L'avvocato dei Festari assicura: la residenza delle opere resterà nella città Il magnate russo ha chiesto la possibilità di nominare un custode ad Arezzo AREZZO - L'Archivio Vasari manterrà la residenza ad Arezzo. Il vincolo pertinenziale lo prevede ma, stando alle indiscrezioni, il magnate russo che ha già pronto il maxi assegno da 150 milioni di euro per l'acquisto, si sarebbe impegnato, attraverso un preciso protocollo d'intesa, a non spostare il "tesoro", arrivando anzi a chiedere la possibilità di poter nominare, a proprie spese, un custode che si occupi a tempo pieno delle opere che conserveranno la "residenza" aretina. Salvo poi dover mettersi in viaggio, qualora arrivassero richieste, per essere esposte nei musei di tutto il mondo. E' un aspetto per niente secondario quello che emerge tra le pieghe del protocollo d'intesa che i Festari hanno inviato, alcuni mesi fa, a Ministero, Soprintendenza e Comune. Un preciso impegno che Vassily Stepanov ha già manifestato l'intenzione di assumersi, ovviamente senza dimenticare che sull'Archivio Vasari insiste il vincolo pertinenziale, come è stato ribadito e richiesto dallo stesso sindaco Fanfani. Le 31 filze che contengono carteggi di grandissima importanza manterranno dunque la "residenza" in via XX settembre, ma come spiega l'avvocato Guido Cosulich, che cura gli interessi legali degli eredi Festari, "potranno viaggiare per il mondo, per essere esposte al Louvre al Guggenheim o al Metropolitan. Solo il 'domicilio' potrà cambiare di volta in volta, ma la residenza, quella no". La legge, secondo Cosulich, è in questo caso chiara: le istituzioni hanno il compito di tutelare e vigilare sul bene, rispettandone comunque la proprietà che, allo stesso tempo, si impegna a valorizzare il bene acquisito. Cosulich richiama quanto disposto nel Testo unico del 2004 che regola la normativa sui beni culturali in Italia. In quegli articoli e commi c'è spiegato tutto, nel dettaglio, secondo il legale dei Festari. E gli eredi, tornando all'affare che sta tenendo banco in questi giorni dopo la decisione del tribunale di Roma di dissequestrare l'Archivio, sono già pronti a firmare la vendita al magnate russo Stepanov. Il notaio ha già preparato le carte: manca soltanto la firma dell'acquirente russo, bloccato dall'emergenza neve a Mosca. Mentre per la firma sembrava essere questione di ore, adesso tutto slitta di qualche giorno. Ai primi giorni del prossimo anno, tra il 3 e il 5, ogni data potrebbe essere quella giusta per la sottoscrizione del contratto. Da una parte l'Archivio Vasari, dall'altra 150 milioni di euro. In mezzo, per sessanta giorni, la possibilità che lo Stato italiano ha di poter esercitare il diritto di prelazione. Poi, trascorsi i due mesi, quelle preziose carte potrebbero avere un nuovo proprietario. Che non parla italiano, ma russo.