre, si legge, «opera altresì per gli anni 2011 e 2012. Conseguentemente per l'anno 2011 i termini finali di redazione del piano della performance e della relativa relazione sono differiti per le Agenzie fiscali, rispettivamente al 31 luglio e al 31 dicembre del medesimo anno». Il Milleproroghe ha deciso anche che Roma avrà meno dipendenti. E questo perché le assunzioni sono state bloccate, ma le relative risorse saranno in parte utilizzate per pagare lo stipendio del commissario straordinario nominato dal governo per il Piano di rientro del debito del Comune e per garantire il funzionamento del suo ufficio. A proposito di Roma, da ricordare, l'introduzione di una tassa (da 1 a 3 euro al giorno) per il soggiorno negli alberghi e un incremento di un euro sui biglietti per i non romani per l'ingresso nei musei Infine, per tutto il 2011 sarà confermato (ma ridotto a 30 milioni) l'ecobonus a favore degli autotrasportatori che scelgono di percorrere determinate tratte utilizzando le navi anziché le autostrade. All'ultimo secondo, invece, sono stati trovati 20 milioni per i distributori di carburante.